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	<title>ArDiCor</title>
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	<description>Open Source e diritti digitali nell'innovazione tecnologica</description>
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		<title>La democrazia della rete alla festa nazionale di Emergency</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[Da 7 al 12 settembre, si rinnova a Firenze l&#8217;appuntamento per il 9° Incontro Nazionale di Emergency: incontri, mostre fotografiche, spettacoli e conferenze per raccontare Emergency.
Sei giorni per stare insieme &#8211; volontari, sostenitori, personale medico, amici e simpatizzanti -, per vedere, capire e confrontarsi.
Filosofi, giornalisti, intellettuali, scrittori, artisti e musicisti sono nuovamente chiamati a raccolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/bottoneincontronazionale.jpg" alt="bottoneincontronazionale" title="bottoneincontronazionale" width="184" height="302" class="alignleft size-full wp-image-1731" />Da 7 al 12 settembre, si rinnova a Firenze l&#8217;appuntamento per il 9° Incontro Nazionale di Emergency: incontri, mostre fotografiche, spettacoli e conferenze per raccontare <a href="http://www.emergency.it/">Emergency</a>.</p>
<p>Sei giorni per stare insieme &#8211; volontari, sostenitori, personale medico, amici e simpatizzanti -, per vedere, capire e confrontarsi.<br />
Filosofi, giornalisti, intellettuali, scrittori, artisti e musicisti sono nuovamente chiamati a raccolta per discutere del lavoro di Emergency e soprattutto dei valori e dei principi che lo ispirano.<br />
Si parlerà di guerra, ma anche di salute, uguaglianza, democrazia, informazione; Si parlerà non solo del &#8220;cosa&#8221;, ma anche e soprattutto del &#8220;come&#8221; e del &#8220;perché“.</p>
<p><strong>Giovedì 9 settembre</strong><br />
Incontro pubblico h. 18.00<br />
PALAZZO DEGLI AFFARI<br />
PeaceReporter presenta:<br />
<strong>LA RETE È DEMOCRATICA?</strong><br />
intervengono</p>
<p>    * ARTURO DI CORINTO, Giornalista<br />
    * STEFANO RODOTÀ, Giurista<br />
    * RICCARDO LUNA, Direttore di Wired<br />
    * Modera MASO NOTARIANNI</p>
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		<title>L&#8217;Internet Governance Forum e il Codice Azuni</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/linternet-governance-forum-e-il-codice-azuni</link>
		<comments>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/linternet-governance-forum-e-il-codice-azuni#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 11:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Internet Governance Forum e il Codice Azuni
Gestione della rete: quando tecnica e politica non s&#8217;incontrano.
Arturo Di Corinto
20/08/10
La Governance di Internet &#8211; cioè la gestione tecnica mondiale della rete delle reti, non il suo governo politico &#8211; è oggetto di dibattito pubblico dal 1995, ma solo nel 2003, in preparazione del World summit on information society [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/08/Joint_Declaration_Brazil-Italy-211x300.jpg" alt="Joint_Declaration_Brazil-Italy" title="Joint_Declaration_Brazil-Italy" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1727" /><strong>L&#8217;Internet Governance Forum e il Codice Azuni<br />
Gestione della rete: quando tecnica e politica non s&#8217;incontrano.<br />
Arturo Di Corinto<br />
20/08/10</strong></p>
<p>La Governance di Internet &#8211; cioè la gestione tecnica mondiale della rete delle reti, non il suo governo politico &#8211; è oggetto di dibattito pubblico dal 1995, ma solo nel 2003, in preparazione del World summit on information society (WSIS)  è diventato un tema istituzionale in seno alla comunità delle nazioni, cioè all&#8217;Onu. Nel 2005 il Wsis che si è tenuto a Tunisi ha affrontato il tema della governance di Internet direttamente, a causa della richiesta da parte di alcuni grandi paesi di generalizzare le competenze della governance dell&#8217;indirizzamento dei nomi a dominio di Internet per sottrarle al monopolio di fatto dell&#8217;Icann americana controllata dalla FCC.<br />
Data la delicatezza e la rilevanza geopolitica del tema – chi fornisce gli indirizzi decide se puoi arrivare a un sito web opure no &#8211; a Tunisi si optò per una soluzione diplomatica e si decise di discuterne in un ambito specifico, creando per l&#8217;uopo l&#8217;Internet Governance Forum, una sorta di “parlamento di Internet” dove gli Stati avrebbero potuto confrontarsi fra di loro e con università, imprese, esperti e associazioni non profit (gli stakeholders), per individuare e praticare le soluzioni migliori utili a garantire crescita e stabilità dell&#8217;internet.<span id="more-1725"></span><br />
Da allora si sono tenuti quattro IGF a livello mondiale: ad Atene, Rio de Janeiro, Sharm-El sheik, Hyderabad. Il prossimo si terrà a Vilnius in Lituania dal 14 al 17 settembre.<br />
Per ben 5 anni i temi all&#8217;ordine del giorno degli IGF sono stati gli stessi: apertura, sicurezza, privacy, multilinguismo, multiculturalismo, sviluppo delle infrastrutture. A Vilnius il tema emergente sarà il cloud computing. In questi anni lo scenario è parzialmente cambiato anche grazie a una parziale e volontaria cessione di sovranità dell&#8217;Icann e ad innovazioni tecniche, l&#8217;uso di alfabeti non latini per l&#8217;indirizzamento web, la definizione del suffisso .xxx per i siti e i servizi erotici, e una migliore intesa fra gli Stati (leggi minori frizioni Cina-Stati Uniti) che minacciavano la frammentazione tecnica della rete mondiale nata in America.<br />
