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	<title>ArDiCor &#187; Politica</title>
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	<description>Open Source e diritti digitali nell'innovazione tecnologica</description>
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		<title>Libri: Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/segnalazioni/libri-il-reddito-di-cittadinanza-una-proposta-per-litalia-e-per-leuropa</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Virgilio Dastoli, Luigi Ferrajoli, Fausta Guarriello, Rachele Serino
presentano e discutono il libro di Giuseppe Bronzini
Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa
(Edizioni Gruppo Abele, 2011)
Introduce e coordina Giacomo Marramao
Sarà presente l&#8217;autore
Lunedì 9 gennaio 2012, ore 17.00
Sala conferenze Fondazione Basso
Fondazione Lelio e Lisli Basso
Via della Dogana Vecchia, 5 &#8211; Roma
Tel. 06.6879953 &#8211; fax [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2012/01/fondazionebasso.jpg"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2012/01/fondazionebasso-300x159.jpg" alt="" title="fondazionebasso" width="300" height="159" class="alignleft size-medium wp-image-2690" /></a>Virgilio Dastoli, Luigi Ferrajoli, Fausta Guarriello, Rachele Serino<br />
presentano e discutono il libro di <strong>Giuseppe Bronzini</strong></p>
<p>Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa<br />
(Edizioni Gruppo Abele, 2011)</p>
<p>Introduce e coordina <strong>Giacomo Marramao</strong></p>
<p>Sarà presente l&#8217;autore</p>
<p><strong>Lunedì 9 gennaio 2012, ore 17.00<br />
Sala conferenze Fondazione Basso</strong></p>
<p>Fondazione Lelio e Lisli Basso<br />
Via della Dogana Vecchia, 5 &#8211; Roma<br />
Tel. 06.6879953 &#8211; fax 06.68307516 &#8211; <a href="http://www.fondazionebasso.it">www.fondazionebasso.it</a> &#8211; basso@fondazionebasso.it</p>
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		<title>Convegno: I soldi che fanno la felicità. Welfare e reddito per l’Italia di domani</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 21:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[I soldi che fanno la felicità. Welfare e reddito per l’Italia di domani
&#8220;Indignati?&#8221; Non Basta. Siamo indisponibili e indispensabili.
E non ci fermiamo, a maggior ragione dopo il 15 ottobre”
È ri-cominciato tutto in uno splendido campeggio sul mare, dove mille ragazze e ragazzi si sono incontrati e riconosciuti: per età, per desiderio, per passione politica.
Abbiamo fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/11/pisa-tilt2011-claim.png"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/11/pisa-tilt2011-claim.png" alt="" title="pisa-tilt2011-claim" width="148" height="400" class="alignleft size-full wp-image-2648" /></a><strong>I soldi che fanno la felicità. Welfare e reddito per l’Italia di domani</strong></p>
<p><em>&#8220;Indignati?&#8221; Non Basta. Siamo indisponibili e indispensabili.<br />
E non ci fermiamo, a maggior ragione dopo il 15 ottobre”</em></p>
<p>È ri-cominciato tutto in uno splendido campeggio sul mare, dove mille ragazze e ragazzi si sono incontrati e riconosciuti: per età, per desiderio, per passione politica.</p>
<p>Abbiamo fatto Tilt e costruito una rete di persone e di associazioni, di singoli/e e di gruppi, in movimento. Un racconto comune, un luogo di incontro e condivisione che si pone l’obiettivo di costruire la sinistra partendo dalla nostra generazione, quella costretta all’irrappresentabilità, ma che è stata protagonista del risveglio di questo paese. E intende farlo senza paura, facendo battaglia politica dentro e fuori dai partiti, senza più essere disponibili ad essere utilizzati come falso strumento politico.</p>
<p>Da un ricco confronto di idee è nata la voglia di ritrovarsi ancora, di approfondire, di andare avanti. Perché in mezzo alle nostre parole, le parole di una nuova sinistra, una correva sulla bocca di tutti. Inevitabile quanto vitale: reddito.</p>
<p>Reddito. Che dovrebbe dare la misura della qualità della vita e che noi non sappiamo cosa sia. Abbiamo redditi a termine, a progetto, redditi occasionali e redditi intermittenti; sono queste le qualità delle nostre vite, in inserimento lavorativo permanente e mai inseriti, che quando il lavoro c&#8217;è è sempre in un posto diverso da quello in cui ti sei costruito una vita, come se fosse normale che il lavoro e la vita facciano a pugni.</p>
<p>Sappiamo che altrove non è così: i nostri coetanei in Germania, in Francia, in molti paesi d’Europa pur economicamente più deboli del nostro, se la passano diversamente, riescono ad andare via di casa prima, a costruirsi una vita autonoma più facilmente, a trovarsi un lavoro senza domandarsi quotidianamente se non sia meglio emigrare (al Nord, in una città più grande, all&#8217;estero).</p>
<p>Sappiamo che sono meno ricattabili sul posto di lavoro, perché se lo perdi la prospettiva non è né quella di rientrare in famiglia né – in mancanza di una famiglia – una povertà che sembra d&#8217;altri tempi. E hanno quindi anche maggiori possibilità di cambiarlo, più tempo per cercarne uno, o per inventarselo.</p>
