La Rivoluzione è grafica
di Arturo Di Corinto
Per L’Espresso del 23 dicembre 2009
L’uso della grafica per scopi apertamente politici – nelle fanzine, nei graffiti, nella poster art- è una pratica tipica delle controculture metropolitane ed ha profondamente influenzato gli stili della comunicazione politica e pubblicitaria.
Manifestazione di ribellismo, strumento di propaganda o pratica identitaria di gruppi e movimenti grassroots, la grafica politica vive soprattutto nelle strade e spesso si sovrappone e si identifica con la street art. Oggi però, i personal media, l’ubiquità di Internet, la digitalizzazione dei contenuti, la gratuità di piattaforme di open publishing offrono una seconda vita alla grafica politica e alla stessa arte di strada. In rete proliferano community di writers come WoosterCollective.com, artisti che caricano le foto delle proprie opere su Flickr o altri siti specializzati e dopo li rimuovono dai muri dove le hanno disegnate, mentre altri, come i newyorchesi di Just Seeds, le vendono online per finanziare iniziative sociali. Gli artivisti, artisti e attivisti, usano la rete per organizzare eventi come AHAcktitude ‘09 e “Graphic Roots of Revolution”, quest’ultimo alla presenza di giganti come Emory Douglas, l’autore del logo delle Black Panther, l’anarco-pacifista Gee Vaucher, il blasfemo collagista Winston Smith, o l’autore dell’arcinota icona di Obama-Hope, Shepard Fairey. http://loveanddissent.com
Reazione spontanea al progressivo ridursi dello spazio pubblico e voglia di esprimersi di giovani ribelli, di artisti consapevoli oppure no, influenzati dall’arte del remix che diede origine all’hip-hop, nipoti dalla pratica punk del Do It Yourself, nonostante leggi severe e repressione, la grafica politica è un modo per superare barriere geografiche, etniche, comunicative, per arrivare al cuore della gente. “I graffiti sono stati usati per dar vita a rivoluzioni, fermare le guerre e dare voce alle persone a cui in genere non si dà ascolto”, dice Banksy, street artist considerato dalla rivista Esquire il nuovo Andy Warhol. Usata per comunicare adesione ideale e conflitto, strumento di espressione di movimenti politici e culture underground, negli ultimi anni la street art politica ha generato un acceso confronto tra gli esperti: arte, comunicazione o vandalismo? Secondo Carol Wells, direttrice del Centro per lo Studio della Grafica Politica di Los Angeles, “Tutta l’arte è politica, ma non tutta l’arte è un manifesto politico”, questo accade solo quando l’arte potenzia e diffonde idee di cambiamento sociale. www.politicalgraphics.org
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28 dicembre 2009
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Ma l’Italia digitale esiste già
di Arturo di Corinto
per L’Espresso del 23 dicembre 2009
In Italia esiste una variegata galassia di fondazioni, associazioni e gruppi d’interesse che ogni giorno promuovono la Rete. Volontari che si dedicano a una vasta gamma di attività che vanno dalla promozione di Wikipedia alla scrittura collettiva e aperta di software, i Linux User Group, o svolgono attività di lobbying nei confronti di governi e parlamenti come fanno, ad esempio, Scambio Etico ed Agorà Digitale.
Gli avvocati dell’associazione Liberius offrono gratuito patrocinio legale su controversie legate al copyright, il gruppo Liber Liber digitalizza libri antichi e per non vedenti, mentre Binario Etico ricicla pc usati. Poi ci sono quelli che realizzano progetti specifici per favorire i diritti digitali dei cittadini. L’Associazione per il Software Libero, ad esempio, esegue il monitoraggio dell’attività dei parlamentari sugli impegni assunti in campagna elettorale a favore del software libero, Open Polis ha creato una comunità intorno al progetto Open Parlamento, una piattaforma per il monitoraggio della politica parlamentare volta a rendere più trasparente e partecipata l’attività delle Camere, e grazie al quale è possibile sapere come e con chi vota il proprio candidato di riferimento.
Una novità è costituita dal network di Frontiere Digitali, la federazione di circa 60 associazioni per i diritti digitali che ha elaborato un proprio protocollo di mobilitazione a difesa della libertà della Rete di fronte alle pretese dei governi di controllarla. Anche loro hanno aderito al sit-in di mercoledì 23 in piazza del Popolo a Roma per protestare contro il nuovo tentativo di criminalizzare Internet: un evento promosso dall’Istituto per le politiche dell’innovazione, un progetto creato dall’avvocato Guido Scorza che ha recentemente offerto patrocinio legale gratuito a tutti gli iscritti ai gruppi Facebook che hanno misteriosamente cambiato nome dopo il caso Tartaglia, assumendo connotati a favore di Berlusconi.
www.frontieredigitali.it
(22 dicembre 2009)
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23 dicembre 2009
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Libera Rete in libero Stato
Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono. Internet è la libertà: il luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.
