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	<title>ArDiCor &#187; Pubblica amministrazione</title>
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	<description>Open Source e diritti digitali nell'innovazione tecnologica</description>
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		<title>Culturalazio.it al Compa di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culturalazio.it]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il portale della cultura del Lazio si presenta al Salone della Comunicazione Pubblica di Milano. Presso lo stand della Regione Lazio, l&#8217;assessore Giulia Rodano presenterà la versione 3.0 di Culturalazio.it. Il portale presenta numerose novità rispetto alle precedenti versioni: la georeferenziazione dei contenuti prodotti dagli utenti, un web channel, le visite virtuali ai tesori archeologici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/10/2009_header1-300x98.png" alt="2009_header1" title="2009_header1" width="300" height="98" class="alignleft size-medium wp-image-1263" /></p>
<p>Il portale della cultura del Lazio si presenta al Salone della Comunicazione Pubblica di Milano. Presso lo stand della Regione Lazio, l&#8217;assessore Giulia Rodano presenterà la versione 3.0 di Culturalazio.it. Il portale presenta numerose novità rispetto alle precedenti versioni: la georeferenziazione dei contenuti prodotti dagli utenti, un web channel, le visite virtuali ai tesori archeologici e storici della Regione capitolina.</p>
<p>COM-PA 2009<br />
XVI edizione, a FieraMilano Rho dal 3 al 5 novembre 2009<br />
<a href="http://www.compa.it/">http://www.compa.it</a><br />
Mercoledì &#8211; 4 novembre &#8211; ore 13:15-14:15<br />
SPAZIO MEETING &#8211; Stand Regione Lazio<br />
<strong>Culturalazio.it &#8211; Cultura, bene comune. Presentazione della versione 3.0 del portale della cultura del Lazio<br />
a cura di Regione Lazio &#8211; Autogestito</strong></p>
<p>Intervengono<br />
GIULIA RODANO, Assessore Cultura, Spettacolo e Sport Regione Lazio<br />
<strong>ARTURO DI CORINTO</strong>, Cattid Università di Roma La Sapienza<br />
FLAMINIA SANTARELLI, Dirigente Area Valorizzazione del Territorio<br />
GIANCARLO D&#8217;ALESSANDRO, Amministratore Delegato LAit spa</p>
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		<title>Quella beffa di Italia.it</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 14:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Espresso]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La beffa di Italia.it
Arturo Di Corinto
Per L’Espresso del 20 agosto 2009
Se gli albergatori abruzzesi si aspettavano un rilancio della stagione turistica grazie a un portale capace di attrarre visitatori nel nostro paese, dovranno ricredersi. Il mastodontico progetto di Italia.it continua a slittare nonostante la promessa celerità del ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla. Il nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/09/logo_espresso.jpeg' title='logo espresso'><img hspace="2" vspace="2" align="left" src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/09/logo_espresso.jpeg' alt='logo espresso' /></a></a><strong>La beffa di Italia.it<br />
Arturo Di Corinto<br />
Per L’Espresso del 20 agosto 2009</strong></p>
<p>Se gli albergatori abruzzesi si aspettavano un rilancio della stagione turistica grazie a un portale capace di attrarre visitatori nel nostro paese, dovranno ricredersi. Il mastodontico progetto di Italia.it continua a slittare nonostante la promessa celerità del ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla. Il nuovo progetto, che dovrebbe far dimenticare lo spreco di denaro pubblico operato finora (58 milioni di euro a tre anni dalla nascita), presentato di recente dalla Rossa padana, non fa che raccogliere lamentele.<br />
Il sito, copiato pari pari dal portale Spain.info, ma senza i filmati, le foto, i documenti, e i servizi interattivi dell’omologo spagnolo, è ancora in fase “beta”. Al Ministero promettono che la versione definitiva dovrà aspettare ottobre &#8211; per inciso, appena passata l’alta stagione turistica &#8211; e solo entro la fine dell’anno sarà riempito di contenuti “promocommerciali”, quando, grazie all’implementazione di social network e servizi B2B e B2C, diventerà la porta virtuale del Belpaese.<br />
Però anche volendo credere alle promesse, il progetto già parte male. Ad esempio, il sito non rispetta le norme sull’accessibilità dei siti web volute dal precedente governo Berlusconi; scoraggia chiunque dal diffondere i (pochi) materiali presenti sul sito, ignorando una elementare regola del marketing al tempo di Internet; rimanda a siti e servizi esterni rigorosamente in lingua italiana per pianificare il proprio viaggio dalla Germania o dal Giappone. Se è inutile chiedersi come questo governo non rispetti le sue stesse leggi, alle dieci domande sul futuro del portale che Altroconsumo ha rivolto al ministro (che si fa negare) se ne potrebbe aggiungere un’altra: può un popolo di artisti, inventori e trasmigratori, accontentarsi di <a href="http://www.Italia.it">Italia.it</a>?</p>
<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/07/talia_it_logo.jpg' title='talia_it_logo.jpg'><img hspace="2" vspace="2" align="left" src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/07/talia_it_logo.jpg' alt='talia_it_logo.jpg' /><br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/07/48304-5500.pdf' title='presentazione italia.it'>presentazione italia.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Innovazione negli ecosistemi digitali</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/open_source/innovazione-negli-ecosistemi-digitali</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[e-gov]]></category>
		<category><![CDATA[Free software]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovazione negli ecosistemi digitali
Arturo Di Corinto
Per Den4DEk &#8211; 11 giugno, Roma