<p>Vogliamo reddito. Chiediamo reddito. Pretendiamo reddito. È la qualità del nostro lavoro e della nostra vita che è in gioco, è la possibilità di lavorare dove le nostre capacità sono giustamente remunerate e di non sottostare all&#8217;incapacità di un padroncino o all&#8217;inefficienza di un sistema finanziario. È dire che la crisi non può ricadere sulle nostre spalle, che non possiamo essere noi gli ammortizzatori umani di chi ha sperperato. Davanti a una crisi del lavoro che esige il dispiegamento di nuove garanzie sociali, l&#8217;obiettivo deve essere quello di costruire un nuovo welfare in grado di salvaguardare la qualità di vita e i diritti alla copertura sanitaria, alla previdenza, alla giusta redistribuzione delle risorse pubbliche. Perché è possibile, perché ce lo chiede l’Europa, perché vogliamo un reddito che produca crescita, che sia uno strumento antimafie, una forma di cittadinanza, un mezzo di uguaglianza lavorativa e sociale.<br />
<span id="more-2646"></span><br />
E così ci ritroviamo a Pisa. A fine novembre, l&#8217;ultimo week-end. Per discutere di reddito a tutto campo, per lanciare una campagna per rivendicarlo, per incalzare i politici e la politica su un tema generazionale per noi ineludibile. Per fondare TILT. Perché i soldi non fanno la felicità, ma il reddito è l’unico modo per provare a ritrovarla.<br />
<strong>25-26-27 Novembre a Pisa</strong><br />
<strong>Eventi e Workshop: Facoltà di Ingegneria, Polo B, Via Giunta Pisano<br />
Feste: Università di Pisa, Polo Porta Nuova Via Padre Bruno Fedi</strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Venerdì 25 novembre<br />
ore 16 – 21 Accoglienza<br />
ore 21          Presentazione Autunno in TILT!<br />
ore 21:10 “I governi passano. Le mafie restano”<br />
Partecipano: Francesco Forgione, Gianni Speranza, Libera (in via di definizione)</p>
<p>ore 23 Festa<br />
Sabato 26 novembre</p>
<p>ore 11-13 Workshop</p>
<p>In piena facoltà. Cittadinanza e nuovi diritti<br />
Partecipano: Michele Curto (Flare, Terra del Fuoco), Mercedes Frias (Ass. Punto di partenza), Piero Soldini (CGIL)</p>
<p>Il conflitto intelligente. Forme e pratiche della contestazione.<br />
Partecipano: Alessandro Rozza (Leoncavallo), Enrico Euli (ricercatore Università di Cagliari),  Federica Giardini (filosofa), Fabio Ciconte (Amnesty International)</p>
<p>ore 15-18 Plenaria</p>
<p>I soldi che fanno la felicità. Welfare e reddito per l’Italia di domani<br />
Partecipano: <strong>Arturo di Corinto</strong> (giornalista), Luca Santini (BIN), Roberto Ciccarelli (il Manifesto), Maria La Porta (Sportello Donna), Vincenzo Bavaro (Giuslavorista, Università di Bari), Ylenia Daniello (Million Marijuana March), Michele De Palma (Fiom), Lorenzo Misuraca (Ass. daSud) (in via di definizione)<br />
ore 18-21 “L’alternativa maggiorenne. 18 anni dopo Berlusconi”<br />
 Partecipano: Nichi Vendola, Concita De Gregorio, Adriano Sofri, Riccardo Formigli</p>
<p>ore 23 Festa<br />
Domenica 27 novembre</p>
<p>ore 9-11 gruppi di lavoro<br />
ore 11-15 Assemblea nazionale di TILT</p>
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		<title>Mantra del sollevarsi (15 ottobre, Roma)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 20:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mantra del sollevarsi
Franco Berardi

Il 15 febbraio del 2003 centomilioni di persone sfilarono nelle strade del mondo per chiedere la pace, per chiedere che la guerra contro l’Iraq non devastasse definitivamente la faccia del mondo. Il giorno dopo il presidente Bush disse che nulla gli importava di tutta quella gente (I don’t need a focus group) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/10/bifo.jpg"><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2011/10/bifo.jpg" alt="" title="bifo" width="200" height="290" class="alignleft size-full wp-image-2595" /></a><strong>Mantra del sollevarsi<br />
Franco Berardi<br />
</strong><br />
Il 15 febbraio del 2003 centomilioni di persone sfilarono nelle strade del mondo per chiedere la pace, per chiedere che la guerra contro l’Iraq non devastasse definitivamente la faccia del mondo. Il giorno dopo il presidente Bush disse che nulla gli importava di tutta quella gente (I don’t need a focus group) e la guerra cominciò. Con quali esiti sappiamo.</p>
<p>Dopo quella data il movimento si dissolse, perché era un movimento etico, il movimento delle persone per bene che nel mondo rifiutavano la violenza della globalizzazione capitalistica e la violenza della guerra.</p>
<p>Il 15 Ottobre in larga parte del mondo è sceso in piazza un movimento similmente ampio. Coloro che dirigono gli organismi che stanno affamando le popolazioni (come la BCE) sorridono nervosamente e dicono che sono d’accordo con chi è arrabbiato con la crisi purché lo dica educatamente. Hanno paura, perché sanno che questo movimento non smobiliterà, per la semplice ragione che la sollevazione non ha soltanto motivazioni etiche o ideologiche, ma si fonda sulla materialità di una condizione di precarietà, di sfruttamento, di immiserimento crescente. E di rabbia.</p>
<p>La rabbia talvolta alimenta l’intelligenza, talaltra si manifesta in forma psicopatica. Ma non serve a nulla far la predica agli arrabbiati, perché loro si arrabbiano di più. E non stanno comunque ad ascoltare le ragioni della ragionevolezza, dato che la violenza finanziaria produce anche rabbia psicopatica.<span id="more-2594"></span></p>
<p>Il giorno prima della manifestazione del 16 in un’intervista pubblicata da un giornaletto che si chiama La Stampa io dichiaravo che a mio parere era opportuno che alla manifestazione di Roma non ci fossero scontri, per rendere possibile una continuità della dimostrazione in forma di acampada. Le cose sono andate diversamente, ma non penso affatto che la mobilitazione sia stata un fallimento solo perché non è andata come io auspicavo.   </p>
