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	<title>ArDiCor &#187; Internet Governance</title>
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	<description>Open Source e diritti digitali nell'innovazione tecnologica</description>
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		<title>L&#8217;Internet Forum scrive a Mario Monti</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 00:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Internet Forum scrive a Monti
&#8220;Più digitale contro la crisi&#8221;
Gli attori che si battono per lo sviluppo del web in Italia, riuniti a convegno a Trento fino a domani, scrivono al neo senatore a vita chedendogli di affrontare quello che definiscono &#8220;lo spread digitale&#8221; in un paese che si vuole moderno di ARTURO DI CORINTO
per La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/02/la-repubblica-it-logo.png"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/02/la-repubblica-it-logo.png" alt="" title="la-repubblica-it-logo" width="270" height="50" class="alignleft size-full wp-image-2092" /></a><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/11/news/internet_lettera_monti-24878283/">L&#8217;Internet Forum scrive a Monti</a><br />
&#8220;Più digitale contro la crisi&#8221;<br />
Gli attori che si battono per lo sviluppo del web in Italia, riuniti a convegno a Trento fino a domani, scrivono al neo senatore a vita chedendogli di affrontare quello che definiscono &#8220;lo spread digitale&#8221; in un paese che si vuole moderno di ARTURO DI CORINTO<br />
per <a href="http://www.repubblica.it/">La Repubblica</a> del 11 novembre 2011</p>
<p>TRENTO &#8211; &#8220;Gentile professore Mario Monti, non abbiamo bisogno di ricordarle l&#8217;importanza di Internet, spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell&#8217;economia&#8221;. Comincia così la lettera/manifesto che i partecipanti all&#8217;Internet Governance Forum 1 di Trento hanno deciso di inviare al presidente del consiglio in pectore per chiedergli un deciso intervento a favore dell&#8217;economia e della società digitali. Un&#8217;idea nata all&#8217;inizio dei lavori del forum (che si conclude a domani) e che ha acquistato consensi man mano che gli incontri procedevano. E l&#8217;Internet Governance Forum di Trento era proprio il contesto ideale per una iniziativa di questa natura visto che da quattro anni raccoglie a convegno l&#8217;intellighenzia digitale del paese &#8211; quest&#8217;anno con oltre 22 panel e 100 relatori, esperti e terorici della rete, blogger e giornalisti, hacker e Internet provider.<span id="more-2639"></span></p>
<p>Tema centrale della lettera l&#8217;economia digitale italiana &#8220;che già rappresenta il 2% del Pil dell&#8217;economia nazionale e che ha finora creato 700 mila posti di lavoro&#8221;, mortificata secondo i firmatari da un mix di sottocultura e interessi che non hanno finora permesso al nostro paese di dispiegare le potenzialità creative e le grandi competenze tecniche e scientifiche di cui dispone, la vera risorsa del paese per uscire dalla crisi e recuperare il posto che gli spetta nelle economie avanzate. Dice la lettera: &#8220;Lo &#8220;spread digitale&#8221; dell&#8217;Italia nei confronti dei principali paesi del mondo ha ormai raggiunto livelli insostenibili anche per la tenuta economica nazionale.</p>
<p>Ancora più preoccupante, anche in queste ore di straordinaria apprensione per la situazione finanziaria del Paese, è il persistere di una condizione di inconsapevolezza politica e di inazione governativa nell&#8217;affrontare tale ritardo che pregiudica gravemente le nostre possibilità di crescita e di sviluppo. In particolare, l&#8217;incapacità di affrontare i problemi legati alla diffusione della banda larga è indegna di un paese che voglia restare in Europa.&#8221;. &#8220;Non si può aspettare il superamento della crisi economica per investire nel digitale, perché, come sancito dalla Commissione Europea nella Strategia 2020, lo sviluppo dell&#8217;economia digitale è una delle condizioni imprescindibili per il superamento stesso della crisi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;invito è chiaro, i partecipanti al Forum che sottoscrivono la lettera sono tutti d&#8217;accordo anche nella critica rispetto all&#8217;incapacità dei governi che si sono succeduti a valorizzare il ruolo che l&#8217;Italia stessa ha ssunto con l&#8217;iniziativa per un Internet Bill of Rights nel quadro degli Internet Governance Forum promossi dalle Nazioni Unite. E, dopo aver ricordato i ripetuti tentativi di limitare la libertà in rete e lo sviluppo dell&#8217;economia digitale, finalmente rivolgono il loro appello a Monti: &#8220;Tutti i soggetti presenti all&#8217;Internet Governance Forum si rivolgono a Lei affinché un nuovo governo si impegni concretamente, anche attraverso la nomina di un ministro se necessario, per la piena implementazione di un&#8217;agenda digitale in conformità con quanto stabilito dall&#8217;Europa. Richiamiamo in particolare l&#8217;attenzione sull&#8217;accesso ad Internet come diritto fondamentale della persona, come già riconosciuto da costituzioni, leggi nazionali e risoluzioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d&#8217;Europa; sul riconoscimento in via di principio della conoscenza come bene comune globale; sulla garanzia della neutralità della rete in relazione ai flussi di dati; sulla definizione di uno statuto del lavoro in rete&#8221;.<br />
<a href="http://www.igfitalia2011.it">http://www.igfitalia2011.it</a></p>
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		<title>Convegno: Internet Governance Forum 2011 a Trento</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[La quarta edizione dell’Internet Governance Forum Italia si terrà a Trento dal 10 al 12 novembre 2011.
L’evento è organizzato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con Informatica Trentina Spa, la Fondazione Ahref, Trentino Network, l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e il Centro NEXA del Politecnico di Torino.