Innovazione e produttività, sono un binomio inscindibile per competere meglio nello scenario globale in una situazione di crisi. Lo sa l’Unione Europea, che su infrastrutture, innovazione e società dell’informazione ha appena fatto una grossa scommessa di molti milioni di euro. Lo sanno le associazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Innovazione negli ecosistemi digitali<br />
Arturo Di Corinto<br />
Per Den4DEk &#8211; 11 giugno, Roma<br />
</strong></p>
<p>Innovazione e produttività, sono un binomio inscindibile per competere meglio nello scenario globale in una situazione di crisi. Lo sa l’Unione Europea, che su infrastrutture, innovazione e società dell’informazione ha appena fatto una grossa scommessa di molti milioni di euro. Lo sanno le associazioni di categoria che, come Confindustria, non hanno fatto mancare le proprie proproste ai governi. In Italia lo sa il ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione Brunetta che vuole applicare la formula a tutto il settore pubblico facendo leva sull’e-Government, come già tentato con alterne fortune dai suoi predecessori.<br />
E a ragione, per tre ordini di motivi: il primo perchè la PA è responsabile dell’attuazione delle politiche del parlamento che influenzano la qualità della vita dei cittadini e la loro fiducia; secondo perchè è probabilmente vero che da un recupero di produttività della PA dipendono due punti percentuali del nostro PIL, terzo perchè la domanda diretta e indotta della PA può essere il volano della ripresa prossima ventura. Perciò facilitare l’attuazione delle politiche di Governo nella società tutta e non solo nei settori di spesa, può fare la differenza e determinare un effetto di trascinamento positivo complessivo.<br />
E’ stato più volte ribadito, e con forza, che l’e-Gov, l’erogazione di servizi telematici a cittadini, enti e imprese, non può più essere pensato senza l’adeguata reingegnerizzazione dei processi interni alla PA e che questa non può prescindere da un ripensamento complessivo delle dinamiche interne alla macchina burocratica, ma richiede nuovi standard di qualità e funzionamento nei rapporti interni tra gli uffici, tra i manager e i dipendenti, tra i dipendenti e i cittadini, basati su qualità, efficienza, efficacia e risparmio. Standard che devono garantire risparmio di tempo e di soldi, accessibilità di strumenti e procedure, certezza dell’azione amministrativa, verifiche della sua qualità.<span id="more-1064"></span><br />
Per questo l’Italia ha elaborato il “Piano E-Government 2012&#8243; con l’obiettivo di praticare scelte coerenti con l’usurata ma non vieta, strategia di Lisbona, attraverso lo sviluppo e l’ aggiornamento degli strumenti esistenti per meglio utilizzare le nuove tecnologie ICT al servizio del sistema paese. In parte è l’obiettivo di iLazio2010.<br />
Secondo il Ministro Brunetta i punti più qualificanti del piano “che devono risultare raggiungibili, monitorabili, e commisurati alle risorse disponibili” sono centrali per l’accessibilità e la trasparenza della pubblica amministrazione e sono in linea con la richiesta UE di ridurre del 25% gli oneri amministrativi e includere nel processo i gruppi sociali svantaggiati e delle regioni arretrate. I quattro ambiti di intervento prioritari del piano si fondano su 80 progetti e contano su un impegno finanziario di legislatura di 1.380 milioni di euro: per le amministrazioni centrali dello Stato e le Università, le regioni e i capoluoghi; ma anche per infrastrutture, accessibilità e servizi.<br />
Nel concreto si tratta di far decollare i pagamenti e la fatturazione elettronica verso la PA, la digitalizzazione delle scuole e delle sue principali attività amministrative; la Giustizia, con comunicazioni e notifiche giudiziare telematiche, l’archiviazione e la consultazione informatica dei procedimenti, i certificati giudiziari on line e infine la trasmissione telematica delle notizie di reato dalle forze di polizia alle Procure. E poi intervenendo sulla grande partita della Sanità con la digitalizzazione di prescrizioni e certificati medici e la creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Ma ci sono anche i provvedimenti per le imprese onde favorirene gli adempimenti. Infine, tutta la partita della cittadinanza elettronica, passaporto, carta d’identità, anagrafe catastale degli immobili via SPC e la casella elettronica certificata al fine di dematerializzare lo scambio di documenti con le pubbliche amministrazioni.<br />
Non si tratta di cose nuove. La Direttiva del luglio 2005 del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie emanata dal Ministro Stanca, insisteva su: a) l’estensione dei servizi on line; b) gli strumenti di comunicazione e di collaborazione “web 2.0”; c) la qualità dell’amministrazione pubblica e d) la customer satisfaction. Quattro diretttrici d’azione poco praticate e peggio recepite dalla macchina pubblica e dalla burocrazia.<br />
Ora è evidente a tutti che per passare dagli annunci ai risultati il percorso è sempre accidentato e che qualsiasi risultato non può prescindere del raggiungimento di una serie di obiettivi sul terreno delle risorse umane e quindi del miglioramento della qualità dei luoghi di lavoro e dei suoi rapporti interni, e l’adeguata compensazione di chi lavora e la loro motivazione, senza i quali non si può pensare di migliorare la qualità offerta al cliente creando efficienza e riducendo i costi amministrativi e i tempi di risposta delle Pa locali e centrali.<br />
Sono infatti le variabili sistemiche del malfunzionamento della macchina pubblica ad essere il nocciolo del problema: insufficiente dotazione finanziaria degli uffici, inadeguata formazione delle risorse umane, età elevata dei dipendenti, una scarsa mobilità, e una piramide manageriale da ristrutturare, insieme a un ritardo culturale complessivo nell’uso interno degli strumenti informatici a fini organizzativi, formativi e di servizio.<br />