<p>Un numero incalcolabile di persone hanno manifestato contro il capitalismo finanziario che tenta di scaricare la sua crisi sulla società. Fino a un mese fa la gente considerava la miseria e la devastazione prodotte dalle politiche del neoliberismo alla stregua di un fenomeno naturale: inevitabile come le piogge d’autunno. Nel breve volgere di qualche settimana il rifiuto del liberismo e del finazismo è dilagato nella consapevolezza di una parte decisiva della popolazione. Un numero crescente di persone manifesterà in mille maniere diverse la sua rabbia, talvolta in maniera autolesionista, dato che per molti il suicidio è meglio che l’umiliazione e la miseria.</p>
<p>Leggo che alcuni si lamentano perché gli arrabbiati hanno impedito al movimento di raggiungere piazza San Giovanni con i suoi carri colorati. Ma il movimento non è una rappresentazione teatrale in cui si deve seguire la sceneggiatura. La sceneggiatura cambia continuamente, e il movimento non è un prete né un giudice. Il movimento è un medico. Il medico non giudica la malattia, la cura.</p>
<p>Chi è disposto a scendere in strada solo se le cose sono ordinate e non c’è pericolo di marciare insieme a dei violenti, nei prossimi dieci anni farà meglio a restarsene a casa. Ma non speri di stare meglio, rimanendo a casa, perché lo verranno a prendere. Non i poliziotti né i fascisti. Ma la miseria, la disoccupazione e la depressione. E magari anche gli ufficiali giudiziari.</p>
<p> Dunque è meglio prepararsi all’imprevedibile. E’ meglio sapere che la violenza infinita del capitalismo finanziario nella sua fase agonica produce psicopatia, e anche razzismo, fascismo, autolesionismo e suicidio. Non vi piace lo spettacolo? Peccato, perché non si può cambiare canale.</p>
<p>Il presidente della Repubblica dice che è inammissibile che qualcuno spacchi le vetrine delle banche e bruci una camionetta lanciata a tutta velocità in un carosello assassino. Ma il presidente della Repubblica giudica ammissibile che sia Ministro un uomo che i giudici vogliono processare per mafia, tanto è vero che gli firma la nomina, sia pure con aria imbronciata. Il Presidente della Repubblica giudica ammissibile che un Parlamento comprato coi soldi di un mascalzone continui a legiferare sulla pelle della società italiana tanto è vero che non scioglie le Camere della corruzione. Il Presidente della Repubblica giudica ammissibile che passino leggi che distruggono la contrattazione collettiva, tanto è vero che le firma. Di conseguenza a me non importa nulla di ciò che il Presidente giudica inammissibile.</p>
<p>Io vado tra i violenti e gli psicopatici per la semplice ragione che là è più acuta la malattia di cui soffriamo tutti. Vado tra loro e gli chiedo, senza tante storie: voi pensate che bruciando le banche si abbatterà la dittatura della finanza? La dittatura della finanza non sta nelle banche ma nel ciberspazio, negli algoritmi e nei software. La dittatura della finanza sta nella mente di tutti coloro che non sanno immaginare una forma di vita libera dal consumismo e dalla televisione.</p>
<p>Vado fra coloro cui la rabbia toglie ragionevolezza, e gli dico: credete che il movimento possa vincere la sua battaglia entrando nella trappola della violenza? Ci sono armate professionali pronte ad uccidere, e la gara della violenza la vinceranno i professionisti della guerra.</p>
<p>Ma mentre dico queste parole so benissimo che non avranno un effetto superiore a quello che produce ogni predica ai passeri.</p>
<p> Lo so, ma le dico lo stesso. Le dico e le ripeto, perché so che nei prossimi anni vedremo ben altro che un paio di banche spaccate e camionette bruciate. La violenza è destinata a dilagare dovunque. E ci sarà anche la violenza senza capo né coda di chi perde il lavoro, di chi non può mandare a scuola i propri figli, e anche la violenza di chi non ha più niente da mangiare.</p>
<p>Perché dovrebbero starmi ad ascoltare, coloro che odiano un sistema così odioso che è soprattutto odioso non abbatterlo subito?</p>
<p>Il mio dovere non è isolare i violenti, il mio dovere di intellettuale, di attivista e di proletario della conoscenza è quello di trovare una via d’uscita. Ma per cercare la via d’uscita occorre essere laddove la sofferenza è massima, laddove massima è la violenza subita, tanto da manifestarsi come rifiuto di ascoltare, come psicopatia e come autolesionismo. Occorre accompagnare la follia nei suoi corridoi suicidari mantenendo lo spirito limpido e la visione chiara del fatto che qui non c’è nessun colpevole se non il sistema della rapina sistematica.</p>
<p>Il nostro dovere è inventare una forma più efficace della violenza, e inventarla subito, prima del prossimo G20 quando a Nizza si riuniranno gli affamatori. In quella occasione non dovremo inseguirli, non dovremo andare a Nizza a esprimere per l’ennesima volta la nostra rabbia impotente. Andremo in mille posti d’Europa, nelle stazioni, nelle piazze nelle scuole nei grandi magazzini e nelle banche e là attiveremo dei megafoni umani. Una ragazza o un vecchio pensionato urleranno le ragioni dell’umanità defraudata, e cento intorno ripeteranno le sue parole, così che altri le ripeteranno in un mantra collettivo, in un’onda di consapevolezza e di solidarietà che a cerchi concentrici isolerà gli affamatori e toglierà loro il potere sulle nostre vite (anche togliendo i nostri soldi dai conti correnti delle loro banche come suggerisce Lucia).</p>