L’edizione 2011 parte dalla considerazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/10/logoIGF11.png"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/10/logoIGF11.png" alt="" title="logoIGF11" width="102" height="116" class="alignleft size-full wp-image-2555" /></a>La quarta edizione dell’<a href="http://www.igfitalia2011.it/">Internet Governance Forum Italia</a> si terrà <strong>a Trento dal 10 al 12 novembre 2011</strong>.<br />
L’evento è organizzato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con Informatica Trentina Spa, la Fondazione Ahref, Trentino Network, l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e il Centro NEXA del Politecnico di Torino.<br />
L’edizione 2011 parte dalla considerazione che Internet sia al centro del processo di sviluppo dell’innovazione della nostra società e che la relativa governance non riguardi più la forma della tecnologia, ma le regole stesse della convivenza sociale.<br />
Gli incontri in programma a Trento intendono offrire la possibilità a tutti i portatori di interesse, associazioni, imprese, cittadini, ma anche amministrazioni locali e governo nazionale, di confrontarsi sui temi della governance di Internet, una risorsa fondamentale per i cambiamenti che stanno modificando i nostri modi produrre, comunicare e stabilire relazioni.<br />
<a href="http://www.igfitalia2011.it/programma">Il programma</p>
<p></a>Nell&#8217;ambito dell&#8217;Igf 2011 di Trento, giovedì 10 novembre alle ore 16,00  si terrà l&#8217;incontro:<br />
“Lavoratori in rete, felici e sfruttati&#8221; con Banfi, <strong>Di Corinto</strong>, Formenti, Moretti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Repubblica: Democrazia, rivolte e libertà. Il web sceglie il suo futuro</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/la-repubblica</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 23:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[
Democrazia, rivolte e libertà. Il web sceglie il suo futuro
Fino al 30 settembre la comunità mondiale si incontra a Nairobi all&#8217;insegna dello slogan &#8221; Internet come catalizzatore del cambiamento: accesso, sviluppo, libertà e innovazione&#8221;. Uno scenario che dopo le rivolte africane non sarà più lo stesso  di ARTURO DI CORINTO
per Repubblica del 27 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/02/la-repubblica-it-logo.png" alt="la-repubblica-it-logo" title="la-repubblica-it-logo" width="270" height="50" class="alignleft size-full wp-image-2092" /></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/27/news/futuro_internet-22324597/?ref=HREC2-11">Democrazia, rivolte e libertà. Il web sceglie il suo futuro</a><br />
Fino al 30 settembre la comunità mondiale si incontra a Nairobi all&#8217;insegna dello slogan &#8221; Internet come catalizzatore del cambiamento: accesso, sviluppo, libertà e innovazione&#8221;. Uno scenario che dopo le rivolte africane non sarà più lo stesso  di ARTURO DI CORINTO<br />
per <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a> del 27 settembre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Repubblica: Il vertice G8 voluto da Sarkozy per riscrivere le regole del web</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vertice G8 voluto da Sarkozy
per riscrivere le regole del web
Il presidente francese lo ha lanciato. L&#8217;obiettivo è quello di favorire l&#8217;economia e la democrazia digitali, ma ci sono anche tanti rischi. Eccoli 
Arturo Di Corinto per Repubblica.it
Sarkozy vuole un G8 dedicato ad Internet prima del vertice dei capi di Stato e di Governo (Canada, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/02/la-repubblica-it-logo.png" alt="la-repubblica-it-logo" title="la-repubblica-it-logo" width="270" height="50" class="alignleft size-full wp-image-2092" /><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/05/01/news/sarkozy_g8_internet-15493094/?ref=HREC1-9">Il vertice G8 voluto da Sarkozy<br />
per riscrivere le regole del web</a><br />
<em>Il presidente francese lo ha lanciato. L&#8217;obiettivo è quello di favorire l&#8217;economia e la democrazia digitali, ma ci sono anche tanti rischi. Eccoli </em><br />
Arturo Di Corinto per <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica.it</a></p>
<p>Sarkozy vuole un G8 dedicato ad Internet prima del vertice dei capi di Stato e di Governo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti ) che si terrà in Francia, a Deauville, il 26 e il 27 maggio. (1-2)<br />
L&#8217;obiettivo dichiarato del summit è quello di favorire l&#8217;economia e la democrazia digitali, ma l&#8217;intenzione stride con la sua idea di “civilizzare Internet” regolamentandola in senso restrittivo “per correggerne gli eccessi e gli abusi che vengono dalla totale assenza di regole”. Fatto sta che nonostante la valanga di critiche ricevute e la sconfessione della dottrina dei three strikes da parte della Corte Costituzionale francese adesso il capo dell&#8217;Eliseo ci riprova, sostenuto dalle major della proprietà intellettuale e scippando di fatto il primato finora conquistato dall&#8217;Onu nel dibattito sulla governance di Internet.<span id="more-2220"></span></p>
<p>E&#8217; lecito pensare che sia il tentativo di riabilitare la sua immagine di nemico della rete e di riallacciare rapporti coi big player del settore per ottenerne un concreto sostegno elettorale ma è difficile non pensare che in questa decisione ci sia una sotterranea competizione, simbolica, culturale ed economica, con la Casa Bianca. Dall&#8217;insediamento di Obama l&#8217;amminisitrazione americana ha ribadito di ritenere Internet  un grande strumento di democratizzazione e finanziando un programma da 30 milioni di dollari per realizzare strumenti anti-censura ha rivelato come la rete possa essere usata in chiave geopolitica. L&#8217;interventista Sarkozy probabilmente non vuole essere da meno, soprattutto dopo che le insurrezioni africane nel Maghreb hanno lasciato intuire quale spazio ci sia per una Internet che parli francese sempre di più. </p>
