La Repubblica: Dietro il risiko dell’ACTA, minaccia globale alla libertà


Dietro il risiko dell’ACTA, minaccia globale alla libertà
Che cosa muove il trattato anticontraffazione firmato da 22 dei 27 paesi UE a Tokyo, quali sono i suoi punti deboli e come impatterà nell’ecosistema web. L’Italia sarà legalmente vincolata a questo accordo anche se il Parlamento italiano non è mai stato informato nel merito dei contenuti di ARTURO DI CORINTO per Repubblica del 31 gennaio 2012

VENTIDUE dei ventisette paesi membri dell’Unione europea hanno firmato il Trattato anticontraffazione “ACTA” 1 a Tokyo, ma già a dicembre il Consiglio Europeo lo aveva adottato durante un incontro su agricoltura e foreste. Un fatto che ha suscitato una vasta opposizione fra i cittadini e la chiamata in causa dell’Europarlamento che dovrà ratificare l’accordo o rigettarlo, entro giugno. Nel frattempo il relatore Ue del trattato per il commercio internazionale, Kader Arif, si è dimesso denunciando l’accordo come una pagliacciata, in Polonia sono scesi in piazza per contestarlo, Anonymous ha attaccato siti e agenzie in risposta, e un vasto movimento d’opinione oggi scuote la rete per chiederne l’abrogazione. In un’analisi appena diffusa dalla coalizione anti-Acta si spiega perché 2.
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Arcireport: ACTA, una guerra politica


ACTA: una guerra politica
Arturo Di Corinto
per ARCIREPORT anno X, n. 4, 31 gennaio 2012

E così ce l’hanno fatta. Le grandi multinazionali sono riuscite a imporre all’Unione Europea la firma del trattato ACTA, l’accordo globale anticontraffazione. Con la scusa di tutelare i diritti di proprietà intellettuale dei produttori di farmaci, alimenti, canzoni e film dalla pirateria globale, poche corporations sono riuscite ad anteporre i propri profitti alla libertà di espressione, di ricerca, di cooperazione, mettendo a rischio economie di sussistenza, il diritto alla salute e alla cultura e trasformando Internet in uno stato di polizia. Continua »

Emergency: Activism or “slacktivism”?


Attivismo 2.0: “friending”, “liking”, “commenting”, “retweeting”. Solo la consapevolezza genera impegno
Arturo Di Corinto
per E-il mensile di Emergency
di Febbraio 2012

All’nizio c’era l’attivismo. Diverso dalla militanza nei partiti e nelle associazioni, l’”activism”, é l’azione diretta dei movimenti di base per denunciare un torto, contestare una scelta politica e dare voce alla protesta sociale su questioni specifiche. Poi è venuto l’hack-tivism, l’attivismo al computer, l’azione diretta in rete con tecniche da hacker, e dopo ancora il media-attivismo, l’uso consapevole e critico di telecamere, televisioni di strada e web-tv autogestite. Oggi va di moda l’attivismo 2.0. Giovani e meno giovani hanno abbracciato i social media (il web 2.0) per promuovere campagne sociali e fare attivismo oltre le forme tradizionali degli scioperi, delle occupazioni, dei boicottaggi, dei cortei e delle petizioni virtuali.
Questa nuova forma di attivismo che si esprime nel “Mi piace” di Facebook, nel commentare un video su Yutube o “retwittare” un post, pretende di contribuire a una singola causa con un piccolo atto pratico, un semplice click, ma spesso si risolve nel suo peggiore estremo, il clicktivism. Puoi twittare una causa e votarla su Facebook senza coinvolgerti in nessuna azione diretta o sentire che sei importante per il suo successo. Quel gesto ripetuto si trasforma allora in “slacktivism”, l’attivismo fannullone che non si interessa di come è andata a finire. Magari un piccolo click ci porta a impegnarci in una cosa successiva, ma la maggior parte delle cause richiede più di un semplice click. Soprattutto, se questi click non producono azione e cambiamento, c’è il rischio di diventare cinici e smettere di crederci. Perciò anche se qualcuno usa i social media come parte della propria strategia di cambiamento non vuol dire che li stia usando strategicamente. Ci sono tanti modi di perdere tempo in campagne che non cambiano niente. E non dipende dal fatto che gli strumenti sono inefficaci, ma perchè vengono usati male. Per essere efficaci quei click vanno collegati alle opportunità quotidiane di reagire off-line alle ingiustizie di cui siamo testimoni ogni giorno. Un solo click non basta.