<p>Un mantra di milioni di persone fa crollare le mura di Gerico assai più efficacemente che un piccone o una molotov.</p>
<p><a href="http://kafca.eu/articles/en/recurring-dreams-the-red-heart-of-fascism">http://kafca.eu/articles/en/recurring-dreams-the-red-heart-of-fascism</a></p>
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		<title>I nemici della rete: il libro</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/tipologia/inchieste/i-nemici-della-rete-il-libro-3</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 22:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I nemici della rete&#8221; &#8211; di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà 
Formato: Tascabile
Pagine: 285
Lingua: Italiano
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788817042758
Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio &#038; TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria
La rete è la moderna frontiera della libertà e della democrazia. Luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/09/nemici-197x300.jpg" alt="nemici" title="nemici" width="197" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1760" /><strong>&#8220;I nemici della rete&#8221; &#8211; di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà </strong></p>
<p>Formato: <strong>Tascabile</strong><br />
Pagine: <strong>285</strong><br />
Lingua: <strong>Italiano</strong><br />
Editore: <strong>BUR Biblioteca Univ. Rizzoli</strong><br />
Anno di pubblicazione <strong>2010</strong><br />
Codice EAN: <strong>9788817042758</strong><br />
Generi: <strong>Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio &#038; TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria</strong></p>
<p>La rete è la moderna frontiera della libertà e della democrazia. Luogo che apre canali di condivisione e scambio, internet è un diritto irrinunciabile, e la sua tutela l’unità di misura di un Paese civile. Nella corsa al digitale, però, l’Italia è il fanalino di coda dell’Occidente e il ritardo accumulato rischia di condannare i nostri figli a crescere in un Paese del terzo mondo.<br />
Ma qual è il freno che ci tiene inchiodati al passato? A chi giova l’ostinazione all’arretratezza che risulta evidente nei rapporti tra potere e web?<br />
In un’inchiesta accurata e coraggiosa Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli svelano il lato oscuro di una catena di ottusità e interessi: leggi che sono al limite della censura, una burocrazia che è un pachiderma mangiasoldi, un’opposizione politica maldestra che nasconde la difesa di lobby intoccabili, fondi destinati all’innovazione che restano congelati nelle casse dello Stato, l’astio di una certa casta di giornalisti che vede tremare una tradizione di privilegi.<br />
Ma in un’Italia in affanno, gli autori raccontano anche le storie dei pochi illuminati che hanno visto nel web una risorsa, non soltanto per le proprie tasche, indicando così la strada perché il futuro non resti per noi soltanto un’ipotesi.</p>
<p><strong>ALESSANDRO GILIOLI</strong> è giornalista de “L’espresso”e tiene il blog “Piovono rane”. Ha scritto, tra gli altri, Forza Italia: la storia, gli uomini, i misteri e, con Renato Gilioli, Cattivi capi, cattivi colleghi e Stress Economy. Per BUR Futuropassato ha pubblicato Premiata macelleria delle Indie (2007).</p>
<p><strong>ARTURO DI CORINTO</strong> ha fatto ricerca e insegnato presso la Stanford University e la Sapienza di Roma. Consulente per la Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Onu, scrive per “Il Sole 24 Ore”. È autore di numerosi saggi, come Hacktivism (2002). Il suo sito è <a href="http://www.dicorinto.it">www.dicorinto.it</a>.</p>
<p><a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/09/22/i-nemici-della-rete-chi-e-perche-fa-la-guerra-a-internet/">La recensione di Vittorio Zambardino</a></p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=13084&#038;numero=999">La recensione di ZeusNews</a></p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/per-chi-vota-facebook/2134550/8/0">Segnalazione de L&#8217;Espresso</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/02/leggi-bavaglio-e-lobby-della-televisione-la-politica-italiana-e-la-vera-nemica-di-internet/67144/">L&#8217;articolo su Il Fatto Quotidiano</a></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2010/10/04/paolo-romani/">L&#8217;articolo di Ilpost</a></p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio1/zapping/view.cfm?Q_EV_ID=320109&#038;Q_PROG_ID=107">Intervista a Zapping, Radio 1 Rai</a></p>
<p><a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2010/10/19/anticipazione_libro_di_corinto_gilioli_i_nemici_della_rete_politica_internet_elezioni_bur.html">Intervista Sky TG 24</a></p>
<p><a href="http://daily.wired.it/news/internet/chi-sono-i-nemici-della-rete.html">Intervista a Wired</a></p>
<p><a href="http://ilcaffe.blog.rainews24.it/2010/10/25/al-caffe-di-mineo-rosa-villecco-calipari/">Intervista a RaiNews24</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/01/la-governance-mondiale-di-internet-fra-diritti-e-controllo/74704/">Segnalazione da il Fatto</a></p>