<p>Quale che ne sia il motivo &#8211; forse tutti insieme &#8211; con un invito riservato Sarkozy ha chiamato i grandi player dell&#8217;ICT e l&#8217;industria dei contenuti a esprimersi su temi essenziali del futuro di Internet, diritti umani, proprietà intellettuale, privacy, sicurezza, infrastrutture e mercato digitale. Pur senza rivelarne il programma e tutti gli invitati, (qui la lettera di invito pubblicata senza autorizzazione (3) vorrebbe ricavarne indicazioni sulle politiche da adottare su neutralità della rete, cloud computing, copyright, social network. Proprio le cose di cui l&#8217;IGF discute da cinque anni.</p>
<p>Conoscendo le posizioni di Nicolas su una rete che definisce “troppo libera” e “piena di eccessi” parrebbe un tentativo mirato di rimettere alla discussione di governi e imprese ogni decisione sul futuro assetto di Internet sottraendolo allo scrutinio e alla partecipazione della società civile come invece avviene nel “parlamento” di Internet, l&#8217;Internet Governance Forum (Igf) dell&#8217;Onu, il luogo dove da cinque anni si incontrano esponenti dei governi, delle imprese, delle associazioni, col proposito di garantire a tutti uno strumento che, come riconosciuto dall&#8217;Unione Europea è centrale per esercitare i diritti fondamentali degli individui.<br />
Ma  qui casca l&#8217;asino. All&#8217;Igf, dove tutti hanno diritto di parola, ma che non è un organo decisionale e basa le sue politiche sul consenso e sulle best practices, seppure la loro opinione conta come quella delle associazioni, i governi devono rendere conto al mondo di come gestiscono la rete per i propri cittadini e dire come la vorrebbero, impegnandosi ad essere coerenti con le proprie dichiarazioni.<br />
Una situazione che a più riprese ha fatto dire ai governi che è tempo di  riportare l&#8217;Igf in seno all&#8217;ITU e sviluppare un processo di decision making di tipo governativo, cioè vincolante e basato sulla logica degli “interessi nazionali”. Quello che traspare nella politica di grandeur di Sarkozy applicata alla rete.<br />
Il grimaldello allora potrebbe essere ancora una volta la tutela della proprietà intellettuale, ossessione sia della Francia che degli Stati Uniti dal tempo in cui la Creative Media Business Alliance (CMBA) &#8211; un&#8217;alleanza fra The Walt Disney Company, Time Warner, Sony Corporation, Universal Media Group, IFPI, MPA, Mediaset, ed altri &#8211; trasmise alla Commissione europea un policy paper in cui per la prima volta si auspicava che i diritti fondamentali non fossero validi in Internet tramite eccezioni ad hoc. (4)<br />
 Nel documento si chiedeva la sospensione del diritto alla privacy e ai fornitori di accesso a Internet di farsi parte attiva nella sorveglianza dei contenuti in transito sulla Rete e nell&#8217;imposizione del copyright, ponendoli sotto pressione tramite l&#8217;attribuzione di responsabilità per le violazioni commesse in Rete. (link 5)<br />
 Un position paper che ha informato alcune fra le peggiori proposte legislative in questo campo inquinando a più riprese la discussione sulla riforma europea delle telecomunicazioni, il Telecom Package, e ispirando l&#8217;Acta (l&#8217; Accordo anticontraffazione messo sotto segreto per motivi di sicurezza nazionale), per poi trovare sfogo nelle legislazioni nazionali con la Digital Economy Bill in Inghilterra (6), la Ley Sinde in Spagna (7), il Combating Online Infringement and Counterfeits Act negli Usa (8), la proposta di legge dell&#8217;On. Carlucci in Italia (9) e la Delibera Agcom 668/2010 del dicembre 2010.(10)<br />
Nella gara a mostrare i muscoli Francia e Usa stanno spendendo le loro emergie migliori per dimostrare che la democrazia politica non può prescindere da quella economica e mentre Obama chiama a raccolta i big dell&#8217;economia digitale, il ministro degli esteri francese visita le compagnie americane di persona e prepara il terreno all&#8217;incontro di Parigi. Ma non si può non notare che mentre i due presidenti pensano a internet come a uno strumento democratico, a casa loro lo contrastano.<br />
Gli Usa ritengono che l&#8217;esportazione della democrazia si faccia anche attraverso Internet, ma poi fanno la guerra a Wikileaks e tengono in galera Bradley Manning mentre fanno la proposta di conferire al presidente il potere tecnico del cosiddetto “spegnimento della rete” (11).<br />
In Francia il Consiglio Costituzionale giudica incostituzionale la legge Olivennes- Sarkozy, tramite un giudizio storico equipara l&#8217;accesso a Internet a diritto fondamentale e Sarkozy è costretto ad accettare le dimissioni del ministro Albanel, ma alla fine passa modificata, Obama nel 2008  nomina personalmente al Dipartimento della Giustizia cinque avvocati di punta della RIAA, massima espressione della lobby delle major discografiche e ne piazza uno, David Ogden, alla seconda carica più alta in assoluto (vice procuratore generale degli Stati Uniti d&#8217;America), poi propone un piano di dirottamento di agenti FBI verso la prevenzione delle violazioni del copyright online (12)  per arrivare a una proposta una legge che conferirebbe al procuratore generale (il suo vice essendo David Ogden) il potere di cancellare siti web ovunque nel mondo, anche al di fuori della giurisdizione americana, senza un processo preventivo, ripresa pari pari dall&#8217;Agcom italiana, ma solo in base ad un ordine del procuratore generale stesso. (13)</p>
<p>Insomma, non è peregrino pensare che il forum parigino sia l&#8217;occasione di riscrivere l&#8217;agenda della governance di Internet da parte delle imprese che vogliono trasformarla in una piattaforma commerciale a pagamento ma a quel punto gli stati autoritari si sentiranno legittimati a darsi una propria agenda e con la scusa di tutelare la proprietà intellettuale potranno mettere in campo azioni per limitare la democrazia politica che attraverso Internet si esprime. Noi intanto speriamo di sbagliarci. </p>
<p>1 &#8211; Il sito del g8</p>
<p>http://www.g20-g8.com</p>
<p>2 &#8211; Internet-G8</p>
<p>http://www.g20-g8.com/g8-g20/g8/english/priorities-for-france/the-priorities-of-the-french-presidency/g8-priorities-sheets/the-internet-new-challenges.420.html</p>
<p>3 &#8211; La lettera di invito e il programma</p>
<p>http://www.novaspivack.com/technology/the-e-g8-forum-unveiled</p>
<p>4 – Creative media business alliance</p>
<p>http://www.cmba-alliance.eu/members.htmhttp://www.cmba-alliance.eu/members.htmhttp://www.cmba-alliance.eu/members.htm</p>
<p>5 CMBA position paper</p>
<p>http://ec.europa.eu/avpolicy/docs/other_actions/contributions/cmba_col_en.pdf)</p>
<p>6 &#8211; Digital Economy Bill</p>