Intervisita Key4Biz: Stati Generali dell’Innovazione, Università e ricerca

Assemblea Wikimedia Italia Roma 3-4 dicembre 2011

Cari soci e cari amici,

Sabato 3 Dicembre avrà luogo, come da statuto, l’assemblea ordinaria di Wikimedia Italia nel corso della quale si terranno le elezioni del nuovo direttivo.

La prima convocazione è alle ore 10.00,
la seconda convocazione alle ore 14.00,
presso Opificio Telecom, via dei Magazzini Generali 20/A 00154 Roma, MM Piramide (zona Ostiense).

Poiché i temi da trattare sono sempre tantissimi abbiamo pensato di sperimentare per la prima volta un’assemblea in due giornate.

Domenica 4 Dicembre presso Hotel Abitart Roma, Via Pellegrino Matteucci, 10/20 (Piramide Cestia) 00154 (Roma) si terrà dunque la discussione sugli indirizzi dell’associazione per il 2012.

L’assemblea è aperta al pubblico, possono votare solo coloro che sono in regola con la quota asociativa del 2011 (è possibile regolarizzare in loco, per favore avvisate prima la segreteria con email a segreteria@wikimedia.it)

Potrete trovare tutte le informazioni alla pagina di Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Roma_dicembre_2011_Assemblea_WMI

I soci che non potranno partecipare possono trovare la delega alla pagina http://www.wikimedia.it/index.php/Associazione:Delega

Approfitto di questo invito per richiamare la vostra attenzione sulla raccolta fondi 2011, iniziata ieri. Trovate i banner in qualsiasi pagina di Wikipedia, anche in quella dell’assemblea!

Giulia C.M. Clonfero
Segreteria del Direttivo di Wikimedia Italia
Coordinatore del Comitato per il fundraising

http://www.wikimedia.it/index.php/Dona

L’Internet Forum scrive a Mario Monti

L’Internet Forum scrive a Monti
“Più digitale contro la crisi”
Gli attori che si battono per lo sviluppo del web in Italia, riuniti a convegno a Trento fino a domani, scrivono al neo senatore a vita chedendogli di affrontare quello che definiscono “lo spread digitale” in un paese che si vuole moderno di ARTURO DI CORINTO
per La Repubblica del 11 novembre 2011

TRENTO – “Gentile professore Mario Monti, non abbiamo bisogno di ricordarle l’importanza di Internet, spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell’economia”. Comincia così la lettera/manifesto che i partecipanti all’Internet Governance Forum 1 di Trento hanno deciso di inviare al presidente del consiglio in pectore per chiedergli un deciso intervento a favore dell’economia e della società digitali. Un’idea nata all’inizio dei lavori del forum (che si conclude a domani) e che ha acquistato consensi man mano che gli incontri procedevano. E l’Internet Governance Forum di Trento era proprio il contesto ideale per una iniziativa di questa natura visto che da quattro anni raccoglie a convegno l’intellighenzia digitale del paese – quest’anno con oltre 22 panel e 100 relatori, esperti e terorici della rete, blogger e giornalisti, hacker e Internet provider. Continua »

= FSFE Newsletter – Novembre 2011 =

= FSFE Newsletter – Novembre 2011 =

[Leggi online: http://fsfe.org/news/nl/nl-201111.it.html ]

== Brevettare il World Wide Web? ==

Per quanto tempo dovrebbe estendersi il copyright? Dovremmo rendere brevettabili gli esseri umani o il software? L’Organizzazione Mondiale
per la Proprietà intellettuale (WIPO) si occupa di questo tipo di domande. Dal 2004, ci impegniamo per assicurarci che la WIPO non
danneggi il Software Libero. La nostra richiesta più importante rispetto al copyright e i brevetti, è che i benefici siano sempre
considerati rispetto ai costi che comportano.