<p><a href="http://giardinodelmago.blogspot.com/2010/11/i-nemici-della-rete.html">Recensione: Il Giardino del Mago</a></p>
<p><a href="http://www.omat360.it/">http://www.omat360.it/</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/quei_politici_italiani_destra_e_sinistra_incapaci_usare_rete/22-11-2010/articolo-id=488595-page=0-comments=1">La recensione di Il Giornale</a></p>
<p><a href="http://www.innovazionepa.gov.it/rassegna/pdf/2011/gennaio/ecoh9.pdf">La Gazzetta del Mezzogiorno: Intervista a Arturo DI Corinto su I Nemici della Rete</a> </p>
<p><a href="http://it.ejo.ch/?p=3401">Segnalazione dello European journalism observatory</a></p>
<p><a href="http://lindro.it/Dal-Nord-Africa-al-resto-del-mondo">L&#8217;Indro</a></p>
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		<title>Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 15:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SinistraelibertÃ ]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere
DATA: 22/07/2010 &#8211; ORARIO: 19:00
22/07/2010 ore 19.00, Villa Gordiani, via Prenestina presso la Festa di Sinistra Ecologia Libertà
ne parlano:
Claudio Fava, coordinatore segreteria nazionale SEL;
Carlo Lucarelli, scrittore;
Roberto Natale, presidente Fnsi;
coordina Arturo Di Corinto, giornalista e saggista
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2010/07/sel_arturo-300x187.png" alt="sel_arturo" title="sel_arturo" width="300" height="187" class="alignleft size-medium wp-image-1722" />Niente bavagli – liberi di informare, liberi di sapere<br />
DATA: 22/07/2010 &#8211; ORARIO: 19:00<br />
<strong>22/07/2010 ore 19.00, Villa Gordiani, via Prenestina presso la Festa di Sinistra Ecologia Libertà</strong></p>
<p>ne parlano:</p>
<p><strong>Claudio Fava</strong>, coordinatore segreteria nazionale SEL;<br />
<strong>Carlo Lucarelli</strong>, scrittore;<br />
<strong>Roberto Natale</strong>, presidente Fnsi;</p>
<p>coordina <strong>Arturo Di Corinto</strong>, giornalista e saggista</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arturo Di Corinto (Libertà è partecipazione) sul bavaglio a Internet (1 luglio &#8211; Roma)</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/formato/video/arturo-di-corinto-liberta-e-partecipazione-sul-bavaglio-alla-stampa</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CbNYzUri9Ug&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CbNYzUri9Ug&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Mille ore per il lavoro</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/segnalazioni/mille-ore-per-il-lavoro-2</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 07:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mille ore per il lavoro
Giovedì 3 dicembre 2009
Non stop di oltre 100 testate radiofoniche per dare voce ai lavoratori colpiti dalla crisi
Diretta on air on line dalle 20 alle 22 dalla sala Alpheus di Roma
A come Alcoa, Alitalia, Agile&#8230; Il vocabolario della crisi cresce di giorno in giorno e tende all’infinito. Per dare voce ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dicorinto.it/wp-content/uploads/2009/12/milleore.gif" alt="milleore" title="milleore" width="392" height="348" class="alignleft size-full wp-image-1328" /><br />
<strong>Mille ore per il lavoro<br />
Giovedì 3 dicembre 2009<br />
Non stop di oltre 100 testate radiofoniche per dare voce ai lavoratori colpiti dalla crisi<br />
Diretta on air on line dalle 20 alle 22 dalla sala Alpheus di Roma</strong></p>
<p>A come Alcoa, Alitalia, Agile&#8230; Il vocabolario della crisi cresce di giorno in giorno e tende all’infinito. Per dare voce ai lavoratori alle prese con il dramma della perdita del posto di lavoro, con le sue ricadute sui lavoratori, le loro famiglie, i loro redditi, RadioArticolo1 e Radio Città Futura hanno dato vita per giovedì 3 dicembre ad una non stop che coinvolgerà nell’arco della giornata oltre un centinaio di testate radiofoniche tra emittenti locali, circuiti della radio universitarie e web radio di matrice sindacale.<span id="more-1323"></span></p>
<p>Mille ore per il lavoro, questo il titolo dell’evento, si articolerà attraverso una lunga staffetta fatta di speciali, interviste, monografie dedicate ai diversi aspetti del mondo del lavoro. A partire dalla richiesta di maggiore attenzione da parte dell’informazione, si darà voce ai temi della precarietà e della disoccupazione, della sicurezza sui luoghi di lavoro, delle difficoltà legate a buste paga e pensioni sempre meno in grado di assicurare certezze per il presente e speranze per il futuro.</p>
<p>Saranno i lavoratori con le loro storie e le loro esperienze di lotta a dare il segno alla giornata raccontando in diretta il dramma che si sta vivendo sui luoghi di lavoro, con migliaia di persone che rischiano di restare sotto le macerie della crisi e delle mancate risposte di una nuova politica industriale ed economica.</p>