<p>http://www.publications.parliament.uk/pa/ld200910/ldbills/001/10001.i-ii.html</p>
<p>7 Ley Sinde</p>
<p>http://www.abc.es/20110209/cultura/abcm-senado-aprueba-sinde-tras-201102091318.html</p>
<p>8 &#8211; Combating Online Infringement and Counterfeits Act</p>
<p>http://www.govtrack.us/congress/bill.xpd?bill=s111-3804</p>
<p>9 – Legge Carlucci</p>
<p>http://nuovo.camera.it/126?action=submit&#038;leg=16&#038;pdl=2195&#038;stralcio=&#038;navette=&#038;cerca=cerca</p>
<p>10 – Dleibera AgCom</p>
<p>http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=5413</p>
<p>11 &#8211; Kill switch bill</p>
<p>http://abcnews.go.com/Technology/kill-switch-internet-bill-alarms-privacy-experts/story?id=12922845</p>
<p>12 &#8211;  http://news.cnet.com/8301-13578_3-10133425-38.html</p>
<p>13 &#8211; http://www.publicknowledge.org/blog/new-copyright-bill-bears-problems-concerns-s3</p>
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		<title>I nemici della rete: il libro</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/tipologia/inchieste/i-nemici-della-rete-il-libro-3</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 22:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I nemici della rete&#8221; &#8211; di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà 
Formato: Tascabile
Pagine: 285
Lingua: Italiano
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788817042758
Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio &#038; TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria
La rete è la moderna frontiera della libertà e della democrazia. Luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/nemici-197x300.jpg" alt="nemici" title="nemici" width="197" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1760" /><strong>&#8220;I nemici della rete&#8221; &#8211; di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà </strong></p>
<p>Formato: <strong>Tascabile</strong><br />
Pagine: <strong>285</strong><br />
Lingua: <strong>Italiano</strong><br />
Editore: <strong>BUR Biblioteca Univ. Rizzoli</strong><br />
Anno di pubblicazione <strong>2010</strong><br />
Codice EAN: <strong>9788817042758</strong><br />
Generi: <strong>Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio &#038; TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria</strong></p>
<p>La rete è la moderna frontiera della libertà e della democrazia. Luogo che apre canali di condivisione e scambio, internet è un diritto irrinunciabile, e la sua tutela l’unità di misura di un Paese civile. Nella corsa al digitale, però, l’Italia è il fanalino di coda dell’Occidente e il ritardo accumulato rischia di condannare i nostri figli a crescere in un Paese del terzo mondo.<br />
Ma qual è il freno che ci tiene inchiodati al passato? A chi giova l’ostinazione all’arretratezza che risulta evidente nei rapporti tra potere e web?<br />
In un’inchiesta accurata e coraggiosa Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli svelano il lato oscuro di una catena di ottusità e interessi: leggi che sono al limite della censura, una burocrazia che è un pachiderma mangiasoldi, un’opposizione politica maldestra che nasconde la difesa di lobby intoccabili, fondi destinati all’innovazione che restano congelati nelle casse dello Stato, l’astio di una certa casta di giornalisti che vede tremare una tradizione di privilegi.<br />
Ma in un’Italia in affanno, gli autori raccontano anche le storie dei pochi illuminati che hanno visto nel web una risorsa, non soltanto per le proprie tasche, indicando così la strada perché il futuro non resti per noi soltanto un’ipotesi.</p>
<p><strong>ALESSANDRO GILIOLI</strong> è giornalista de “L’espresso”e tiene il blog “Piovono rane”. Ha scritto, tra gli altri, Forza Italia: la storia, gli uomini, i misteri e, con Renato Gilioli, Cattivi capi, cattivi colleghi e Stress Economy. Per BUR Futuropassato ha pubblicato Premiata macelleria delle Indie (2007).</p>
<p><strong>ARTURO DI CORINTO</strong> ha fatto ricerca e insegnato presso la Stanford University e la Sapienza di Roma. Consulente per la Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Onu, scrive per “Il Sole 24 Ore”. È autore di numerosi saggi, come Hacktivism (2002). Il suo sito è <a href="http://www.dicorinto.it">www.dicorinto.it</a>.</p>
<p><a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/09/22/i-nemici-della-rete-chi-e-perche-fa-la-guerra-a-internet/">La recensione di Vittorio Zambardino</a></p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=13084&#038;numero=999">La recensione di ZeusNews</a></p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/per-chi-vota-facebook/2134550/8/0">Segnalazione de L&#8217;Espresso</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/02/leggi-bavaglio-e-lobby-della-televisione-la-politica-italiana-e-la-vera-nemica-di-internet/67144/">L&#8217;articolo su Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2010/10/04/paolo-romani/">L&#8217;articolo di Ilpost</a></p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio1/zapping/view.cfm?Q_EV_ID=320109&#038;Q_PROG_ID=107">Intervista a Zapping, Radio 1 Rai</a></p>
<p><a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2010/10/19/anticipazione_libro_di_corinto_gilioli_i_nemici_della_rete_politica_internet_elezioni_bur.html">Intervista Sky TG 24</a></p>
<p><a href="http://daily.wired.it/news/internet/chi-sono-i-nemici-della-rete.html">Intervista a Wired</a></p>
<p><a href="http://ilcaffe.blog.rainews24.it/2010/10/25/al-caffe-di-mineo-rosa-villecco-calipari/">Intervista a RaiNews24</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/01/la-governance-mondiale-di-internet-fra-diritti-e-controllo/74704/">Segnalazione da il Fatto</a></p>
<p><a href="http://giardinodelmago.blogspot.com/2010/11/i-nemici-della-rete.html">Recensione: Il Giardino del Mago</a></p>
<p><a href="http://www.omat360.it/">http://www.omat360.it/</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/quei_politici_italiani_destra_e_sinistra_incapaci_usare_rete/22-11-2010/articolo-id=488595-page=0-comments=1">La recensione di Il Giornale</a></p>
<p><a href="http://www.innovazionepa.gov.it/rassegna/pdf/2011/gennaio/ecoh9.pdf">La Gazzetta del Mezzogiorno: Intervista a Arturo DI Corinto su I Nemici della Rete</a> </p>
<p><a href="http://it.ejo.ch/?p=3401">Segnalazione dello European journalism observatory</a></p>