Non solo, in questi anni si è assistito a una crescita di interesse verso il tema della governance da parte dell&#8217;opinione pubblica sollecitata dal mondo dell&#8217;associazionismo riunito nelle dynamic coalitions, che ha trovato una forte sponda nell&#8217;idea dell&#8217;Internet Bill of Rights – un insieme di principi generali come nella prima parte della Costituzione italiana, ma dedicati ad Internet,  proposto proprio dal comitato governativo italiano capeggiato sin dal 2006 dal giurista Stefano Rodotà.<br />
Questo insieme di principi altro non è che la trasformazione dell&#8217;appello lanciato a Tunisi dal senatore dei Verdi Fiorello Cortiana e firmato fra gli altri da Gilberto Gil, Lawrence Lessig e Richard Stallman, oltre che dal sindaco Walter Veltroni e dall&#8217;allora ministro berlusconiano Lucio Stanca. In sintesi l&#8217;appello “Tunisi mon amour”, riaffermava l&#8217;importanza del rispetto delle regole democratiche a sostegno dello sviluppo della rete: il suo carattere aperto, democratico e universale, calato in una serie di innovazioni tecnologiche e sociali che andavano dal software libero e open source, alle tecnologie per la privacy, dalla limitazione dei brevetti per la rete, al rispetto del fair use per i contenuti coperti da copyright, in grado di tenere conto dei comportamenti reali degli utenti in una prospettiva mltistakeholder.<br />
Su questa base, si giungerà alla definizione del Bill of Right sostenuto dal governo italiano dell&#8217;epoca e nel 2007 all&#8217;IGF di Rio De Janeiro, il sottosegretario alle telecomunicazioni Luigi Vimercati riporterà a casa un importante accordo con il ministro brasiliano alla cultura Gilberto Gil per una Carta dei Diritti della Rete.<br />
Dal 2008 in poi, almeno in Italia, l&#8217;interesse per la governance di internet è scemato fino alla proposta del Codice Azuni, un&#8217;idea che Rodotà offrì a Brunetta nell&#8217;occasione di una riunione dell&#8217;Igf Italia a Roma, con la motivazione che non si può lasciare che siano solo le multinazionali a stabilire le regole di Internet e con un&#8217;avvertenza “a dispetto di quello che disse Vinton Cerf a Rio De Janeiro, anche Internet, come il mare si può regolare”; “E&#8217; accaduto con il Codice Auzni per il Mediterraneo”; “Il Codice Azuni aveva tuttavia un grande pregio, fissava le regole consuetudinarie dei suoi navigatori, senza leggi calate dall&#8217;alto, esattamente quello che possiamo augurarci per Internet”.</p>
<p>Codice Azuni<br />
Nell&#8217;agosto del 2010 il ministro per l&#8217;Innovazione Renato Brunetta offre agli italiani la proposta di un Codice Azuni per la Rete. Lo fa attraverso un sito, www.azunicode.it, con l&#8217;obiettivo di scandagliare gli umori dei cittadini sul tema e raccogliere pareri e informazioni. La proposta si basa sul report di un gruppo di lavoro “che non rappresenta le posizioni del governo”, ma che riepilogando la storia dell&#8217;Igf ne riporta i temi trattati finora.<br />
Una proposta meritoria quindi, visto che punta a coinvolgere i cittadini, ma insufficiente nel metodo e nel merito.<br />
Le prime criticità della proposta stanno nella tempistica. La consultazione dura solo 30 giorni, è basata su una mailing list chiusa e moderata, si svolge nel periodo di agosto in cui due italiani su tre sono lontani da un computer.<br />
La consultazione non ha un output definito. Si dice che la proposta serve a creare una tassonomia delle problematiche e delle best practices relative a Internet, ma non si capisce come verrà assemblata e utilizzata la parte offerta dai cittadini e se costituirà o meno la base della posizione italiana da portare in ambito internazionale e segnatamente a Vilnius in settembre.<br />
La proposta sarebbe frutto di un tavolo di lavoro riunito dal novembre 2009, di cui nessuno ha mai saputo niente, costituito per la maggior parte da soggetti governativi, ben dieci, un solo parlamentare, della maggioranza, un solo imprenditore, tre professori universitari, non i più noti sul tema, un paio di esperti indipendenti e del Cnr. Con l&#8217;esclusione di tutti i soggetti che avevano nei 5 anni precedenti contribuito a definire la proposta italiana di una rete aperta presso le Nazioni Unite, e segnatamente marcata dall&#8217;assenza del portabandiera italiano, Stefano Rodotà e dai molti gruppi di interesse italiani Altroconsumo, Free Hadware Foundation, ISOC, Istituto per le Politiche dell&#8217;Innovazione, AIIP, Amnesty International, Wikimedia, Alcei ed altri. Più grave ancora la mancata e piena rappresentanza del Parlamento che attraverso le sue cariche più elevate (presidente Gianfranco Fini il 16 marzo 2010), si è ultimamente espressa a favore di una tutela piena del “diritto a Internet”.<br />
La proposta inoltre, non tiene conto del lavoro importante avviato dalla costituzione dell&#8217;Igf Italia, il chapter italiano dell&#8217;Internet Governance Forum, nato su raccomandazione della Commissione Europea anche in altri paesi come Francia e Inghilterra. Qualsiasi proposta in assenza del contributo di questo organismo di coordinamento degli stakholder italiani, nato a Cagliari nell&#8217;ottobre 2008 che ha già tre incontri all&#8217;attivo (Cagliari, Roma, Pisa) e che si incontrerà di nuovo a Roma il 29 e 30 novembre 2010, appare una proposta monca, difettosa di esperienze, voci e pluralismo che ne dovrebbero costituire la missione istituzionale.<br />