Noi non accettiamo che il governo metta le mani su Internet.
Non lo accettiamo perché gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia devono essere allargati, non ristretti.
Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.
Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti.
Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte.
Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano.
Libera Rete in libero Stato.
Mercoledì 23 dicembre
dalle 17:00 ale 19:00
sit-in piazza del Popolo, Roma
Lato Pincio
«Sono sempre stato uno strenuo sostenitore di Internet e dell’assoluta mancanza di censura».
(Barack Obama, discorso agli universitari cinesi, Shanghai, 16 novembre 2009)
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21 dicembre 2009
Categorie: Diritti digitali
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Creatività, Cooperazione, Condivisione
Punto Informatico – Commenti
di Arturo Di Corinto
venerdì 18 dicembre 2009
Buoni recinti fanno buoni vicini, ma se si tolgono i recinti tutti avranno un parco. Da Frontiere Digitali, un invito alla riflessione e alla partecipazione
Creatività: negli ultimi anni il copyright ha smesso di essere un argomento per avvocati ed è diventato un tema di grande importanza per chiunque sia coinvolto nella produzione e fruizione di cultura. E nei prossimi anni avrà un ruolo fondamentale rispetto al modo stesso in cui penseremo la creatività: sia in termini di proprietà che di collaborazione. Nonostante il mash-up, il cut-up, il plagiarismo, il remix, siano elementi centrali dell’innovazione digitale, governi ed imprese non trovano di meglio che perseguire tali pratiche. Eppure, come spiega Matt Mason nel suo libro, tradotto in italiano con “Punk Capitalism, come e perché la pirateria crea innovazione” (Feltrinelli), dovrebbero sapere che da sistemi chiusi non germogliano né nuove idee né nuovi prodotti. Continua »
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18 dicembre 2009
Categorie: Punto-Informatico
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Comunità dai rifiuti
Arturo Di Corinto
per Il Sole 24 Ore-Nova
17 dicembre 2009
Un progetto open di centri multimediali nati dalla spazzatura tecnologica
Secondo un rapporto del Governo, ogni cittadino italiano produce 14 kg di rifiuti elettrici ed elettronici all’anno per un totale di 850 mila tonnellate complessive.
Secondo l’Apat solo 1 kg di questi viene smaltito regolarmente. Dove vanno a finire gli altri 13 chili? Quando “va bene” nelle discariche, ma più spesso vengono smaltiti illegalmente contribuendo ad avvelenare l’aria, i campi e le fonti idriche.
Le stime dell’ONU sono di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti globalmente ogni anno, che comprendono più del 5% di tutti i rifiuti solidi urbani generati nel mondo. Eppure il recupero dei materiali preziosi di cui è fatta la nostra spazzatura hi-tech, come quella informatica e dei cellulari, non solo potrebbe produrre ricchezza ma contribuirebbe a pacificare alcune zone del pianeta, come nel Congo, dove spesso i conflitti tribali dipendono dal controllo delle fonti di approvigionamento di materiali come il coltan, la tantalite o la cassiterite che vengono scavati a mani nude dai bambini che si inerpicano per i bui cunicoli delle miniere illegali.
Ripetute denunce di Greenpeace documentano che i paesi ricchi smaltiscono i loro rifiuti elettrici ed elettronici in paesi dove le leggi sullo smaltimento sono meno severe e i pericoli per i lavoratori che li trattano maggiori. E’ il caso della povera provincia del Guangdong in Cina dove si stima che 150 mila lavoratori impiegati nel settore portino un’incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari assolutamente superiore alla media per effetto del contatto con i famigerati WEE “Waste Electrical and Electronic Equipement”. Continua »
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17 dicembre 2009
Categorie: ilsole24ore
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Free Hardware Foundation
Free Hardware Foundation
Comunicato Stampa
16 Dicembre 2009
For Immediate Release
“Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non limitata la libertà di parola, di critica e di satira.”
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato l’ennesimo giro di vite sull’informazione via Internet. Noi non siamo d’accordo. Non si può osannare la rete quando viene usata dagli studenti iraniani e poi pretendere di zittirla quando viene usata per criticare il governo italiano.
Facciamo notare che alcuni comportamenti in rete, seppure non sempre condivisibili, rimandano all’esercizio del diritto di critica, di satira e alla libertà di espressione.
Quanto accaduto in alcuni social network nei giorni scorsi in relazione alla riprovevole aggressione subita dal presidente del Consiglio, seppure di cattivo gusto, si configura più come un comportamento ludico e sarcastico che come istigazione alla violenza. La violenza, quella vera, è quando chi ne ha i mezzi pretende di limitare le libertà altrui. Continua »
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16 dicembre 2009
Categorie: Free Hardware Foundation
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Graphic Roots of Revolution
11 dicembre 2009 – 20 gennaio 2010
The House of Love&Dissent
via Leonina 85 – Roma
“Tutta l’arte è politica, ma non tutta l’arte è un manifesto politico”.