<p><a href="http://lindro.it/Dal-Nord-Africa-al-resto-del-mondo">L&#8217;Indro</a></p>
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		<title>SALVARE IL WEB DALLE REGOLE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 13:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ilsole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[SALVARE IL WEB DALLE REGOLE
Arturo DI Corinto da Vilnius (Lithuania)
per Per Il Sole 24 ore del 22 settembre 2010
Perché ogni anno si riunisce l&#8217;Internet Governance Forum? «Internet modella tutte le tecnologie di comunicazione del nostro tempo». È la risposta, a Vilnius, del commissario europeo Neelie Kroes. Del resto la comunicazione è un bisogno umano fondamentale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/nova_23_09_2010-214x300.jpg" alt="SOLEMI02: SPECIALE_3D-NOVA24-01 &lt;INFOPDF -1 &gt; ... 23/09/10" title="SOLEMI02: SPECIALE_3D-NOVA24-01 &lt;INFOPDF -1 &gt; ... 23/09/10" width="214" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1809" /><strong>SALVARE IL WEB DALLE REGOLE<br />
Arturo DI Corinto da Vilnius (Lithuania)<br />
per <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-23/salvare-regole-091910.shtml?uuid=AYu8vhSC">Per Il Sole 24 ore del 22 settembre 2010</a></strong></p>
<p>Perché ogni anno si riunisce l&#8217;Internet Governance Forum? «Internet modella tutte le tecnologie di comunicazione del nostro tempo». È la risposta, a Vilnius, del commissario europeo Neelie Kroes. Del resto la comunicazione è un bisogno umano fondamentale. Per questo occorre occuparsi di come sarà l&#8217;internet del futuro. Meno chiaro è chi e come debba governare il processo della sua evoluzione.<br />
Molti sperano nell&#8217;avvento di un sistema di regole chiare, universali e condivise. La Dynamic Coalition on Internet Rights and Principles nata dall&#8217;Igf ha pubblicato un manifesto che ha suscitato vasto interesse e qualche fischio. I brasiliani hanno scritto una costituzione per internet. L&#8217;Association for Progressive Communication pubblicizza il suo decalogo per le libertà. E l&#8217;Italia ha rilanciato l&#8217;idea di una grande consultazione pubblica sul tema.<br />
Per il ceo dell&#8217;Icann, Bob Beckstrom: «Internet funziona. Quindi che funziona una governance basata su consenso e scarsa regolamentazione». La European Broadcasting Union risponde: «Bisogna ragionare su obblighi e condizioni di servizio: i vecchi media hanno una governance, i nuovi no». Ma c&#8217;è anche la posizione di imprese come Apple, Microsoft e Google. Non vogliono una regolamentazione della rete, anche se non lo dicono, e fanno lobby. Richard Allan, di Facebook, dice: «Non è vero che internet non ha regole. Le regole ci sono e noi le rispettiamo».<span id="more-1810"></span><br />
Anche nella società civile c&#8217;è chi non ama l&#8217;idea di regolamentare la rete. E sostiene che anche per internet valgono semplicemente i principi della carta dei diritti umani dell&#8217;Onu. Secondo Virginia Paque della Diplo Foundation: «Abbiamo molti cappelli: siamo genitori, cittadini, accademici, comunicatori. Siamo per il principio dell&#8217;indivisibilità dei diritti». Per costoro internet è un bene comune, universale e indivisibile come i diritti della persona.<br />
Ma come far valere i diritti di tutti in contesti che sono culturalmente, economicamente e legalmente diversi? Il delegato americano, Steve MacLaughlin, ha detto: «Vogliamo un&#8217;internet decentralizzata, cooperativa e multilivello» ma per averla bisogna condividere un&#8217;idea comune. Se ne continuerà a parlare al prossimo Igf in Kenya.</p>
<p>Ma a Vilnius che cosa si è deciso? Fra i traguardi raggiunti la presa di consapevolezza di una vasta comunità di esperti, attivisti, operatori e governi della necessità di un&#8217;azione comune nei rispettivi ruoli per mantenere la rete libera, aperta, efficiente. Intanto però continuava sotterraneo il conflitto geopolitico – G77 contro G8 – e una concorrenza non sempre leale fra le aziende per affermare il proprio punto di vista: sì alla soft law, no a regole uguali per tutti.<br />
I governi hanno posizioni diverse. La Cina allude a una sua possibile autarchia se fosse pressata troppo sul tema dei diritti umani e dei consumatori, mentre il Brasile sollecita la necessità di produrre raccomandazioni più stringenti ai prossimi incontri. L&#8217;India vuole maggiore spazio e rappresentatività negli organismi internazionali e l&#8217;Africa vuole più sostegno per aprirsi alle imprese occidentali. La Francia manifesta attenzione ai diritti dei cittadini, dei consumatori, dei giovani e delle Ong, mentre lavora alla tutela e promozione di lingua e mercati propri. E l&#8217;Inghilterra dà lezioni di democrazia mostrando grande unione tra maggioranza e opposizione nel sostenere lo sforzo dell&#8217;Igf. Gli Usa, dal canto loro cercano la terza via tra le pressioni delle imprese e il tradizionale ruolo guida in tema di diritti democratici. L&#8217;Italia propone una regolamentazione della rete da verificare. L&#8217;Electronic Frontier Foundation ricorda che la censura riguarda anche le imprese e non solo i governi.<br />
I problemi quindi restano. Non è allora un caso che in molti siano convinti che il tema dei valori e dei principi di internet – cooperazione, condivisione, privacy, neutralità e decentramento – diventi l&#8217;argomento principale dei prossimi incontri, è solo partendo da qui che potranno essere affrontati i temi irrisolti.</p>
<p><strong>In nome della governance </strong><br />
PER Vint Cerf PIONIERE DELLA RETE, ORA A GOOGLE, MANCANO INDIRIZZI IP: OCCORRE L&#8217;IPV6<br />
Grazie all&#8217;Igf, i servizi dell&#8217;Icann sono migliorati negli ultimi 5 anni<br />
Io adotterei i valori proposti dal Brasile sui diritti e i principi di internet<br />
La sfida è definire regole per persone con valori e idee politiche differenti<br />
Evitare di fare una legge su internet ogni volta che si pone un problema</p>
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		<title>La rete è democratica?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 13:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[La democrazia e internet. Un&#8217;utopia possibile? Videointervista ad Arturo Di Corinto (di Luca Galassi)
Emergency: La rete è democratica?