Sul merito, la proposta del Codice Azuni, nasce vecchia: i problemi e le criticità di Internet sono noti: assenza di infrastrutture, censura, privacy ridotta, costi elevati di connettivtà, digital divide. Inoltre azzera il lavoro fatto dagli italiani negli ultimi sei anni sotto governi diversi, ma perchè non riporta nessuno dei principi condivisi che sono ormai patrimonio dell&#8217;Igf e che sono precipitati nell&#8217;accordo Italia-Brasile: il rispetto della privacy e la protezione dei dati, la libertà d&#8217;espressione, l&#8217;accesso universale, la network neutrality, l&#8217;interoperabilità di dati e applicazioni, l&#8217;accesso globale a tutti i nodi della rete, l&#8217;uso di standard aperti e liberi, l&#8217;accesso pubblico alla conoscenza, il diritto a innovare e il rispetto dei princii del mercato, alla libera concorrenza online e i diritti dei consumatori in generale. Cioè tutte le cose che fanno di Internet la grande piattaforma di scambi e opinioni che è diventata negli anni.</p>
<p>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/05/codice-azuni-se-brunetta-si-sente-napoleone%E2%80%A6/47916/<br />
http://idl3.wordpress.com/2010/08/06/le-impossibili-regole-globali-le-probabili-regole-locali/</p>
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		<title>END SUMMER CAMP 2K10</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 17:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8212;&#8212;&#8212;- Forwarded message &#8212;&#8212;&#8212;-
From: *ascii* 
Date: 2010/8/10
Subject: END SUMMER CAMP 2K10 &#8211; September 3rd-5th 2010 &#8211; FORTE BAZZERA
(VENICE)
To: admin@endsummercamp.org 
END SUMMER CAMP 2K10 &#8211; September 3rd-5th 2010 &#8211; FORTE BAZZERA (VENICE)
                         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/08/myspaced-225x300.jpg" alt="myspaced" title="myspaced" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1718" /><br />
&#8212;&#8212;&#8212;- Forwarded message &#8212;&#8212;&#8212;-<br />
From: *ascii* <ascii@ush.it <mailto:ascii@ush.it>><br />
Date: 2010/8/10<br />
Subject: END SUMMER CAMP 2K10 &#8211; September 3rd-5th 2010 &#8211; FORTE BAZZERA<br />
(VENICE)<br />
To: admin@endsummercamp.org <mailto:admin@endsummercamp.org></p>
<p>END SUMMER CAMP 2K10 &#8211; September 3rd-5th 2010 &#8211; FORTE BAZZERA (VENICE)<br />
                          ,<br />
    ESC 2K10            __)\_          I, I wish you could swim<br />
       WE         (\_.-&#8217;    a`-.       Like the dolphins<br />
   ARE, HERE.     (/~~&#8220;&#8220;(/~^^`       Like dolphins can swim</p>
<p>Tutti indaffarati, tutti presi.. Presi da cosa? Forse non ci rendiamo<br />
nemmeno conto, di quello che che siamo, di cosa ci circonda, del tempo<br />
che passa, del mondo che cambia. Siamo una volta sola.<span id="more-1717"></span></p>
<p>In un mondo che puo&#8217; fare a meno di tutti, fatto di sprechi, abbiamo<br />
un&#8217;opportunita&#8217; per fare qualcosa che non riguardi solo noi stessi, per<br />
condividere il tempo e lo spazio assieme come forse non accade spesso in<br />
un anno.</p>
<p>Dal 3 al 5 Settembre 2010, nel contesto del Forte Bazzera, ex polveriera<br />
costruita a fine &#8216;800, a Venezia, Italia, siete chiamati a partecipare<br />
alla sesta edizione dell&#8217;End Summer Camp, baluardo ed incontro della<br />
comunita&#8217; smanettona Italiana.</p>
<p>Avrai la possibilita&#8217; di campeggiare in uno spazio incontaminato dalla<br />
fuffa, rilassarti e farti cullare dall&#8217;atmosfera miscelando &#8220;fun&#8221; e<br />
&#8220;tech&#8221;.</p>
<p>ESC e&#8217; solo la scusa, il vero motivo sono le persone. Per questo il tuo<br />
apporto non e&#8217; indifferente. Per tre giorni possiamo essere una cosa<br />
sola, se lo vorrai. E ritrovare te stesso.<br />
<!--more--><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/08/myspaced.jpg" alt="myspaced" title="myspaced" width="453" height="604" class="alignleft size-full wp-image-1718" /><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>                               SM4X</p>
<p>                             presenta</p>
<p>                       END SUMMER CAMP 2K10</p>
<p>                        3-5 settembre 2010<br />
                          FORTE BAZZERA<br />
                           via Bazzera<br />
                    Venezia-Tessera (VENEZIA)</p>
<p>[COSA] ESC e&#8217; un incontro di persone interessate al Software Libero e<br />
alla Conoscenza Libera, a Entrata Libera <img src='http://www.dicorinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Il contenuto dell&#8217;evento e&#8217;<br />
in continua evoluzione e viene creato dai suoi partecipanti.</p>
<p>[COME] Secondo la formula MUD (Miscere Utile Dulci). Sono previsti<br />
Seminari e Talk su vari argomenti/livelli, e momenti decisamente piu&#8217;<br />
&#8220;ludici&#8221;: Campeggio, Grigliata, LAN Party, etc.</p>
<p>[DOVE] ESC si svolge a Venezia-Tessera presso Forte Bazzera, ex<br />
polveriera della Prima Guerra Mondiale non lontana dall&#8217;Aeroporto Marco<br />
Polo. Planet Earth, 45°29&#8242;52&#8221;N &#8211; 12°19&#8242;51&#8221;E  <img src='http://www.dicorinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[PERCHE'] Per creare un momento di aggregazione, uno scambio di<br />