Non solo, esiste anche un gap tecnologico, per cui la PA fatica ad avvalersi della pluralità delle soluzioni tecnologiche informatiche disponibili restando spesso legata agli stessi fornitori di tecnologia, incapace di sfruttare le potenzialità del riuso e del mercato elettronico della PA per superare l’obsolescenza indotta delle sue dotazioni. Tutte cose che cittadini, associazioni e imprese da anni denunciano inascoltati. Perciò per praticare gli obiettivi non sembra assurdo ripartire da qui: benesse organizzativo e formazione degli impiegati pubblici, tecnologie semplici, accessibili, economiche e trasparenti come l’open source, circolazione di dati e informazioni pubbliche gratuite o tutelate da licenza flessibili come le creative commons, strategia d’ascolto verso gli stakeholder dei processi e verifiche e consultazioni pubbliche, ampie e frequenti, coi cittadini, veri terminali dell’efficacia della PA.<br />
L’innovazione dal basso<br />
Finora le politiche di e-Government in Italia hanno puntato molto alla modernizzazione della macchina pubblica e solo parzialmente alla creazione di servizi innovativi per i cittadini e le imprese. Inoltre le politiche pubbliche hanno spesso trascurato il ruolo attivo che i cittadini (e le imprese) possono svolgere nella definizione, progettazione e realizzazione dei servizi che poi useranno. Eppure perchè l’e-Government possa traghettarci verso una società dell’informazione inclusiva, bisognerebbe favorire proprio l’effettiva partecipazione dei cittadini allo sviluppo di strumenti, policy e decisioni pubbliche, in un contesto di sicurezza, privacy, autonomia, rispetto e fiducia reciproca. Secondo precise direttrici di sviluppo: innovazione, efficienza, trasparenza, partecipazione, ecologia.<br />
Primo. L’innovazione riguarda metodi, tecnologie e contenuti. Il riuso dei dati e delle applicazioni,del software e dell’hardware, facilitati come sono da soluzioni open source e di green computing, non solo permettono un risparmio di denaro e la valorizzazione di asset deperibili come l’ambiente, ma sono altrettante strategie innovative nella gestione delle ICT applicate al cambiamento. Secondo. L’efficienza dei servizi resi, che presuppone un trasferimento efficace dell’informazione, produce valore economico solo se diventa veicolo di siluppo e promozione del territorio, di valorizzazione e tutela del patrimonio, di coesione, e integrazione sociale, pertanto l’accesso ai suoi contenuti non può prescindere dall’adozione di standard riconosciuti, dall’interoperabilità dei dati e degli applicativi. Terzo: mentre il miglioramento del rapporto costi/benefici nell’erogazione di beni e servizi a cittadini e imprese passa per l’incremento dell’efficacia e dell’efficienza della comunicazione dei servizi online, non si può sottovalutare il ruolo che portali, blog, social networks hanno nel favorire la partecipazione e la trasparenza delle azioni istituzionali.<br />
Queste condizioni dell’innovazione si ritrovano proprio negli ecosistemi digitali all’interno dei quali l’innovazione si configura come un processo emergente dalla collaborazione creativa fra soggetti che utilizzano risorse comuni per costruire qualcosa di nuovo, utile e originale, in grado di adattarsi velocemente alle esigenze dei mercati e delle persone secondo un processo evoluzionistico che dai dati produce informazioni, dalle informazioni conoscenza distribuita, dalla conoscenza distribuita prodotti usabili il cui ciclo di evoluzione è iterativo per definizione.<br />
Perciò se l’obiettivo di fare dell’Europa la più vasta e competitiva economia della conoscenza è sempre attuale, per realizzare una crescita sostenibile, una migliore qualità della vita, una maggiore coesione sociale e migliori condizioni di lavoro, il settore pubblico deve usare diversamente la leva dell’egovernment e valutare in una nuova ottica il contributo caotico, emergente, di tutti gli stakeholder per farli diventare shareholder<br />
In particolare, secondo l’IPTS (Institute for Prospecrive Technological Studies) i trend socio-tecnici rappresentati dal Web 2.0 possono avere specifiche implicazioni per i servizi pubblici innovativi quali l’eGovernment, l’eHealth e l’eLearning.<br />
Infatti, a dispetto del limitato uso dei servizi online di governi e amministrazioni, le tecnologie alla base del web 2.0 hanno dimostrato di avere un eccezionale impatto nella vita sociale, nell’industria dell’intrattenimento, della pubblicità e dei media. Le applicazioni web based del web 2.0 si fondano sul concetto dell’utilizzatore come produttore: di software (free and open source software); di contenuti (blog, vlog, wiki, Flickr, Youtube), di tendenze, (Last.fm, de.li.cious), di reti sociali (Myspace, Facebook. Linkedin) e di reputazione (eBay). E si fondano anche sull’idea dell’utente come fornitore di connettività (wifi sharing, mesh networks) e di business intelligence.</p>
<p>Le tecnologie alla base del web 2.0 sono innnovazioni introdotte negli ultimi venti anni per incrementare usabilità, integrazione e riuso di applicazioni web che a loro volta consentono la pubblicazioni di dati e informazioni in maniera agile e veloce, di condividerle, e di farlo collaborando. Infatti si tratta di applicazioni che, come dice O’Reilly, “più vengono usate, più migliorano”, e la collaborazione che ne risulta è sempre maggiore della somma dei suoi elementi. Che è esattamente quello che accade negli ecosistemi digitali<br />
Sistemi che fanno cooperare soggetti in modo orizzontale e autonomo producono una crescita culturale maggiore di  sistemi tecnologici proprietari e gerarchici oppure di una formazione oramai<br />
obsoleta e costosa.<br />
Sulla necessità di una accelerazione nello sviluppo innovativo della cultura e della tecnologia nella regione lazio basata su questi presupposti non dovrebbero esserci dubbi.</p>
<p>Una cosa che hanno scritto i famosi e abusati stakeholders è: &#8220;Gli ecosistemi digitali possono<br />
essere uno strumento che con le opportune risorse finanziarie ed umane, potrà divenire una<br />
struttura socio-tecnica competitiva che ben figura  nel contesto europeo.<br />
Soprattutto sarà fondamentale rinforzare il rapporto sociale e fiduciario tra gli attori del<br />