Arturo di Corinto e Stefano Rotodà si sono confrontati su un tema attualissimo
di Costanza Baldini
Democrazia in Rete, l&#8217;utopia possibile. Una questione di politiche che tutelino la sua natura libertaria e di equilibri con altri diritti, come quello alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La democrazia e internet. Un&#8217;utopia possibile? <a href="http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12242">Videointervista</a> ad Arturo Di Corinto (di Luca Galassi)</p>
<p><a href="http://www.intoscana.it/intoscana2/opencms/intoscana/sito-intoscana/Contenuti_intoscana/Canali/News/visualizza_asset.html?id=1040438">Emergency: La rete è democratica?<br />
Arturo di Corinto e Stefano Rotodà si sono confrontati su un tema attualissimo</a><br />
di Costanza Baldini</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24061/Democrazia+in+Rete,+l%27utopia+possibile">Democrazia in Rete, l&#8217;utopia possibile. Una questione di politiche che tutelino la sua natura libertaria e di equilibri con altri diritti, come quello alla privacy</a></p>
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		<title>DIRITTI UMANI NODO DEL WEB</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 17:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ilsole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[DA VILNIUS
ARTURO DI CORINTO
Per Il Sole 24 ore del 16 settembre 2010
L&#8217;Internet governance forum (Igf), ovvero gli stati generali di Internet in corso a Vilnius per il quinto anno consecutivo, ha raggiunto i suoi primi risultati. Il primo è stato quello della paziente e delicata costruzione di una consapevolezza planetaria dell&#8217;importanza di Internet per lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/nova_16_09_2010-228x300.jpg" alt="SOLEMI02: SPECIALE_3D-NOVA24-01 &lt;INFOPDF -1 &gt; ... 09/09/10" title="SOLEMI02: SPECIALE_3D-NOVA24-01 &lt;INFOPDF -1 &gt; ... 09/09/10" width="228" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1792" /><strong>DA VILNIUS<br />
ARTURO DI CORINTO<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-09-16/diritti-umani-nodo-080915.shtml?uuid=AYbfGMQC">Per Il Sole 24 ore del 16 settembre 2010</a></strong></p>
<p>L&#8217;Internet governance forum (Igf), ovvero gli stati generali di Internet in corso a Vilnius per il quinto anno consecutivo, ha raggiunto i suoi primi risultati. Il primo è stato quello della paziente e delicata costruzione di una consapevolezza planetaria dell&#8217;importanza di Internet per lo sviluppo economico e sociale insieme alle misure necessarie per garantirne affidabilità, sviluppo e sicurezza. A dimostrazione di ciò, la richiesta, da parte del segretariato generale delle Nazioni Unite di prolungare gli incontri dell&#8217;Igf per altri cinque anni e approdare a un nuovo summit mondiale della società dell&#8217;informazione nel 2015 con il mandato di «creare una società dell&#8217;informazione inclusiva, centrata sulle persone e orientata allo sviluppo, ma rispettosa dei diritti umani universali e delle libertà fondamentali». Ulteriore prova di tale consapevolezza crescente è il moltiplicarsi di conferenze regionali (Africa, Latinamerica, Caraibi), dei capitoli nazionali dell&#8217;Igf in molti paesi (Danimarca, Olanda, Spagne, Italia) che hanno adottato sia le tematiche che l&#8217;approccio multistakeholder propri del forum.<span id="more-1788"></span><br />
A rendere tangibile questa evoluzione, una riorganizzazione degli argomenti e delle modalità operative dell&#8217;Igf. Quest&#8217;anno a Vilnius viene dato più spazio agli adolescenti, alla partecipazione da remoto, alla società civile e ai temi dello sviluppo e della cooperazione fra gli stati. Il programma degli eventi del 2010 (14-17 settembre), dà maggiore importanza ai temi infrastrutturali e regolatori in relazione ai temi dell&#8217;accesso e alla diversità linguistica e di genere.<br />
Apertura, sicurezza e privacy, prima discusse separatamente, oggi vengono affrontate insieme come riconoscimento dell&#8217;interrelazione fra l&#8217;accesso alla conoscenza, la libertà d&#8217;espressione, i diritti di proprietà intellettuale, il cybercrime e la sicurezza nazionale.<br />
L&#8217;Igf non è un luogo decisionale ma offre comunque delle raccomandazioni, come la necessità di includere i diritti umani nella discussione generale e di favorire il coinvolgimento dei paesi in via di sviluppo, di istituire nuovi top-level domains, di accelerare l&#8217;adozione dell&#8217;IpV6 per la scarsità di indirizzi disponibili e l&#8217;internazionalizzazione della gestione dei nomi di dominio per assicurare il mantenimento dei servizi Internet in situazioni di crisi o di disastro. Tutti temi che sono stati recepiti nell&#8217;agenda dei capitoli regionali e nazionali dell&#8217;Igf.<br />
La posta in gioco è alta. Mentre le diplomazie sono al lavoro nei corridoi, nessuno si nasconde che enfatizzare l&#8217;aspetto del policy making per Internet può creare problemi di carattere geopolitico &#8211; la &#8220;balcanizzazione&#8221; della gestione tecnica di Internet in caso di disaccordo &#8211; ma nemmeno si possono eludere le critiche delle Ong che temono la sua inefficacia per la debolezza dei chapter nazionali e l&#8217;indifferenza dei governi di fronte a temi cruciali come la libertà d&#8217;espressione online.</p>
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		<title>HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM Friday 17 September 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 06:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[For information only – not an official document
HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM
Friday 17 September 2010

• The Internet Governance Forum concluded today in Vilnius, Lithuania after four days of meetings and discussions involving a broad range of stakeholders. More than 1,900 participants from 107 countries attended, the largest participation of all the five IGFs. Delegations [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/igf_header-300x35.jpg" alt="igf_header" title="igf_header" width="300" height="35" class="alignleft size-medium wp-image-1769" />For information only – not an official document</p>
<p><strong>HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM<br />
Friday 17 September 2010</strong><br />
<span id="more-1778"></span><br />
• The Internet Governance Forum concluded today in Vilnius, Lithuania after four days of meetings and discussions involving a broad range of stakeholders. More than 1,900 participants from 107 countries attended, the largest participation of all the five IGFs. Delegations from 79 governments were represented along with participants from the private sector, civil society, the Internet community and the media. More than 600 people participated remotely from more than 30 registered hubs as well as individuals. There were 35 remote panelists.</p>
<p>• The emerging issue of cloud computing and the way forward for Internet governance were discussed in the main sessions. Other events on the closing day included 17 workshops, as well as regional meetings, and ‘dynamic coalitions’.</p>
<p>Emerging issues: cloud computing</p>
<p>• Cloud computing was designated as the theme for the &#8216;emerging issues&#8217; session in Vilnius. This session looked at the issue from both the policy and the technical perspectives and explored the possible Internet governance considerations of cloud computing.</p>