Il nuovo direttore generale Francis Gurry sostiene che il World Wide Web sarebbe stato migliore se brevettato. Questo ci mostra che la tendenza attuale va nella direzione opposta. Trovate ulteriori informazioni sull’argomento in questo articolo di Karsten”WIPO sta tornando ai secoli bui?[1]e nel nostro dossier WIPO[2]; potete inoltre sostenere la Dichiarazione di Ginevra[3].
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Convegno: Internet Governance Forum 2011 a Trento

La quarta edizione dell’Internet Governance Forum Italia si terrà a Trento dal 10 al 12 novembre 2011.
L’evento è organizzato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con Informatica Trentina Spa, la Fondazione Ahref, Trentino Network, l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e il Centro NEXA del Politecnico di Torino.
L’edizione 2011 parte dalla considerazione che Internet sia al centro del processo di sviluppo dell’innovazione della nostra società e che la relativa governance non riguardi più la forma della tecnologia, ma le regole stesse della convivenza sociale.
Gli incontri in programma a Trento intendono offrire la possibilità a tutti i portatori di interesse, associazioni, imprese, cittadini, ma anche amministrazioni locali e governo nazionale, di confrontarsi sui temi della governance di Internet, una risorsa fondamentale per i cambiamenti che stanno modificando i nostri modi produrre, comunicare e stabilire relazioni.
Il programma

Nell’ambito dell’Igf 2011 di Trento, giovedì 10 novembre alle ore 16,00 si terrà l’incontro:
“Lavoratori in rete, felici e sfruttati” con Banfi, Di Corinto, Formenti, Moretti

Conferenza: fOSSa 211 – Free and Open Source Software for Academia

Free Software as a Commons
fOSSa 211
Lyon 27 Oct. 2011
Arturo Di Corinto

Software is not a ordinary object but an instrument good at building other tools and instruments.

Why software is so important? Like writing is an intermediary between us and the others, software is the intermediary between us and all every day’s activities.

Software instructs computers in writing letters, calculating, drawing, and it’s also useful for writing music, recording stories and ideas and projecting machines and environments, for recording climate changes or warning us of an earthquake.

Today, most part of our communication – and its democratization – relies on software, and since communication is a universal right, a basic human need, and the foundation of all social organization, we must be aware of the role of software in today’s communication.

Software is a peculiar language form through which people manage culture and knowledge accumulated over centuries and because of that it’s not a simple utensil.

Software is a cognitive artifact and it incorporates intelligence and work, it transmits meanings and values, it brings with it the idea of its creator and of its user.

The fact that its use is exclusive, limited in space and time, or vice versa that it might be modified, given, freely exchanged behind geographical barriers, makes a remarkable difference.

If language is the “operating system” of our society, software is the language of all new forms of immaterial production, and of scientific and technological innovation in the information society. Because of this it has to be free, that is freely usable, to favour the progress of all the society, of every society, because, otherwise, we would be all less free. Continua »

Wikimedia: Festival delle libertà digitali

Come rendere fruibile e gratuita l’”autostrada” digitale
LA LIBERTA’ DIGITALE SI MOLTIPLICA
14 giorni tra Veneto, Bologna, Pisa, Roma e Napoli per rendere fruibile a tutti la conoscenza via web.
Le novità e il programma del Festival di Wikimedia Italia, dall’1 al 14 ottobre

La libertà passa anche attraverso l’espressione digitale: open data, open street map, e-book. Ovvero la libera diffusione via Internet, con annessa possibilità di impiego, della conoscenza, a cominciare dai dati delle pubbliche amministrazioni, delle cartografie del territorio realizzate dagli enti pubblici, dei libri vecchi e nuovi che dal formato cartaceo vengono resi fruibili sul web. Di tutto questo, e molto più, si parlerà al Festival delle Libertà Digitali, organizzato dall’Associazione Wikimedia Italia, giunto quest’anno alla terza edizione. Per il terzo “compleanno” la manifestazione si moltiplica: in programma dall’1 al 14 ottobre, il festival sarà diffuso sul territorio italiano, policentrico, con eventi sia a Vicenza dove è nato che a Padova, Bologna, Pisa, Roma e Napoli.
«Con il Festival ci proponiamo di sensibilizzare le persone sulle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare sugli aspetti che riguardano i principi etici e la libertà – spiega Luca Menini, di Wikimedia Italia – E’ ormai fondamentale iniziare a comprendere i temi della privacy, dei dati aperti, del software libero, della condivisione della conoscenza, perché siamo nella società dell’informazione: questo implica che il valore economico non è più esclusiva di aspetti materiali, come la produzione di oggetti, ma anche nella cultura e nell’informazione, e nella loro diffusione. Questi aspetti oggi devono essere inclusivi, non esclusivi. Noi quindi affermiamo che non deve essere tolta alle persone la possibilità di operare con questi strumenti come lo desiderano». Continua »

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