nostro territorio che  permetta di valorizzare tutte le attività produttive ed istituzionali presenti.<br />
Per intenderci, quando parliamo di web 2.0 parliamo di una combinazione di tecnologie (Ajax, XML, OpenAPI, Microformats, Flash/Flex), di applicazioni (Blog, Wiki, Podcast, RSS feeds, Tagging, Social Networks, Search Engine, MPOGames), di valori e principi (l’utente come autore, l’intelligenza collettiva, la continua sperimentazione, l’estrema facilità d’uso).<br />
Gli strumenti del web 2.0 sono già stati usati all’interno del settore pubbico e governativo, e gli esempi sono molti. Fra i più interessanti possiamo citare Intellipedia, Peer to Patent, PatientOpinion, Mybikelane, Culturalazio, Openpolis.</p>
<p>Al di là dei singoli progetti, la natura di tale impatto riposa principalmente sul ruolo proattivo degli utenti che producono contenuti, offrono valutazioni, recensioni, manipolano contenuti generati da altri utenti, offrono saggi di gradimento e attenzione. Si tratta di un work in progress, dove il valore della partecipazione si trasforma in servizi.<br />
I benefici specifici di questo approccio possono aiutare le amministrazioni a rendere il loro governo: semplice e orientato all’utenza, trasparente e affidabile, partecipativo e inclusivo, ampio e coeso.</p>
<p>Si tratta di un utilizzo delle tecnologie di rete che non si può ignorare e che sta portanto profonde modificazioni in ogni ambito della comunicazione, congiutamente ad altri trend come il consumo consapevole, la formazione di una classe di knowledge worker, l’importanza sempre maggiore dell’apprendimento informale, la comunicazione delle conoscenze tacite e implicite, l’innovazione diretta dagli utenti, nuove forme organizzative a rete e la commercializzazione del mercato IT.<br />
Il web 2.0 funziona bene in contesti di alta fiducia reciproca, e in ambienti caratterizzati da una forte spinta alla collaborazione e alla condivisione di tipo knowledge intensive. Ma una forte spinta e un’alta motivazione strategica fanno il resto. Insieme a una goverance chiara e definita degli ambienti che le interazioni web based creano.<br />
Case studies</p>
<p>All’interno del portale dell’Economia partecipata (economiapartecipata.it) è possibile consultare i documenti sul Bilancio, sulla programmazione economico-finanziaria e sulla partecipazione democratica nel Lazio. Culturalazio.it è un sistema di produzione di conoscenza per organizzare, archiviare e condividere dati e informazione insieme alla cittadinanza www.culturalazio.it. ArcheoTRAc è un progetto rivolto alla gestione dei beni archeologici e l’obiettivo del sistema è quello del recupero e della valorizzazione del patrimonio informativo che essi generano.<br />
Cosa hanno in comune i tre progetti? Sono nati su iniziativa di alcune Regioni, rispettivamente il Lazio e la Valdaosta, e sono tutti basati su tecnologie open source. I motivi di questa scelta tecnologica sono simili: trasferire investimenti dall’acquisto di licenze alla formazione di utenti e operatori; promuovere la diffusione e l’evoluzione della metodologia impiegata attraverso il riuso della soluzione, favorire la concorrenza e la partecipazione.<br />
Vuol dire che la Pubblica Amministrazione italiana ha deciso di investire nel software libero? In parte sì. Da una recente ricerca della Venice International University-Tedis emergerebbe la volontà della PA di dotarsi di software libero per risparmiare, affrancarsi dal legame con un fornitore unico, sviluppare le competenze interne.</p>
<p>Ma non si tratta di solo risparmio, anche se in una fase di recessione economica il software libero potrebbe avere una funzione “anticiclica” e la Pubblica Amministrazione svolgere in questo un ruolo guida. </p>
<p>Bisognerebbe però attivare lo Strategic procurement per i servizi OS, attraverso meccanismi che semplifichino l’accesso da parte delle PA ai servizi delle PMI, immaginando un mercato elettronico dell’OS e sviluppando i centri di competenze regionali per favorire l’abbattimento dei costi e la standardizzazione delle customizzazioni. Le Pmi sono infatti da tutti considerate il fattore abilitante per favorire la diffusione di un sistema a livello locale. Se a questa riflessione aggiungiamo che per l’ISTAT, l’adozione di sistemi operativi liberi o Open Source nelle imprese italiane nell’anno 2007 è stata pari al 12,2% del totale, con punte del 39,7% tra le aziende con oltre 250 dipendenti, il gioco è fatto. </p>
<p>Ma allora perchè la PA italiana è così lenta ad interagire con il mondo open? A parte i limiti, e i vincoli, della macchina pubblica, per Tedis uno dei motivi principali è che l’“offerta Open Source” è composta da aziende non omogenee, e dal fatto che nonostante l’alto numero di programmatori italiani attivi nel settore, risulta defilato il ruolo delle università italiane nella contribuzione di codice aperto: nessuna di esse compare tra le prime dieci università al mondo per codice sviluppato e condiviso nell’area dell’Open Source. Ma “in realtà quello che manca è una visione strategica”. “Rendere disponibile il patrimonio di conoscenza delle community professionali e dei database pubblici anche per le imprese italiane sarebbe un modo per spostare verso l’alto la frontiera delle capacità produttive del Paese, come spinta complementare alla crescita degli investimenti pubblici in infrastrutture”. Open source, open standard e open framework, insieme al concetto delle opere creative commons, possono essere motore di innovazione del concetto più profondo di Pubblica Amministrazione: essere produttori di conoscenza condivisa a favore del cittadino. Insomma, da una PA che produce servizi, ad una PA che produce conoscenza e contenuti condivisi e riusabili. </p>
<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/06/ecosistemi_e_pa.doc' title='ecosistemi_e_pa.doc'>ecosistemi_e_pa.doc</a></p>
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		<title>Digital Ecosystems: Policies and Projects</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/innovazione/digital-ecosystems-policies-and-projects</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 14:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Digital Ecosystems: Policies and Projects