conoscenze ed esperienze tra persone che vivono il Software Libero nelle<br />
sue diverse forme.</p>
<p>                   http://www.endsummercamp.org</p>
<p>           &#8220;Everything&#8217;s Happening under the KEY&#8230;&#8221; <img src='http://www.dicorinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>                            Registrazione</p>
<p>Hai l&#8217;opportunita&#8217; di utilizzare la registrazione online con certificato<br />
SSL sicuro, rubber stamp of approval, PCI DSS, emesso direttamente dalla<br />
nuova root CA del capitano zoppo approvata dai maggiori Browser a 16bit.</p>
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<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>                        Istruzioni per l&#8217;uso</p>
<p>Ti preghiamo di distribuire, spammare, pubblicare, notificare in tutte<br />
le forme che ritieni opportune questo messaggio affinche&#8217; questo ESC<br />
procuri grande gioia a molte persone.</p>
<p>Se scrivi un articolo sul tuo sito notificalo al Seba (esc@sm4x.org<br />
<mailto:esc@sm4x.org>)<br />
che provvedera&#8217; a inserirti nella pagina della rassegna stampa/partner.</p>
<p>http://www.endsummercamp.org/index.php?title=ESC10-Stuff</p>
<p>Aggiungi la dicitura &#8220;ESC endsummercamp.org <http://endsummercamp.org><br />
3-5/9/10&#8243; al topic del tuo<br />
canale e nella sign delle mail che invii o al QUIT message su IRC.</p>
<p>Linka il wiki organizzativo dell&#8217;evento: http://www.endsummercamp.org/</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Call For Papers</p>
<p>I contenuti tecnici sono il succo della conferenza. Accettiamo<br />
qualsiasi talk tecnico ritenuto di interesse inerente ai seguenti<br />
argomenti: Free Software, Hacking, Security.</p>
<p>http://www.endsummercamp.org/index.php?title=ESC10-Talks</p>
<p>L&#8217;audience e&#8217; assolutamente informale e ben disposta ad argomenti<br />
tecnici e sociali. Il livello di difficolta&#8217; dell&#8217;argomento va<br />
specificato al momento della submission del proprio talk (difficile,<br />
medio, facile).</p>
<p>E&#8217; fortemente incoraggiata la pubblicazione e diffusione di informazioni<br />
frutto della propria ricerca personale. In generale pensa a qualcosa<br />
che possa interessare all&#8217;audience.</p>
<p>La deadline e&#8217; fissata per fine Agosto, contatta ascii (ascii@ush.it<br />
<mailto:ascii@ush.it>)<br />
col titolo e breve descrizione.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Call For Labs</p>
<p>Workshop di ogni genere sono incoraggiati. Se ritieni di voler<br />
ufficializzare la presenza del tuo progetto all&#8217;ESC notificalo o<br />
modifica di tuo pugno il wiki e riceverai pubblicita&#8217; gratuita sulla<br />
pagina dei Labs.</p>
<p>http://www.endsummercamp.org/index.php?title=ESC10-Labs</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Call For Arms</p>
<p>Proponiti come staff-member per ricoprire una delle fantastiche<br />
posizioni di duro lavoro manuale ma assolutamente utili e necessarie<br />
alla riuscita dell&#8217;ESC. Ogni piccola azione e&#8217; ben voluta <img src='http://www.dicorinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Contatti</p>
<p>Puoi contattare il Seba per ogni dubbio e perplessita&#8217; (esc@sm4x.org<br />
<mailto:esc@sm4x.org>)<br />
e ovviamente contributo o proposta.</p>
<p>I relatori possono contattare direttamente ascii (ascii@ush.it<br />
<mailto:ascii@ush.it>) per le<br />
submission al CFP.</p>
<p>Chi vuole aiutare con l&#8217;organizzazione e portare materiali (fari, luci,<br />
casse, proiettori, proiettori di diapo) scriva a theover (simone@mt-<br />
lab.org <http://lab.org>).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Original drawing by jgs. Online http://www.ush.it/team/ascii/esc2k10.txt<br />
EOF</p>
<p>_______________________________________________<br />
Hackmeeting mailing list<br />
Hackmeeting@inventati.org<br />
https://www.autistici.org/mailman/listinfo/hackmeeting</p>
]]></content:encoded>
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		<title>We want bandwith</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 17:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Peace Reporter]]></category>

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		<description><![CDATA[
We want bandwith. Perchè la banda larga non decolla in Italia
per Peace Reporter di Settembre
Arturo Di Corinto
Internet è la più grande agorà pubblica che l&#8217;umanità abbia mai conosciuto, ma non è democratica perché non tutti sanno usarla, non a tutti è consentito accedervi e a dispetto di quello che si pensa è un bene scarso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2008/04/logo_peacreporter.gif" title="logo peace reporter"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2008/04/logo_peacreporter.miniatura.gif" alt="logo peace reporter" align="left" hspace="2" vspace="2" /></a></p>
<p><strong>We want bandwith. Perchè la banda larga non decolla in Italia<br />
per <a href="http://www.peacereporter.it/">Peace Reporter</a> di Settembre<br />
Arturo Di Corinto</strong></p>
<p>Internet è la più grande agorà pubblica che l&#8217;umanità abbia mai conosciuto, ma non è democratica perché non tutti sanno usarla, non a tutti è consentito accedervi e a dispetto di quello che si pensa è un bene scarso, distribuito nel mondo in maniera ineguale.<br />