<p>E sempre attorno alle vicende che più stanno a testimoniare lo sbriciolarsi del nostro tessuto produttivo (dal Petrolchimico di Porto Torres ai licenziati dell’Agile ai senza salario delle case di cura abruzzesi di Villa Pini, solo per fare alcuni esempi concreti) si snoderà una serata di racconto, confronto e informazione. Ad animare l’incontro cui parteciperà anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani saranno i conduttori della trasmissione di RadioDue “Caterpillar” Massimo Cirri e Filippo Solibello. Oltre ai lavoratori, la diretta nazionale on air on line in onda dalla sala Alpheus di Roma (via del Commercio 36) a partire dalle 20, prevede performance di uomini dello spettacolo (Moni Ovadia, Piera Degli Esposti, Massimo Wertmuller, Enrico Capuano, Mariella Nava, La casa del vento), e brevi interventi di esponenti del mondo dell’informazione (Rinaldo Gianola, Roberto Natale, Corradino Mineo, Paolo Serventi Longhi), dei blog come Arturo Di Corinto, di scrittori come Glauco Benigni e Chiara Ingrao che con la loro presenza testimonieranno la propria partecipazione ad un rinnovato rapporto tra cultura, comunicazione e mondo del lavoro. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Fnsi.</p>
<p>fonte:<a href="http://www.radioarticolo1.it">http://www.radioarticolo1.it</a></p>
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		<title>Comunicato: Software libero per la scuola</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/segnalazioni/comunicato-software-libero-per-la-scuola</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[SinistraelibertÃ ]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
5 OTTOBRE 2009
http://www.softwarelibero.it/software_libero_scuola

======================================
   Software libero per la scuola
======================================


Nel corso della conferenza stampa tenuta il 25 settembre scorso presso la Sala
Stampa di Palazzo Chigi [1], i Ministri Brunetta e Gelmini hanno illustrato
le iniziative del Governo in tema di innovazione digitale della scuola,
ricomprese nel programma e-Gov 2012.
Gli obiettivi dichiarati sono la maggiore efficacia ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
5 OTTOBRE 2009</strong><br />
<a href="http://www.softwarelibero.it/software_libero_scuola">http://www.softwarelibero.it/software_libero_scuola<br />
</a><strong><br />
======================================<br />
   Software libero per la scuola<br />
======================================<br />
</strong><br />
<span id="more-1210"></span><br />
Nel corso della conferenza stampa tenuta il 25 settembre scorso presso la Sala<br />
Stampa di Palazzo Chigi [1], i Ministri Brunetta e Gelmini hanno illustrato<br />
le iniziative del Governo in tema di innovazione digitale della scuola,<br />
ricomprese nel programma e-Gov 2012.</p>
<p>Gli obiettivi dichiarati sono la maggiore efficacia ed accessibilità dei<br />
sistemi di istruzione, la semplificazione delle relazioni amministrative tra<br />
le famiglie e le istituzioni scolastiche, l&#8217;ottimizzazione dell&#8217;offerta<br />
formativa, la diffusione nelle scuole e tra gli studenti della conoscenza e<br />
dell&#8217;utilizzo degli strumenti informatici, il contrasto dell&#8217;analfabetismo<br />
digitale.</p>
<p>L&#8217;Associazione per il Software Libero condivide questi obiettivi, ma ritiene<br />
che le iniziative presentate non siano adeguate allo scopo.</p>
<p>Nella completa assenza di riferimenti strategici al software libero, il<br />
Ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca ed il Ministero per<br />
la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione hanno sottoscritto un Protocollo<br />
di Intesa con Microsoft S.r.l. [2], nel quale si prevede un &#8220;impegno<br />
congiunto per la divulgazione della cultura digitale&#8221;, che si concretizza<br />
nella realizzazione di &#8220;attività mirate a rafforzare la diffusione di una<br />
cultura digitale nel sistema educativo&#8221; (art. 1).</p>
<p>In realtà il Protocollo, che pure non implica costi espliciti diretti per la<br />
Pubblica Amministrazione, prevede che Microsoft realizzi iniziative che<br />
avranno l&#8217;effetto di promuovere i suoi prodotti, con l&#8217;impegno dei Ministeri<br />
sottoscrittori a collaborare nella ricerca dei clienti (istituzioni<br />
scolastiche, personale docente e studenti) e ad offrire pubblicità alle<br />
attività che saranno svolte (comunicato stampa congiunto, supporto per<br />
una &#8220;migliore comunicazione&#8221; delle iniziative, ecc.).</p>
<p>Così non si diffonde la cultura digitale, ma si promuovono prodotti e<br />
tecnologie di un&#8217;azienda il cui abuso di posizione dominante sul mercato è<br />
stato oggetto di ripetute sanzioni da parte delle autorità antitrust europee<br />
[3].</p>
<p>La scuola pubblica non deve rinunciare al suo compito: deve formare cittadini<br />
e non consumatori; deve diffondere la cultura digitale e non promuovere<br />
l&#8217;utilizzo di prodotti.</p>
<p>La diffusione della cultura digitale passa attraverso la promozione di<br />
strumenti e tecnologie liberi: solo in questo modo si attuano i principi ed i<br />
valori della nostra costituzione nella società dell&#8217;informazione e della<br />
conoscenza.</p>
<p>Promuovendo nelle scuole il software libero si realizza il bene comune: si<br />
favorisce lo sviluppo di imprese nazionali che forniscono servizi su software<br />
libero e si riduce la spesa in acquisti dall&#8217;estero di licenze di software<br />
proprietario [4].</p>
<p>Per questo l&#8217;Associazione per il Software Libero ha deciso di intervenire nel<br />
procedimento amministrativo in corso con un&#8217;istanza trasmessa oggi al<br />
Ministro dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca ed al Ministro per<br />
la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione, e, per il miglior perseguimento<br />