Thursday, 11 June 2009
Villa Piccolomini, Via Aurelia Antica 164, Rome (IT)

Scarica il programma
Objectives of the Workshop
The overall objective of the workshop is to spread the knowledge of the Digital Ecosystems and to
prepare regions in the process of developing a DE strategy. Special emphasis will be given to
discussing how to integrate the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Digital Ecosystems: Policies and Projects<br />
Thursday, 11 June 2009<br />
Villa Piccolomini, Via Aurelia Antica 164, Rome (IT)<br />
</strong></p>
<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/06/den4dek.pdf' title='scarica il programma'>Scarica il programma</a></p>
<p><strong>Objectives of the Workshop</strong><br />
The overall objective of the workshop is to spread the knowledge of the Digital Ecosystems and to<br />
prepare regions in the process of developing a DE strategy. Special emphasis will be given to<br />
discussing how to integrate the DE Concept in politically sound regional innovation strategies.<br />
In particular, the workshop aims :<br />
- To provide in-depth information to local and regional practitioners on current and future EU policy on DE;<br />
- To debate on national and regional innovation policies as positive scenario for the development of digital ecosystems;<br />
- To showcase the results achieved by EU projects on DE;<br />
- To network and enlarge the platform of DEN4DEK to other stakeholders from across the EU.<br />
<span id="more-1060"></span><br />
<strong>Description of the Workshop</strong><br />
The event is divided into 2 parts, in-line with the above objectives. After each presentation there<br />
will be time for questions and answers and there will also be opportunities for discussion amongst<br />
participants and the speakers. For more information, please see below for a description of each<br />
part of the event.<br />
<strong>Session 1</strong>: Innovation policies and digital ecosystems<br />
A presentation of the DEN4DEK Project will be followed by information on present and future<br />
European policies that may support the further development of DE and their implementation at<br />
regional level. Two speeches will introduce a discuss how to integrate digital ecosystems in the<br />
innovation policies implemented at national, regional and local level. A focus on territorial<br />
experiences from Italy, Spain and UK will follow.<br />
<strong>Session 2</strong> – Good practices dissemination<br />
The aim of this session is to share experience and disseminate all the necessary knowledge that<br />
allow regions to plan an effective deployment of the Digital Ecosystems. A special attention will be<br />
dedicated to the crucial connection between research experiences and Digital Ecosystems<br />
concrete implementation at local level. EU co-funded projects will showcase the activities and<br />
results achieved so far in the field of digital ecosystems.<br />
Speakers<br />
EU Institutions, Regional Authorities, experts active in Digital Ecosystems, EU project<br />
representatives.<br />
Participants<br />
The event is aimed at DEN4DEK partners, REDEN members, EU Regions, decision makers and<br />
local authorities, SMEs clusters and the DE Research community.<br />
Please feel free to forward the invitation to stakeholders whom you feel might be interested in<br />
attending the conference.<br />
Language<br />
ENG/IT<br />
Contacts: <a href="mailto:esiig2@regione.lazio.it">esiig2@regione.lazio.it</a></p>
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		<title>e-gov 2012: l’innovazione tecnologica come leva per la gestione, fruizione e conservazione dei Beni culturali</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[13 maggio, mercoledì &#8211; mattina
e-gov 2012: l’innovazione tecnologica come leva per la gestione, fruizione e conservazione dei Beni culturali
    * 13/05/2009
    * 10:00 &#8211; 13:00
Il progetto CulturAmica nelle sue parti di backoffice (la rete della Cultura) e di frontoffice (il portale della cultura e i portali dei musei) costituisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/logo1.png' title='logo1.png'><img hspace="2" vspace="2" align="left" src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/logo1.png' alt='logo1.png' /></a>13 maggio, mercoledì &#8211; mattina<br />
<a href="http://iniziative.forumpa.it/expo09/convegni/e-gov-2012-l-innovazione-tecnologica-come-leva-la-gestione-fruizione-e-conservazione">e-gov 2012: l’innovazione tecnologica come leva per la gestione, fruizione e conservazione dei Beni culturali</a><br />
    * 13/05/2009<br />
    * 10:00 &#8211; 13:00</p>
<p><em>Il progetto CulturAmica nelle sue parti di backoffice (la rete della Cultura) e di frontoffice (il portale della cultura e i portali dei musei) costituisce una potente leva per una migliore gestione, fruzione e conservazione del Beni culturali, vero giacimento di risorse preziose per il Paese. Il convegno anche qui darà conto di quanto fatto e delle strade intraprese e sarà gestito in collaborazione dal DIT e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Coordina Antonia Recchia. E’ stato invitato il Ministro Bondi.</em></p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>      Chairperson</p>
<p>            <strong>Antonia Pasqua Recchia</strong> (Direttore Generale Organizzazione, Innovazione, Formazione, Qualificazione professionale &#8211; Ministero per i Beni e le Attività Culturali)</p>
<p>      Relazioni</p>
<p>            <strong>Umberto Croppi</strong> (Assessore alle Politiche Culturali e alla Comunicazione &#8211; Comune di Roma)<br />