Eppure l&#8217;accesso a Internet è ormai un corollario fondamentale del diritto alla libertà individuale, perché fornisce quegli strumenti critici attraverso i quali ci si forma un&#8217;opinione, e il suo utilizzo è dientata la precondizione per potere esercitare gli altri diritti, come la libertà di opinione e di espressione. Secondo Hamadoun Toure, segretario generale dell’International Telecommunication Union (ITU), «i governi del mondo dovrebbero considerare la rete un’infrastruttura di base, come le strade, lo smaltimento dei rifiuti e l’acqua. Ma l&#8217;idea che Internet sia un diritto fondamentale dei moderni è lontana dai nostri lidi. Anche nella ricca Europa solo la Finlandia nel 2009 ha stabilito per legge che a ogni cittadino deve essere garantita ua connessione a 100 Mb, perchè la rete è uno strumento grazie al quale ciascun individuo può allargare le sue possibilità sia di crescita culturale che economica, come previsto dalla Costituzione.<span id="more-1713"></span></p>
<p>In Italia invece, come se non bastassero le leggi che puntano a imbavagliare Internet, appensantendo i produttori indipendenti di contenuti e i fornitori di servizi con gabelle, norme e concessioni, la rete è insufficiente per le necessità di imprese, cittadini, istituzioni. Il presidente dell&#8217;AGCOM, Corrado Calabrò lo ha detto senza mezzi termini durante la consueta relazione parlamentare annuale: “La Rete è a rischio collasso”. La domanda allora sorge spontanea. Che fine ha fatto il Wi-Max? Dopo l&#8217;asta milioniaria (135 milioni) per le concessioni agli operatori, si è fermato tutto. Eppure il Wi-Max è una tecnologia di trasmissione senza fili a banda larga quattro volte più  veloce di quella UMTS. Pensato per le aree urbane e metropolitane il Wi Max è considerato dagli esperti l&#8217;uovo di colombo per battere il digital divide soprattutto nella aree dove per le compagnie telefoniche non è profittevole investire a causa delle asperità del territorio, dei vincoli urbanistici, archeologici, e ambientali. E allora perché non la si usa in Italia? La risposta è semplice: vincoli burocratici, ritardi legislativi, e soprattutto situazione di oligopolio delle grandi compagnie che  vogliono continuare a sfruttare le vecchie tecnologie UMTS le quali consentono margini di guadagno maggiori. E il piano Romani per la banda larga? Che fine ha fatto il progetto di dare almeno 20 mega di connettività garantita a tutti gli italiani entro il 2012? Il piano non è mai decollato perchè non sono mai stati stanziati gli 800 milioni (su 1471) del pacchetto base. Perchè?<br />
Perchè sono stati usati per altri fini: persino per finanziare le missioni in Afghanistan. E il dividendo digitale? Che fine ha fatto l&#8217;idea di utilizzare quell&#8217;ampia porzione dello spettro radio liberato dall&#8217;avvento del digitale terrestre nel passaggio dalla TV analogica alla TV digitale? Un utilizzo efficiente dello spettro radio nelle intenzioni dei governi europei doveva facilitare l&#8217;accesso alla banda larga mobile, garantire una trasmissione di alta qualità ed ampliare la scelta dei consumatori sul piano dei futuri servizi senza fili. Ma non è successo. Perchè? Perchè in Italia le frequenze liberate sono state assegnate alle società che già detenevano licenze nell’analogico, non é stata fatta nessuna assegnazione di merito e nessuna gara pubblica. Insomma, si sono ignorate le più basilari regole democratiche e di mercato, trasferendo semplicemente l’oligopolio televisivo dall’analogico al digitale. E&#8217; per questo che l&#8217;opposizione parlamentare e le associazioni di cittadini insistono che lo spazio liberato vada riallocato per altri scopi, la connettività a banda larga per Internet, magari facendo cassa per i bisogni dello Stato con un&#8217;asta, come in Germania, dove ha fruttato circa tre miliardi al governo, e contribuire al risanamento dei conti pubblici. Ma il motivo per cui non si fa da noi è probabilmente che le frequenze devono restare a chi le occupa ora, in Italia, come Rai e Mediaset. Sempre gli stessi, mentre solo una minima parte sarà assegnata a nuovi entranti. Insomma negli anni scorsi lo stato ha speso soldi per favorire la diffusione dei decoder digitali e oggi non si trovano i soldi per far partire la banda larga necessaria a esercitare il pieno diritto alla cittadinanza digitale.</p>
<p>Se siamo ai primi posti in Europa per costo dei servizi e concorrenza nella telefonia, e siamo  sotto la media Ue per diffusione della banda larga un motivo c&#8217;è: tutto viene sacrificato in nome della prosperità delle aziende telefoniche e televisive esistenti. In Italia queste ultime sono controllate dal presidente del Consiglio che è il più grande editore italiano, l&#8217;azionista di riferimento della Rai e per molti mesi ministro ad interim delle telecomunicazioni. Ma Berlusconi oggi è interessato anche all&#8217;acquisto di Telecom. Sarà un caso se la rete in Italia non decolla?</p>
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		<title>= FSFE Newsletter &#8211; August 2010 =</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/fsfe-newsletter-august-2010</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 17:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicorinto.it/?p=1709</guid>
		<description><![CDATA[   (Please support us to reach more people in their native language.
Join our Italian translator team http://fsfe.org/contribute/translators/.)