del bene comune, domanda la modifica del Protocollo di Intesa sottoscritto<br />
con Microsoft S.r.l..</p>
<p>per l&#8217;Associazione per il Software Libero<br />
il Presidente<br />
Marco Ciurcina</p>
<p>======================================<br />
   Chi siamo<br />
======================================</p>
<p>L&#8217;Associazione per il Software Libero (Assoli) è un&#8217;associazione senza scopo<br />
di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero<br />
in Italia ed una corretta informazione sull&#8217;argomento.</p>
<p>======================================<br />
   Contatti<br />
======================================</p>
<p>web: http://softwarelibero.it<br />
mail: info at softwarelibero.it<br />
Tel: (+39) 06 99291342<br />
Fax: (+39) 06 83391642</p>
<p>======================================<br />
   Note<br />
======================================</p>
<p>[1] http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=50614<br />
[2] </p>
<p>http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola_digitale/protocollo_Brunetta_Gelmini.pdf</p>
<p>[3] solo qualche link, nella sterminata sitografia proponibile in tema:</p>
<p>http://magazine.liquida.it/2009/03/10/unione-europea-contro-microsoft-la-lite-infinita/</p>
<p>http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&#038;ID_articolo=5809&#038;ID_sezione=&#038;sezione=</p>
<p>http://www.gnuvox.info/2009/03/antitrust-nuove-dal-braccio-di-ferro-ue-microsoft/</p>
<p>http://www.europalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=43135&#038;idCat=461</p>
<p>http://www.interlex.it/copyright/c_piana5.htm</p>
<p>http://punto-informatico.it/389450/PI/News/microsoft-antitrust-ue-alle-ultime-battute.aspx</p>
<p>http://www.repubblica.it/2003/h/sezioni/scienza_e_tecnologia/gates/gatesue/gatesue.html</p>
<p>[4] http://softwarelibero.it/files/riflessioni-politiche-innovazione-ict.pdf</p>
<p>http://softwarelibero.it/files/Le_role_Etat_monopoles_informatique.pdf</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di chi è la politica?</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/di-chi-e-la-politica-2</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 12:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti digitali]]></category>
		<category><![CDATA[SinistraelibertÃ ]]></category>

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		<description><![CDATA[Arturo Di Corinto
Ma di chi è la politica? Facile rispondere che la politica è di chi ha i soldi per farla. E allora lasciamola perdere. Noi non ne abbiamo abbastanza. La politica è di chi la sa fare? E allora dobbiamo ammettere che non siamo più bravi come una volta a farla. Ma se la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arturo Di Corinto</strong></p>
<p>Ma di chi è la politica? Facile rispondere che la politica è di chi ha i soldi per farla. E allora lasciamola perdere. Noi non ne abbiamo abbastanza. La politica è di chi la sa fare? E allora dobbiamo ammettere che non siamo più bravi come una volta a farla. Ma se la politica è di chi ha idee e principi solidi e li sa comunicare forse la Sinistra ancora un ruolo da giocare. Le idee ce le abbiamo, i principi pure, dobbiamo imparare a comunicarli.<br />
E’ vero, la sinistra è stata cieca di fronte ai nodi cruciali della modernità  e dobbiamo ammettere che non ha saputo fare dell&#8217;analisi e del contrasto alle grandi emergenze globali &#8211; e alla differenti forme di insicurezza che generavano &#8211; la leva di una nuova politica e di un nuovo consenso. Appare ancora incredibile che in un momento di crisi profonda del capitalismo sregolato che si è imposto negli ultimi anni, noi che avevamo da tempo denunciato gli effetti perversi della globalizzazione, la catastrofe ecologica e demografica, il fondamentalismo religioso, il fattore etnico in politica, l&#8217;immigrazione di massa, la finanziarizzazione dell’economia e la rivoluzione digitale, ci troviamo impreparati a offrire un ripensamento profondo di quel modello.<span id="more-1095"></span> E dire che da sinistra sono stati prima elaborati concetti come, identità e territorio, rischio e incertezza, comunità e moltitudine. Concetti chiave per capire l’evoluzione di una società globale consumo-centrica e mediatica. L’errore è stato non riconoscere il valore di quegli strumenti concettuali che pensatori come Richard Sennet, Ulrich Bech, Slavoji Siszek, ma anche i nostrani Bonomi, Berardi, Simone, Ilardi, Virno, Formenti, ci offrivano e ora sembriamo non essere attrezzati a pensare la contemporaneità. Poiché uno dei nostri problemi è proprio l&#8217;incapacità di sintonizzarci col nuovo dovremmo adeguare la nostra analisi della società e delle neoclassi.<br />
Ma non è solo per questo che la sinistra è in difficoltà. La neodestra politica è giovane e trendy. Noi siamo vecchi e rancorosi, “penitenziali”. Stare a sinistra significa troppo spesso essere consapevoli e politicamente corretti, fare sacrifici e rinunce, essere incapaci di abitare i luoghi della socialità anche virtuale. Per molti significa ancora (!) farsi perdonare gli errori del passato. Intanto non siamo capaci di affrontare il mostro, il Leviatano, la neodestra dal volto sorridente.<br />