L’uso della grafica per scopi apertamente politici – nei cartoni, nei graffiti, nella poster art – è una pratica che si ritrova in tutte le culture. Usata per comunicare adesione ideale e conflitto, strumento di espressione di movimenti politici e culture underground, negli ultimi anni la grafica politica ha generato un acceso dibattito tra esperti e appassionati. Manifestazione di ribellismo o pratica identitaria, la grafica politica vive soprattutto nelle strade come reazione spontanea al progressivo ridursi dello spazio pubblico e alla voglia di esprimersi di giovani ribelli, artisti consapevoli oppure no, influenzati e sedotti dall’arte del remix che diede origine all’hip-hop. Nonostante leggi severe e repressione la street art politica è per artisti e attivisti un modo per superare barriere geografiche, etniche, comunicative, e arrivare al cuore della gente. Continua »
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4 dicembre 2009
Categorie: Incontri
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Buon Compleanno, Internet!
per Peace Reporter di Dicembre
Arturo Di Corinto
Internet ha compiuto quarant’anni. E oggi rappresenta la più grande agorà pubblica della storia dell’umanità. Tuttavia la sua storia è ancora poco conosciuta e sono in troppi a credere, sbagliando, che fu progettata per essere un’arma. Perciò eccovi la sua storia.
Quarant’anni fa, Il 29 ottobre del 1969 veniva effettuata la prima connessione fra due computer remoti, uno all’Università della California, Los Angeles, l’altro all’Università di Stanford a Palo Alto. Due erano le grandi novità di questa rete, il packet switching, l’idea di spezzettare le informazioni che viaggiano in rete come fossero i vagoni di un trenino che ad ogni ostacolo trovano da soli la strada per aggirarlo e ricongiungersi a destinazione, l’altra, l’uso degli Imp, computer intermedi per instradare questi pacchetti-vagoncini. Il risultato fu che una rete così pensata era indifferente a interruzioni di percorso dovute al malfunzionamento di uno dei suoi nodi. Continua »
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3 dicembre 2009
Categorie: Peace Reporter
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Contenuti aperti, beni comuni
a cura di: Giulio Concas, Giulio De Petra, Giovanni Battista Gallus, Giaime Ginesu, Michele Marchesi, Flavia Marzano
Editore: McGraw-Hill
ISBN: 978 88 386 6552-3
Prezzo: 22,00 euro
Pagine: 280
Presentazione del volume
Dalla produzione del software aperto e libero alla produzione di contenuti aperti e liberi l’evoluzione non è lineare. Si passa da una dimensione a un’altra. Quando si parla di software si ragiona di informatica tra informatici. Quando si parla di contenuti si parla anche con musicisti, fotografi, scrittori, cartografi, editori. Quando si parla di software si ragiona di affidabilità, qualità,metodi, strumenti.Quando si parla di contenuti si parla anche di diritto d’autore, di accesso, di distribuzione, di conservazione, di produzione sociale.
In questo volume assistiamo allo spostamento dell’attenzione verso i diritti degli utilizzatori delle informazioni, e in particolare delle informazioni pubbliche, e dei diritti delle stesse amministrazioni pubbliche che vogliano rendere disponibile a tutti il patrimonio informativo del territorio che amministrano.
L’amministrazione pubblica può essere parte attiva nella ricerca di opere d’arte custodite nei musei e nelle chiese e nel promuoverne la rappresentazione digitale, spesso con modalità tecnologicamente evolute. Ma non solo. Invogliata dalle potenzialità del mezzo digitale può raccogliere testi, filmati, musica, fotografie che descrivono l’identità e la ricchezza culturale del territorio. Sia per chi utilizza quei contenuti per studiare e per conoscere,ma anche per quelli – e sono molti – che con quei contenuti lavorano nei settori più diversi, dal turismo, alla pubblicità, all’intrattenimento.
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Arturo Di Corinto, il
2 dicembre 2009
Categorie: Libri
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Mille ore per il lavoro
Giovedì 3 dicembre 2009
Non stop di oltre 100 testate radiofoniche per dare voce ai lavoratori colpiti dalla crisi
Diretta on air on line dalle 20 alle 22 dalla sala Alpheus di Roma
A come Alcoa, Alitalia, Agile… Il vocabolario della crisi cresce di giorno in giorno e tende all’infinito. Per dare voce ai lavoratori alle prese con il dramma della perdita del posto di lavoro, con le sue ricadute sui lavoratori, le loro famiglie, i loro redditi, RadioArticolo1 e Radio Città Futura hanno dato vita per giovedì 3 dicembre ad una non stop che coinvolgerà nell’arco della giornata oltre un centinaio di testate radiofoniche tra emittenti locali, circuiti della radio universitarie e web radio di matrice sindacale. Continua »
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Arturo Di Corinto, il
1 dicembre 2009
Categorie: Politica, segnalazioni
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