<strong>            Arturo Di Corinto (Ricercatore &#8211; Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;)<br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/culturalazio_eurospace1.pdf' title='Scarica la Presentazione di Culturalazio.it al Forum PA in .pdf'>Scarica il testo dell&#8217;intervento.it al Forum PA in .pdf</a></strong><br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/culturalazio_dicorinto_forumpa.pdf' title='Scarica le slide dell’intervento.it al Forum PA in .pdf'>Scarica le slide dell’intervento.it al Forum PA in .pdf</a><br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/culturalazio_dicorinto_forumpa.ppt' title='Scarica le slide dell’intervento.it al Forum PA in .ppt'>Scarica le slide dell’intervento.it al Forum PA in .ppt</a></p>
<p>            <strong>Manola Giusti</strong> (Segreteria Tecnica &#8211; Dipartimento per l&#8217;Innovazione e le Tecnologie)<br />
            Digital Preservation : A Forward-Looking Mission<br />
            <strong>Carlo Musacchio</strong> (GEH Sales Manager &#8211; Local Government, Healthcare, Education and Research &#8211; SUN MICROSYSTEMS ITALIA)<br />
            <strong>Gianfranco Pontevolpe</strong> (Responsabile Ufficio progettuale Dematerializzazione &#8211; CNIPA)<br />
            <strong>Stefano Luigi Torda</strong> (Capo &#8211; Dipartimento per l&#8217;Innovazione e le Tecnologie)<br />
            <strong>Francesca Velani</strong> (Consigliere Delegato &#8211; Promo P.A. Fondazione)</p>
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		<title>Culturalazio.it: una piattaforma aperta per i contenuti generati dagli utenti</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 05:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Testo]]></category>

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		<description><![CDATA[
“Cultura bene comune”
Culturalazio.it: una piattaforma aperta per i contenuti generati dagli utenti
Arturo Di Corinto – CATTID, Sapienza Università di Roma
Sommario
Culturalazio.it, il portale dell&#8217;assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, nasce con l’obiettivo di affermare un concetto di cultura accessibile da tutti, all’interno del quale il cittadino è visto non solo come un mero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/home03.jpg' title='home culturalazio'><img hspace="2" vspace="2" align="left" src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/home03.miniatura.jpg' alt='home culturalazio' /></a><br />
<strong>“Cultura bene comune”<br />
<a href="http://www.culturalazio.it">Culturalazio.it: una piattaforma aperta per i contenuti generati dagli utenti</a><br />
Arturo Di Corinto – CATTID, Sapienza Università di Roma</strong></p>
<p><em><strong>Sommario</strong><br />
Culturalazio.it, il portale dell&#8217;assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, nasce con l’obiettivo di affermare un concetto di cultura accessibile da tutti, all’interno del quale il cittadino è visto non solo come un mero fruitore di contenuti, ma come suo primo produttore.<br />
L’idea portante di Culturalazio.it è infatti che la cultura sia una risorsa collettiva, in termini economici e sociali, un “bene comune”, e che un  portale regionale della cultura possa servire a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, della storia, delle tradizioni, degli usi e dei costumi di un territorio.</em></p>
<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/05/culturalazio_eurospace.pdf' title='paper culturalazio eurospace'>Scarica il paper in .pdf</a></p>
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		<title>Sulle errate scelte tecnologiche effettuate dal Dipartimento XIII del Comune di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 14:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Free software]]></category>
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		<description><![CDATA[MOZIONE
PREMESSO
che il Dipartimento XIII del Comune di Roma (Innovazione, Reti Informative, Telecomunicazioni e Servizi Tecno-Logistici) ha indetto
una gara per l&#8217;appalto della fornitura, manutenzione e gestione di apparecchiature informatiche;
che le principali voci dell&#8217;appalto riguardano: acquisto e installazione di oltre 6.000 personal computer, 3.000 stampanti, 50
server e altre periferiche;
che nel capitolato tecnico al punto 4.1 è prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MOZIONE</strong></p>
<p>PREMESSO</p>
<p>che il Dipartimento XIII del Comune di Roma (Innovazione, Reti Informative, Telecomunicazioni e Servizi Tecno-Logistici) ha indetto<br />
una gara per l&#8217;appalto della fornitura, manutenzione e gestione di apparecchiature informatiche;</p>
<p>che le principali voci dell&#8217;appalto riguardano: acquisto e installazione di oltre 6.000 personal computer, 3.000 stampanti, 50<br />
server e altre periferiche;</p>
<p>che nel capitolato tecnico al punto 4.1 è prevista la fornitura di 3000 licenze di upgrade al sistema operativo Windows Vista Enterprise e di 3000 licenze Office 2007 versione Professional Plus per le nuove postazioni di lavoro;</p>
<p>che con la nota prot. <strong>n. 15273 l&#8217;11/11/2008</strong> la <strong>Direzione del Dipartimento XIII</strong> imponeva agli uffici municipali le medesime configurazioni hardware e software per le apparecchiature informatiche acquistate in modo autonomo;<span id="more-986"></span></p>
<p>CONSIDERATO</p>
<p>che le finalità di utilizzo delle postazioni di lavoro sopraindicate saranno quasi totalmente per attività di ufficio;</p>
<p>che il sistema operativo Windows Vista ed il pacchetto Office 2007 pur non offrendo funzionalità aggiuntive significative per suddette attività rispetto a versioni precedenti quali Windows XP o Office 2003, costringeranno l&#8217;amministrazione, a causa delle specifiche richieste, all&#8217;acquisto di postazioni con configurazioni hardware più costose;</p>
<p>che le nuove postazioni avranno un fabbisogno energetico sensibilmente superiore rispetto alle vecchie, il che colloca le scelte tecnologiche del Comune di Roma in totale controtendenza rispetto alle linee guida di risparmio energetico della Comunità Europea;</p>