= FSFE Newsletter &#8211; August 2010 =
[Permanent URL: http://www.fsfe.org/news/nl/nl-201008.en.html]
The focus of this edition is Free Software in the public sector: on a national level within the United Kingdom, in the Italian region of Bozen, and in the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>   (Please support us to reach more people in their native language.<br />
Join our Italian translator team http://fsfe.org/contribute/translators/.)</p>
<p>= FSFE Newsletter &#8211; August 2010 =</p>
<p>[Permanent URL: <a href="http://www.fsfe.org/news/nl/nl-201008.en.html">http://www.fsfe.org/news/nl/nl-201008.en.html</a>]</p>
<p>The focus of this edition is Free Software in the public sector: on a national level within the United Kingdom, in the Italian region of Bozen, and in the Austrian city of Linz. We introduce a new definition and of mnemonic Open Standards, and invite you to participate in upcoming local Free Software events.<span id="more-1709"></span></p>
<p>Additionally in July Maëlle Costa and Sam Tuke started their internships.<br />
R?zvan Sandu transcribed Richard Stallman&#8217;s speech from<br />
eLiberatica, Maëlle created a structured web edition [1], and our active<br />
translator Stelios Stavroulakis translated it into Greek. Matthias<br />
Kirchner gave the first in a new series of radio interviews [2]<br />
occurringon the 4th Monday of the each month for the public radio<br />
station &#8216;Dradio Wissen&#8217;.</p>
<p>Europe is witnessing an ever increasing number of public administrations considering the migration to Free Software. Public administration represents the largest purchaser of software in each EU country, and is  a critically important area of Free Software growth. Increased public sector use of free software means more money invested in the development and deployment of Free Software, which ultimately results in greater quality and quantity of Free Software programs.</p>
<p>In June the Government of Malta asked all their agencies to prefer<br />
Free Software in all future purchases [3]. In their statement they<br />
directly referred to FSF&#8217;s Free Software definition</p>
<p>== Saving money with Free Software in the UK ==</p>
<p>In the UK, her Majesty’s Treasury asked 60,000 people working for the<br />
government how more savings could be made. They got 60,000 ideas out of<br />
it, processed them and put that into 31 proposals. Two of those<br />
proposals [4] relate  to Free Software. They include annulling the<br />
government’s contract with Microsoft to furnish government departments,<br />
and replace their products with Free Software, including GNU/Linux and<br />
OpenOffice. Supporting arguments for the switch included lower costs,<br />
improved security, and the opportunity to create a &#8220;more diverse<br />
spectrum of the IT industry, instead of [just] one corporation&#8221;.</p>
<p>== Public tendering: Bozen reconsiders deal with Microsoft ==</p>
<p>Progress in the public sector of Italy was also made this month, when the regional government of Bolzano accepted FSFE&#8217;s request to discuss a rethink of a plan forged earlier this year to renew and extend their licenses from Microsoft. On the 25th of May Italian politicians agreed to spend 2.2 million EUR over the next three years on contracts with Microsoft Ireland, and increase the number of licenses that they had purchased. This decision was made without a public call for tender, making it impossible for competing suppliers to make offers of their own.</p>
<p>We asked the local government to rethink their decision [5] and accept an offer of dialogue extended to them by local Free Software experts at the GNU/Linux User Group Bolzano (LUGBZ). The local government has now accepted LUGBZ&#8217;s offer [6], and the first meeting is planned for the beginning of August. Also in attendance shall be representatives from the Free Software Center of TIS and the Free University of Bolzano.</p>
<p>== Linz &#8211; region for Free Software ==</p>
<p>In the Austrian city of Linz, Free Software is already the norm, and a<br />
new scheme is being devised to crown it a &#8216;Free Software Region&#8217;. Linz<br />
City councillors recognise the social importance of Free Software, and<br />
as a result are instigating a much wider programme of Free Software use<br />
and promotion. Government officials have identified 7 key<br />
characteristics [7 that an area should ulfil in order to merit the title<br />
of Free Software Region. Amongst them: general public sector support for<br />
Free Software, regular Free Software events together<br />
with local companies and user groups, usage of Free Software in<br />
universities, schools and other education bodies, as well as the<br />
suggestion that public administration and organisations should<br />
cooperation with Free Software organisations, or become members of them.</p>
<p>== Open Standards on the political agenda in Germany ==</p>
<p>Beside the progress of Free Software in the public sector, Open<br />
Standards continue to be on the political agenda. In June, Thomas de<br />
Maiziere, German Minister of Interior, demanded Open Standards for all<br />
public IT systems [8], therefore supporting FSFE&#8217;s long standing<br />
demands. The minister&#8217;s permanent secretary and IT Commissioner of the<br />
German government, Cornelia Rogall-Grothe explained his position further<br />
in an interview [9]: &#8220;only by using Open Standards can [the government]<br />
obtain independence from software development<br />
companies&#8221;. She also recognised that &#8220;maximal interoperability can be<br />
reached with open IT-Standards&#8221;.</p>
<p>== Now available in English: AEIOU mnemonic for Open Standards ==</p>
<p>While publishing our press release Kai Eckert translated our<br />
German AEIOU mnemonic for Open Standards into English [10]. We hope it<br />
helps you to remember a clear and meaningful definition of the term Open<br />
Standard. This definition requires formats and protocols to adhere to<br />
the following rules:</p>
<p>- -Applicable (without restrictions): free from legal or<br />
   technical clauses that limit its utilisation by any party or in any<br />
business model,</p>
<p>- Existing (implementations): available in multiple<br />
   complete implementations by competing vendors, or as a complete<br />
   implementation equally available to all parties.</p>