Per riaffermare il ruolo e il posto che compete a un pensiero di sinistra, che ancora oggi vuol dire libertà, emancipazione, diritti,  bisognerebbe ripartire dalla quotidianità e concentrarsi sui problemi concreti delle persone e coniugarli con gli ideali di democrazia che la sinistra ha sempre rappresentato  chiarendo che questi ideali hanno un rapporto diretto con la vita concreta. Come se non bastasse, l&#8217;incompetenza di politici e amministratori ci ha obbligato a occuparci di gestione dell’esistente senza avere una visione, un’idea di società adeguata alle sfide dei tempi. Ci siamo attardati sulla difesa e l’affermazione di contenuti palesemente minoritari e abbiamo perso di vista il grande tema: la precarietà dell’esistenza che ha sconvolto la vita di milioni di persone. Una malintesa tradizione del collettivo ci ha impedito di valorizzare l&#8217;individuo, gli individui; la dipendenza dalle burocrazie clientelari di valorizzare il merito, i privilegi piccolo borghesi di capire chi stava peggio, i personalismi di sfruttare la forza dell’unità.<br />
Come si ribalta questa situazione? Con un pensiero nuovo. Vygotskij diceva che quando il concetto è pronto anche il linguaggio è pronto. Per elaborare nuovi concetti dobbiamo re imparare a comunicare. Con una precisazione: la comunicazione non è informazione né propaganda, ma costruzione collettiva di significati. La comunicazione, che è marketing, spettacolo, pubblicità, comparto industriale e merceologico, “mercato”, è  il modo prevalente della produzione di ricchezza nelle società ricche e per questo riguarda il lavoro, i diritti, il desiderio, l&#8217;immaginario, i valori, la scelta e l&#8217;autonomia delle persone.<br />
Riflettere sull’importanza della comunicazione quindi non è solo parlare di tv e di consigli di amministrazione. Significa parlare di accesso alla cultura, al sapere alle professioni, significa parlare di mercato del lavoro e di precariato, delle nuove forme della cittadinanza e della relazione sociale. Perciò parlare di comunicazione significa parlare di copyleft, di infrastrutture della conoscenza, di software libero, di brevetti, di privacy, di formazione e ricerca, significa parlare di welfare della creatività.<br />
Investire sulla comunicazione dovrebbe essere una nuova parola d’ordine: dotarsi degli strumenti di comunicazione necessari, senza costruire cattedrali nel deserto, ma portando il proprio messaggio nei luoghi già abitati, adeguandolo alle forme e agli stili della comunicazione contemporanea, secondo una strategia di comunicazione multicanale, scientifica, da Internet alla Tv e ritorno. Significa immaginare, con un pizzico di professionalità, strumenti aperti, orizzontali, attraverso cui ognuno si possa esprimere, dare un contributo, sentirsi parte di qualcosa di più grande.<br />
Investire sulla comunicazione significa sviluppare una rinnovata attenzione ai comunicatori, il cui lavoro fondamentale di intermediari, in un mondo dove se non comunichi non esisti, è un lavoro caratterizzato da velocità e precarietà, e rappresenta la cifra paradigmatica dello sfruttamento del lavoro cognitivo tout court della società della conoscenza. Già solo questa rinnovata attenzione al mondo della comunicazione potrebbe essere uno dei rimedi alla disaffezione di chi potrebbe efficacemente veicolare le nostre idee ma non si sente né ascoltato né rappresentato a sinistra.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Beni comuni digitali: dati pubblici e user generated contents nella rete delle reti</title>
		<link>http://www.dicorinto.it/politica/net_left/beni-comuni-digitali-dati-pubblici-e-user-generated-contents-nella-rete-delle-reti</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 10:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Net Left]]></category>

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		<description><![CDATA[Net Left presenta:
Innovazione dei media e dei contenuti: politiche, diritti, lavoro, partecipazione e reciprocità
Ciclo di seminari alla Fondazione Basso – in via della Dogana Vecchia 5, Roma

29 Marzo ore 17
Beni comuni digitali: dati pubblici e user generated contents nella rete delle reti


Intervengono
Pietro Folena (Pres. Comm. Cultura Camera Deputati)
Oriana Persico (Free hardware foundation)
Ermanno Pandoli (Frontiere Digitali)
Marco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Net Left presenta:<br />
Innovazione dei media e dei contenuti: politiche, diritti, lavoro, partecipazione e reciprocità</p>
<p>Ciclo di seminari alla Fondazione Basso – in via della Dogana Vecchia 5, Roma<br />
<strong><br />
29 Marzo ore 17<br />
Beni comuni digitali: dati pubblici e user generated contents nella rete delle reti</strong></p>
<p><img align="center" src="http://net-left.org/blog/wp-content/uploads/2007/03/commons.jpg" /><br />
<span id="more-372"></span></p>
<p>Intervengono</p>
<p><strong>Pietro Folena</strong> (Pres. Comm. Cultura Camera Deputati)</p>
<p><strong>Oriana Persico</strong> (Free hardware foundation)</p>
<p><strong>Ermanno Pandoli </strong>(Frontiere Digitali)</p>
<p><strong>Marco Calvo</strong> (Liber Liber)</p>
<p><strong>Maurizio Zammataro</strong> (Net.Left)</p>
<p><strong>Giulio De Petra</strong> (Regione Sardegna)</p>
<p><strong>Paolo Subioli</strong> (Sole24ore-Enti Locali)</p>
<p>Introduce: <strong>Arturo Di Corinto</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dicorinto.it/politica/net_left/beni-comuni-digitali-dati-pubblici-e-user-generated-contents-nella-rete-delle-reti/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
	</channel>
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