<p>che la direttiva del Ministro per l&#8217;Innovazione e le Tecnologie del 19 dicembre 2003 “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni.” prevede al punto 4: “Le pubbliche amministrazioni, nella predisposizione o nell&#8217;acquisizione dei programmi informatici, privilegiano le soluzioni che presentino le seguenti caratteristiche: a) soluzioni informatiche che, basandosi su formati dei dati e interfacce aperte e standard, assicurino l&#8217;interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze di sicurezza e segreto; b) soluzioni informatiche che, in assenza di specifiche ragioni contrarie, rendano i sistemi informatici non dipendenti da un unico fornitore o da un&#8217;unica tecnologia proprietaria; la dipendenza è valutata tenendo conto dell&#8217;intera soluzione; c) soluzioni informatiche che, con il preventivo assenso del C.N.I.P.A. ed in assenza di specifiche ragioni contrarie, garantiscano la disponibilità del codice sorgente per ispezione e tracciabilità da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma la non modificabilità del codice, fatti salvi i diritti di proprietà intellettuale del fornitore e fermo l&#8217;obbligo dell&#8217;amministrazione di garantire segretezza o riservatezza; d) programmi informatici che esportino dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto.”;</p>
<p>che non c&#8217;è traccia nel capitolato di un piano di riutilizzo del materiale sostituito;</p>
<p>IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XVI</p>
<p>invita il Presidente del Municipio a farsi portavoce presso il Sindaco del Comune di Roma della presente mozione, denunciando la miopia delle scelte strategiche comunali in materia informatica;</p>
<p>invita inoltre il Presidente ad attivarsi presso l&#8217;Assessore competente del Comune di Roma perchè ci sia un&#8217;inversione di tendenza<br />
che orienti le strategie tecnologiche del Dipartimento XIII verso le linee guida di risparmio energetico della Comunità Europea, verso il riuso del materiale informatico dismesso e verso l&#8217;adozione di formati aperti,  in applicazione della Direttiva 19 dicembre 2003 “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni”.</p>
<p><strong>Marco Giustini<br />
Consigliere Municipale Municipio Roma XVI<br />
Lista Civica Amici di Beppe Grillo di Roma</strong></p>
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		<title>Uno stato open source</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/open_source/uno-stato-open-source</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 11:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-gov]]></category>
		<category><![CDATA[ilsole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione tecnologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo stato open source. Le Regioni puntano sul software libero per risparmiare e per guadagnare in trasparenza
Arturo Di Corinto
per Il Sole 24 Ore del 9 aprile 2009
All&#8217;interno del portale dell&#8217;Economia partecipata (economiapartecipata.it) è possibile consultare i documenti sul Bilancio, sulla programmazione economico-finanziaria e sulla partecipazione democratica nel Lazio. DoQui è invece un sistema di gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/04/coeprtina_nova.jpg' title='copertina Nova - 9 aprile 2009'><img hspace="2" vspace="2" align="left" src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/04/coeprtina_nova.jpg' alt='copertina Nova - 9 aprile 2009' /></a><strong>Lo stato open source. Le Regioni puntano sul software libero per risparmiare e per guadagnare in trasparenza<br />
Arturo Di Corinto<br />
per <a href="http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2009/04/scienza-delle-conseguenze.html">Il Sole 24 Ore del 9 aprile 2009</a></strong></p>
<p>All&#8217;interno del portale dell&#8217;Economia partecipata (<a href="http://www.economiapartecipata.it">economiapartecipata.it</a>) è possibile consultare i documenti sul Bilancio, sulla programmazione economico-finanziaria e sulla partecipazione democratica nel Lazio. DoQui è invece un sistema di gestione documentale che permette di organizzare, archiviare e condividere documenti in formato digitale (<a href="http://www.doqui.it">doqui.it</a>). ArcheoTRAc è un progetto rivolto alla gestione dei beni archeologici e l&#8217;obiettivo del sistema è quello del recupero e della valorizzazione del patrimonio informativo che essi generano.<br />
Cosa hanno in comune i tre progetti? Sono nati su iniziativa di alcune Regioni, rispettivamente il Lazio, il Piemonte e la Valle D&#8217;aosta, e sono tutti basati su tecnologie open source. I motivi di questa scelta tecnologica sono simili: trasferire investimenti dall&#8217;acquisto di licenze alla formazione di utenti e operatori; promuovere la diffusione e l&#8217;evoluzione della metodologia impiegata attraverso il riuso della soluzione, favorire la concorrenza e la partecipazione. Vuol dire che la Pubblica Amministrazione italiana ha deciso di investire nel software libero? In parte sì. Da una recente ricerca della <a href="http://www.univiu.org/">Venice International University</a>-<a href="http://www.univiu.org/research/tedis/">Tedis </a>emergerebbe la volontà della PA di dotarsi di software libero per risparmiare, affrancarsi dal legame con un fornitore unico, sviluppare le competenze interne.<span id="more-957"></span><br />