<p>- Independent (of a single vendor): managed and further<br />
   developed independently of any single vendor in a process open to the<br />
equal participation of competitors and third parties</p>
<p>- Open (specification): subject to full public assessment<br />
   and use without constraints in a manner equally available to all partie</p>
<p>- Untainted (with dependencies to closed standards):<br />
   without any components or extensions that have dependencies on<br />
formats or   protocols that do not meet the definition of an Open<br />
Standard themselves</p>
<p>== Get active: Help at local events ==</p>
<p>This month FSFE President Karsten Gerloff participated in local regional<br />
events, including RMLL Bordeaux (France) [11] and<br />
Free Software events in Vitoria, San Sebastian, and Bilbao in Basque<br />
(Spain).<br />
For organising such events we depend local volunteers. Help us to<br />
introduce Free Software to people in your region:</p>
<p>-We have an event calendar where you can add Free Software events<br />
(Thanks to Paul Boddie for implementing this great feature!)<br />
-Add the ical calendar [12] to your own digital calender, and get<br />
in contact with us if you can help at one of the events.<br />
-Contact fellowship@fsfeurope.org if you organise an event and you need<br />
more help at the booth or a speaker from FSFE.<br />
- Help us to improve our documentation for organising booths</p>
<p>Regards,<br />
Matthias Kirschner</p>
<p>[1]http://www.fsfe.org/freesoftware/transcripts/rms-2009-05-22-eliberatica.html<br />
[2] http://blogs.fsfe.org/mk/?p=625<br />
[3]http://ictpolicies.gov.mt/docs/GMICT_D_0097_Open_Source_Software_v1.0.pdf<br />
[4] http://blogs.fsfe.org/mk/?p=614<br />
[5] http://www.fsfe.org/news/2010/news-20100702-01.html<br />
[6]http://www.osor.eu/news/it-bolzano-region-begins-discussion-on-open-source-strategy<br />
[7] http://www.netzpolitik.org/2010/linz-will-open-commons-region-werden/<br />
[8] http://mailman.fsfeurope.org/pipermail/press-release-de/2010q2/000158.<br />
html<br />
[9] http://www.fsfe.org/news/2010/news-20100705-01.de.html<br />
[10] http://blogs.fsfe.org/mk/?p=618<br />
[11] http://blogs.fsfe.org/gerloff/?p=376<br />
[12] http://wiki.fsfe.org/FellowshipEvents<br />
[13] http://wiki.fsfe.org/BoothCountdown</p>
<p>- &#8212; Free Software Foundation Europe <http://www.fsfe.org><br />
FSFE News <http://fsfe.org/news/news.en.rss><br />
Upcoming FSFE Events <http://fsfe.org/events/events.en.rss><br />
Fellowship Blog Aggregation <http://planet.fsfe.org/en/rss20.xml><br />
Free Software Discussions <http://fsfe.org/contact/community.en.html><br />
_______________________________________________<br />
Press-release-it mailing list<br />
Press-release-it@fsfeurope.org<br />
https://mail.fsfeurope.org/mailman/listinfo/press-release-it</p>
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		<title>Il &#8220;caso&#8221; Wikileaks: media, democrazia, informazione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 23:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/il-caso-wikileaks-media-democrazia-informazione</guid>
		<description><![CDATA[28 july 2010 16:50
Il &#8220;caso&#8221; Wikileaks: media, democrazia, informazione
Dopo lo scoop di Wikileaks sulla guerra in Afghanistan, si riapre il dibattito su democrazia e nuovi media, anche alla luce del progetto di legge sull&#8217;editoria in discussione in Italia. Ne parliamo a Rainews24 con Roberto Reale, Alessandro Baracchini e Arturo Di Corinto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/08/di-corinto-rai-news-24.jpg" alt="di corinto rai news 24" title="di corinto rai news 24" width="492" height="345" class="alignleft size-full wp-image-1706" />28 july 2010 16:50</p>
<p><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=19971">Il &#8220;caso&#8221; Wikileaks: media, democrazia, informazione</a><br />
Dopo lo scoop di Wikileaks sulla guerra in Afghanistan, si riapre il dibattito su democrazia e nuovi media, anche alla luce del progetto di legge sull&#8217;editoria in discussione in Italia. Ne parliamo a Rainews24 con Roberto Reale, Alessandro Baracchini e Arturo Di Corinto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>No al Bavaglio: presidio a Montecitorio il 29 luglio</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/associazionismo/no-al-bavaglio-presidio-a-montecitorio-il-29-luglio</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 21:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Roma, 22 luglio ’10
Prot. n. 181
La Federazione nazionale della Stampa Italiana comunica:
“Attenti e vigili in piazza Montecitorio giovedì 29 luglio alle ore 16 in contemporanea con l’avvio del dibattito sul ddl intercettazioni nell’aula della Camera. Il ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza’, che aveva organizzato le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/07/Manifesto_FNSI_web-pulito-209x300.jpg" alt="Manifesto_FNSI_web pulito" title="Manifesto_FNSI_web pulito" width="209" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1698" /><br />
<strong>Federazione Nazionale della Stampa Italiana</strong></p>
<p>Roma, 22 luglio ’10</p>
<p>Prot. n. 181</p>
<p><strong>La Federazione nazionale della Stampa Italiana comunica:</strong></p>
<p>“Attenti e vigili in piazza Montecitorio <strong>giovedì 29 luglio alle ore 16</strong> in contemporanea con l’avvio del dibattito sul ddl intercettazioni nell’aula della Camera. Il ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza’, che aveva organizzato le manifestazioni del primo luglio a piazza Navona e in altre città italiane, è tornato a riunirsi nella sede della Fnsi ed ha fissato questo presidio per indicare che rimane alta l’attenzione e la mobilitazione delle forze sindacali e sociali.</p>
<p>I positivi emendamenti votati dalla Commissione Giustizia della Camera per le parti riguardanti il lavoro dei giornalisti &#8211; con l’introduzione dell’udienza-filtro, che è anche il risultato della pressione esercitata per mesi da un ampio cartello di associazioni &#8211; non possono nascondere i pericoli che ancora il testo comporta per il diritto dei cittadini a comunicare (con l’immotivata sottomissione dei blog alle stesse regole dell’informazione professionale) e per la sicurezza stessa della comunità, visti gli ostacoli che il disegno di legge Alfano continua a porre al ricorso alle intercettazioni da parte di magistrati e forze di polizia.</p>