<p>• The chair of the session Professor Algimantas Juozapavièius asked people to imagine a world with technology on tap where we can access computing services on demand from any location without worrying about how these services are delivered and where they are hosted. This vision he said was becoming a reality and could be revolutionary, enabling small and medium sized business in particular to enter the market without upfront costs and to operate entirely without a large IT department. As an emerging issue he said cloud computing present lots of challenges to be resolved.</p>
<p>• In the first part of the session participants acknowledged that there were different opinions about what was the cloud and how it could be used. One definition suggested it meant programming the whole infrastructure of the Internet and providing that as a service, others said it included web-based email services as well as data storage and processing. The cloud could be seen as a shared resource or as something that might lead to computing power becoming a utility like electricity which could be plugged into on demand.</p>
<p>• Concerns were expressed about market dominance by the most powerful IT companies, how cloud computing might worsen the digital divide, the use of open standards, the hidden costs of cloud computing and standards for cloud service providers. There was a warning that cloud computing was a disruptive technology that would change how we process information and challenge existing regulatory paradigms.</p>
<p>• The discussion looked at the benefits of cloud computing such as the savings from economies of scale offered by the cloud, and the drawback including concerns about data security and privacy and interoperability were discussed. It was argued that the cloud could offer governments the opportunity to use information technology resources more efficiently.</p>
<p>• Another issue discussed in the session was the environmental impact of cloud computing. It was reported that data centre energy use globally is now one per cent of global electricity consumption and could rise to two per cent this year.</p>
<p>Taking stock of Internet governance and the way forward</p>
<p>• The final session in the afternoon took stock of the evolution in the overall Internet governance landscape since the first IGF meeting in Athens in 2006. Participants were also looking ahead at Internet governance over the next five years leading up to the ten-year review of implementation of and follow-up to the outcome of the World Summit on the Information Society (WSIS) in 2015.</p>
<p>• There was a call form more youth engagement at the IGF. One young person described how youth issues were often discussed solely from an adult point of view, instead of youth discussing the future of the Internet as equal stakeholders with all other participants.</p>
<p>• Speakers commented on how discussions had changed in the five years of the IGF meetings. It was now seen as more balanced and more cooperative between the different stakeholder groups. More stakeholders were engaging with the IGF and the number of participants from government, private sector, civil society as well as the academic and technical community had increased.</p>
<p>• The multi-stakeholder nature of the IGF was praised by several participants from different stakeholder groups and the usefulness of the open exchange of ideas was widely supported. Human rights too had become a more important issue in the IGF process over the five years. Several speakers mentioned the important role of the national and regional IGFs.</p>
<p>• One participant from civil society saw the IGF as an international space for open exchanges on matters of public policy affecting the Internet alongside the regional and national process but if it were to continue there was a need to make the outcomes more visible and tangible without compromising its non-binding and non-decision-making nature.</p>
<p>Other events</p>
<p>• Workshops held today examined the following issues among others: Internet for youth; protecting women’s rights on the Internet; civil registry cross-border data exchange in Europe; use of Latin and Native American languages on the Internet; child online protection in Latin America; why we need an Open Web and local language content and digital inclusion.</p>
<p>• One ‘Dynamic Coalition’ meetings was held on gender equality which aims to ensure the gender perspective is included in the key debates around Internet governance issues, such as content regulation, privacy, access, freedom of expression among others. Several regional meetings were also held.</p>
<p>Closing session</p>
<p>• In the closing session the Special Adviser to the Secretary-General for Internet Governance Nitin Desai said it was not clear when the IGF was set up, how it would evolve. He pointed out that cloud computing and social media, discussed as emerging issues this year and last, were not even on the horizon when the IGF first met in Athens.</p>
<p>• One of the most important successes he thought was how the multi-stakeholder approach had worked with different groups learning to talk with one another and adjust to the new environment.</p>
<p>• The IGF had had a concrete impact he said on the issue of people with disabilities, also on child protection issues. Another important change was in the development of national and regional IGFs. He hoped some of theses changes had helped to make the Internet a more friendly, safer, more accessible medium for people in the world.</p>
<p>• Chairing the closing session on behalf of Eligijus Masiulis, Lithuanian Minister of Transport and Communications, was Rimvydas Vastakas, Lithuanian Vice Minister of Transport and Communications. Speaking on the Minister’s behalf, he said the last four days had seen very fruitful discussions and he hoped that by building on the experience of the previous four meetings that this year’s IGF could be described as the best so far.</p>
<p>• Other speakers at the closing session were from the all the different stakeholder groups that are part of the Internet Governance Forum process.</p>
<p>• A report on the future of the Internet Governance Forum will be considered by the General Assembly during its 65th session. In his report the Secretary-General recommends the extension of the mandate of the IGF for a further five years. The report also calls for additional funding to increase participation in the IGF from developing countries, and to increase support for capacity building for Internet Governance in developing countries.</p>
<p>• The Government of Kenya has offered to host the 2011 meeting, should the IGF mandate be extended.</p>
<p>Regards,</p>
<p>Anne Thomas, UN Information Officer<br />
Mobile: (+370) 61318266<br />
Alternative mobile: (+43) 699 1459 5588<br />
www.intgovforum.org</p>
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		<item>
		<title>HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM: Thursday 16 September 2010</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/internet-governance/highlights-of-the-internet-governance-forum-thursday-16-september-2010</link>
		<comments>http://www.dicorinto.it/temi/internet-governance/highlights-of-the-internet-governance-forum-thursday-16-september-2010#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 06:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>

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HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM
Thursday 16 September 2010

• On the third day of the Internet Governance Forum meeting in Vilnius, Lithuania, the key issues of security, openness and privacy and Internet governance for development (IG4D) were discussed in the two main sessions.