Ma non si tratta di solo risparmio, anche se in una fase di recessione economica il software libero potrebbe avere una funzione “anticiclica” e la Pubblica Amministrazione svolgere in questo un ruolo guida. Come è stato evidenziato nel convegno OSPA09 tenutosi a Roma la settimana scorsa, bisognerebbe però attivare lo Strategic procurement per i servizi OS, attraverso meccanismi che semplifichino l’accesso da parte delle PA ai servizi delle Pmi, immaginando un mercato elettronico dell’OS e sviluppando i centri di competenze regionali per favorire l&#8217;abbattimento dei costi e la standardizzazione delle customizzazioni. Le Pmi sono infatti da tutti considerate il fattore abilitante per favorire la diffusione di un sistema a livello locale. Se a questa riflessione aggiungiamo che per l’ISTAT, l’adozione di sistemi operativi liberi o Open Source nelle imprese italiane nell’anno 2007 è stata pari al 12,2% del totale, con punte del 39,7% tra le aziende con oltre 250 dipendenti, il gioco è fatto. Ma allora perchè la PA italiana è così lenta ad interagire con il mondo open? parte i limiti, e i vincoli, della macchina pubblica, per Tedis uno dei motivi principali è che l’“offerta Open Source” è composta da aziende non omogenee, e dal fatto che nonostante l&#8217;alto numero di programmatori italiani attivi nel settore, risulta defilato il ruolo delle università italiane nella contribuzione di codice aperto: nessuna di esse compare tra le prime dieci università al mondo per codice sviluppato e condiviso nell’area dell’Open Source. Ma “in realtà”, ci dice Leonardo Bertini, animatore di OSPA09, “quello che manca è una visione strategica”. “Rendere disponibile il patrimonio di conoscenza delle community professionali e dei database pubblici anche per le imprese italiane sarebbe un modo per spostare verso l’alto la frontiera delle capacità produttive del Paese, come spinta complementare alla crescita degli investimenti pubblici in infrastrutture”. Open source, open standard e open framework, insieme al concetto delle opere creative commons, possono essere motore di innovazione del concetto più profondo di Pubblica Amministrazione: essere produttori di conoscenza condivisa a favore del cittadino. Insomma, da una PA che produce servizi, ad una PA che produce conoscenza e contenuti condivisi e riusabili. Per l&#8217;appunto, proprio l&#8217;idea da cui muove la proposta di legge sulla società dell&#8217;informazione che l&#8217;on. Vincenzo Vita illustrerà il 16 aprile in un convengo a Palazzo Marini.</p>
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		<title>Libertà di rete. Libertà di software</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/eventi/conferenze/liberta-di-rete-liberta-di-software</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 15:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Free software]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Governance]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma, il 16 aprile, presso palazzo Marini, un incontro per discutere il disegno di legge sulla società dell&#8217;informazione a firma del senatore Vincenzo Vita.

Scarica il disegno di legge sulla società dell’informazione

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma, il 16 aprile, presso palazzo Marini, un incontro per discutere il disegno di legge sulla società dell&#8217;informazione a firma del senatore Vincenzo Vita.<br />
</strong><br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/04/ddl_reti.pdf' title='disegno di legge società dell’informazione'>Scarica il disegno di legge sulla società dell’informazione</a><br />
<a href='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/04/invito-rete-16-aprile.jpg' title='invito 16 aprile'><img src='http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/04/invito-rete-16-aprile.jpg' alt='invito 16 aprile' /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Open Source nella PA: un percorso virtuoso verso l’innovazione organizzativa</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/eventi/conferenze/open-source-nella-pa-un-percorso-virtuoso-verso-linnovazione-organizzativa</link>
		<comments>http://www.dicorinto.it/eventi/conferenze/open-source-nella-pa-un-percorso-virtuoso-verso-linnovazione-organizzativa#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 14:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Open Source nella PA: un percorso virtuoso verso l’innovazione organizzativa
Mercoledì 1 aprile 2009
Sala delle Colonne &#8211; Università LUISS Guido Carli 
Viale Pola 12, 00198 – Roma
Concreta-Mente organizza per il secondo anno consecutivo il Convegno OSPA – Open Source nella Pubblica Amministrazione (PA) – per illuminare e discutere le tematiche legate all’adozione nella PA del cosiddetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Open Source nella PA: un percorso virtuoso verso l’innovazione organizzativa</p>
<p>Mercoledì 1 aprile 2009</p>
<p>Sala delle Colonne &#8211; Università LUISS Guido Carli </p>
<p>Viale Pola 12, 00198 – Roma</strong></p>
<p>Concreta-Mente organizza per il secondo anno consecutivo il Convegno OSPA – Open Source nella Pubblica Amministrazione (PA) – per illuminare e discutere le tematiche legate all’adozione nella PA del cosiddetto concetto di “openess”. </p>
<p>L’edizione OSPA’09, in collaborazione con il Centro di Ricerca sui Sistemi Informativi della Luiss Guido Carli, si concentrerà sugli aspetti del cambiamento organizzativo. Il crescente livello di adozione di soluzioni Open Source, degli open standard e degli open framework in ambito PA, rende infatti necessaria un’analisi critica dei risultati raggiunti in termini di risparmio economico, di cambiamento dei processi interni, di informatizzazione e di allineamento tra competenze, infrastruttura IT e bisogni informativi delle organizzazioni. </p>
<p>Il Convegno vuole anche essere l&#8217;occasione per lanciare l’idea di istituire una Giornata Nazionale per il codice aperto e gli standard aperti nella PA italiana. Una giornata in cui si promuova in ciascuna Amministrazione Centrale e Locale eventi di formazione e informazione, convegni e dibattiti sul tema, scambio di best practice, si crei una rete dei responsabili IT nella PA.<br />
In breve, quattro amministrazioni, esempi di eccellenza, racconteranno progetti fortemente innovativi dove l&#8217;uso di standard e software aperti hanno semplificato e reso più efficienti le procedure. A seguire due interventi verticali di carattere scientifico incorniceranno i temi della tavola rotonda finale tra amministrazioni e imprese, coordinata da Carlo Mochi Sismondi, DG di Forum PA.</p>
<p>Per il programma <a href="http://www.concreta-mente.it">www.concreta-mente.it</a></p>
]]></content:encoded>
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	</channel>
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