<p>‘<strong>Né tagli, né bavagli</strong>’, aveva detto l’insieme di sigle ritrovatosi a combattere contro le diverse forme di censura. E dunque non c’è motivo di smobilitare, poiché negli stessi giorni in cui viene modificato il ddl Alfano arriva a conclusione una manovra economica di devastante impatto sulle testate cooperative, non profit e di partito, che la cancellazione del cosiddetto ‘diritto soggettivo’ porta in molti casi sull’orlo della chiusura. La decurtazione drastica dei finanziamenti pubblici è il bavaglio più letale, così come i tagli alla cultura  e allo spettacolo tolgono voce ai punti di vista critici e alle espressioni meno omologate.</p>
<p><strong>Il presidio del 29 luglio a Montecitorio riaffermerà la forza dell’alleanza tra gli operatori dell’informazione e della cultura e  i tanti cittadini che non vogliono più farsi sottrarre notizie e conoscenza”.</strong></p>
<p>__________________________________________________________<br />
Corso Vittorio Emanuele II 349 &#8211; 00186 Roma &#8211; tel. 06/68008.1 fax 06/6871444<br />
sito: www.fnsi.it &#8211; e-mail: segreteria.fnsi@fnsi.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicorinto.it/associazionismo/no-al-bavaglio-presidio-a-montecitorio-il-29-luglio/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/niente-bavagli-%e2%80%93-liberi-di-informare-liberi-di-sapere</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 15:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[SinistraelibertÃ ]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dicorinto.it/?p=1694</guid>
		<description><![CDATA[Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere
DATA: 22/07/2010 &#8211; ORARIO: 19:00
22/07/2010 ore 19.00, Villa Gordiani, via Prenestina presso la Festa di Sinistra Ecologia Libertà
ne parlano:
Claudio Fava, coordinatore segreteria nazionale SEL;
Carlo Lucarelli, scrittore;
Roberto Natale, presidente Fnsi;
coordina Arturo Di Corinto, giornalista e saggista
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/07/sel_arturo-300x187.png" alt="sel_arturo" title="sel_arturo" width="300" height="187" class="alignleft size-medium wp-image-1722" />Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere<br />
DATA: 22/07/2010 &#8211; ORARIO: 19:00<br />
<strong>22/07/2010 ore 19.00, Villa Gordiani, via Prenestina presso la Festa di Sinistra Ecologia Libertà</strong></p>
<p>ne parlano:</p>
<p><strong>Claudio Fava</strong>, coordinatore segreteria nazionale SEL;<br />
<strong>Carlo Lucarelli</strong>, scrittore;<br />
<strong>Roberto Natale</strong>, presidente Fnsi;</p>
<p>coordina <strong>Arturo Di Corinto</strong>, giornalista e saggista</p>
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		<title>I nemici della rete: il libro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Titolo: I nemici della rete
Autore: Di Corinto Arturo; Gilioli Alessandro
Prezzo: € 12,00
Dati: 	300 p., br.
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Futuropassato
EAN : 9788817042758
Data uscita: settembre 2010
Descrizione
Che il futuro, o buona parte di esso, passi attraverso il web dovrebbe essere ormai chiaro. Sempre più l&#8217;universo di internet sta introducendo nuovi sistemi economici, rivoluzionarie strutture organizzative, innovazioni tecnologiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/07/internet_liberta-300x122.jpg" alt="internet_liberta" title="internet_liberta" width="300" height="122" class="alignleft size-medium wp-image-1680" /><strong>Titolo</strong>: I nemici della rete<br />
<strong>Autore</strong>: Di Corinto Arturo; Gilioli Alessandro<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 12,00<br />
<strong>Dati</strong>: 	300 p., br.<br />
<strong>Editore</strong>: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli<br />
<strong>Collana</strong>: Futuropassato<br />
<strong>EAN</strong> : 9788817042758<br />
<strong>Data uscita</strong>: settembre 2010</p>
<p><strong>Descrizione</strong><br />
Che il futuro, o buona parte di esso, passi attraverso il <strong>web</strong> dovrebbe essere ormai chiaro. Sempre più l&#8217;universo di <strong>internet</strong> sta introducendo nuovi sistemi economici, rivoluzionarie strutture organizzative, innovazioni tecnologiche e progressi scientifici. Ma anche nuove forme di relazioni sociali e di condivisione della cultura o dell&#8217;informazione. In questo panorama globale<strong> il Bel Paese è il fanalino di coda dell&#8217;Occidente</strong>. Perché da noi tarda a svilupparsi un fermento simile a quello degli altri Stati? Cosa &#8211; o chi rallenta qui lo sviluppo della comunità di utenti? Gilioli e Di Corinto, in un&#8217;inchiesta accurata che non rinuncia all&#8217;ironia e alla provocazione, esaminano gli ostacoli sul nostro cammino: una maggioranza che propone leggi al limite della censura, un&#8217;opposizione disinteressata o inconsapevole, l&#8217;astio di parte del mondo giornalistico, l&#8217;arretratezza di un&#8217;economia poco preparata. E, in mezzo a tutto questo, l&#8217;Italia digitale che comunque non si arrende, cresce e prende coscienza di sé.</p>
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		<title>Il senso dell&#8217;innovazione: il libro</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senso dell&#8217;innovazione. Conversazioni con Paolo Zocchi per ricordare per continuare a fare! 
Autori Vari: Di Corinto, Marzano, Infante, Lanzillotta, Subioli, Vetere, Zocchi et al.
Editore: Plus-Pisa University Press
Collana: Saggi e studi
Data uscita: 11/2010
Pagine: 192, brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788884927095
Prezzo: € 12,00
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/07/net-neutrality-300x122.jpg" alt="net-neutrality" title="net-neutrality" width="300" height="122" class="alignleft size-medium wp-image-1678" /><strong>Il senso dell&#8217;innovazione. Conversazioni con Paolo Zocchi per ricordare per continuare a fare! </strong></p>
<p><strong>Autori Vari</strong>: Di Corinto, Marzano, Infante, Lanzillotta, Subioli, Vetere, Zocchi et al.<br />
<strong>Editore</strong>: Plus-Pisa University Press<br />
<strong>Collana</strong>: Saggi e studi<br />
<strong>Data uscita</strong>: 11/2010<br />
<strong>Pagine</strong>: 192, brossura<br />
<strong>Lingua</strong>: Italiano<br />
<strong>EAN</strong>: 9788884927095<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 12,00</p>
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