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<p><strong>HIGHLIGHTS OF THE INTERNET GOVERNANCE FORUM<br />
Thursday 16 September 2010</strong><br />
<span id="more-1767"></span><br />
• On the third day of the Internet Governance Forum meeting in Vilnius, Lithuania, the key issues of security, openness and privacy and Internet governance for development (IG4D) were discussed in the two main sessions.</p>
<p>• Participants from government, the private sector, civil society and the Internet community also took part in other events including 17 workshops, as well as ‘open forums’, ‘dynamic coalitions’ and other meetings.</p>
<p>• At a press conference today, Markus Kummer, Executive Coordinator of the Internet Governance Forum said it was a very successful meeting so far with many important topics being discussed from managing critical Internet resources to security, openness and privacy, and access and diversity, As far as attendance was concerned Mr. Kummer told journalists there were 1,879 participants from 105 countries, roughly the same as in last year’s meeting in Sharm El Sheikh. There has been a slight increase in participation by the private sector, civil society and the technical and academic communities at this year’s meeting.</p>
<p>• Mr. Kummer reported that strong efforts had been made to encourage remote participation and the IGF had created a virtual space for interaction. More than 360 people have participated remotely from more than 30 registered remote hubs as well as individuals. There have been several remote panellists and even some remote moderators whose role was to encourage remote participation, had taken part remotely themselves. One group from Dhaka in Bangladesh of 55 people from all stakeholder groups had taken part remotely and said they had never before taken part in such an interesting discussion and felt as though they had been in Vilnius. Mr. Kummer thanked the hosts, Lithuania especially for the technical facilities and arrangements.</p>
<p>• The Lithuanian Member of Parliament, Vytautas Grubliauskas who chaired the session on Internet governance for development in the afternoon, told the press conference that the Internet Governance Forum offered the best possibility to discuss the global issues and on an equal basis, listening to everyone’s ideas. The parliamentarian and jazz musician who had entertained participants with his trumpet playing and singing at the opening ceremony, said that Lithuanian was serious about the development of its information society and had ambitious plans to have 75 per cent of citizens using the Internet and 90 per cent of public services available on the Internet.</p>
<p>• Questions were asked at the press conference including by a remote participant about pressure on the multi-stakeholder nature of the IGF from some governments, online censorship and remote participation. The press conference can be viewed on webcast archive at webcast.intgovforum.org</p>
<p>• In response to a question about the value of the IGF Mr. Kummer said the main achievement was the consolidation and acceptance of the multi-stakeholder approach by many governments, some remain sceptical he acknowledged, but many had accepted the benefits of the multi-stakeholder dialogue.<br />
The spread of national and international IGF initiatives showed how successful it had been and one Kenyan Government official had told him it was sometimes painful but it always helped them to make better decisions in the end. The IGF process had depoliticized many of the issues by promoting a better understanding of how the Internet works.</p>
<p>• The four day meeting will conclude tomorrow with more meetings and workshops including a session on the emerging issue of cloud computing and a discussion of the way forward for Internet governance.</p>
<p>Security, openness and privacy</p>
<p>• Previous IGF meetings had dealt with security, openness and privacy separately but given that they were inextricably interconnected, it was felt that these important and complex issues should be dealt with in one session. Several speakers during the main morning session made the point that they should not be traded off against one another or seen as opposing priorities. It was suggested that an open Internet could also be a secure one in which citizens’ privacy was respected.</p>
<p>• Another issued raised was the balance between security and privacy. Highlighting the human rights perspective, Frank La Rue, United Nations special rapporteur on the promotion and protection of the right to freedom of opinion and expression, said the right to privacy was a fundamental permanent right and security was a necessity for exercising all rights. So what was needed he said, was not to balance security against privacy but to work out how to enhance both simultaneously and not allow one to erode the other.</p>
<p>• Other speakers spoke about freedom of expression and freedom of information, cybersecurity and protecting the Internet from cyber attacks, the issue of interoperability and open standards. A speaker from UNESCO said their commission report showed that censorship and filtering was done not only by government organizations but also by private companies.</p>
<p>• The importance of providing privacy to customers was stressed by a participant from Google who said good legal regimes were needed to ensure providers of social media were not forced to become gatekeepers. A speaker from Facebook said it was a mistake to think the Internet was an unregulated space with many laws and regulations already in place on everything from privacy and illegal content to advertising and commercial regulations which online companies had to respect.</p>
<p>• The youngest speaker at the session was a fifteen year old from Germany, a security researcher who warned that sometimes security laws prevented security researchers such as himself doing their work because they could be punished by the same laws used to catch cybercriminals.</p>
<p>Internet governance for development (IG4D)</p>
<p>• The afternoon session on IG4D explored the possible effects of global Internet governance arrangements on the development of the Internet and people-centred information societies in developing countries. Panellists offered their definitions of Internet governance for development and considered whether how Internet governance has developed has helped or hindered development.</p>
<p>• Nitin Desai, special adviser to the Secretary-General for Internet Governance said the Internet was clearly crucial for development and therefore Internet governance matters for development. It was important that developing countries had a voice in the way the Internet is managed and governed.</p>
<p>Other events</p>
<p>• Workshops held today examined the following issues among others: the implications of cloud computing; development and mobile broadband; social networking and e-participation; openness and digital copyright; cloud computing and climate change; open standards and accessibility and remote participation in the IGF.</p>
<p>• ‘Dynamic Coalition’ meetings were held on accessibility and disability; Internet and climate change; linguistic diversity; child online safety; the Internet of things; global open localization platform; freedom of expression and freedom of the media on the Internet; and core Internet values. Among other meetings were nine regional/national initiative presentations and an Open Forum on inclusive knowledge societies organized by UNESCO.</p>
<p>Regards,</p>
<p>Anne Thomas, UN Information Officer<br />
Mobile: (+370) 61318266<br />
www.intgovforum.org</p>
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