
Liberius alla Sapienza: “Gruppo di Ricerca su Diritto d’autore, nuove tecnologie e usi sociali dei media digitali”
Trovare un equilibrio fra la tutela del diritto d’autore e l’accesso pubblico alla conoscenza socialmente prodotta è un’esigenza molto sentita.
In Italia, il 25 ottobre presso il MIBAC si è insediata la commissione per la riforma del diritto d’autore e dei diritti connessi, guidata dal professore Alberto Maria Gambino per ripensare complessivamente il rapporto fra le tutele previste dall’ordinamento giuridico italiano e l’evoluzione tecnologica e dei costumi circa l’utilizzo, la creazione, la diffusione e la commercializzazione delle opere d’ingegno.
A livello internazionale si moltiplicano invece le proposte per trovare un punto d’equilibrio fra l’anarchia e il controllo che caratterizzano le diverse pratiche nella gestione del diritto d’autore, fra queste le licenze flessibili Creative Commons elaborate dal prof. Lawrence Lessig, ma altre interessanti proposte provengono dall’iniziativa internazionale sull’open access cui hanno aderito 77 università italiane e quella degli open archives. Mentre si moltiplicano i gruppi d’interesse che si occupano di diritto d’autore a livello nazionale, come l’assocazione dei bibliotecari AIB, non mancano le proposte radicali di ripensamento della gestione della cosiddetta proprietà intellettuale a livello mondiale. Un’associazione indiana, IT for Change, è giunta al secondo Internet Governance Forum di Rio de Janeiro con una proposta provocatoria: creare un indirizzo apposito per i contenuti di pubblico dominio.
Dalla riflessione scaturita nell’ambito della Commissione Governativa per la riforma sul diritto d’autore in Italia, alcuni suoi membri (prof. Arturo Di Corinto, Avv. Marco Scialdone, Dott. Lorenzo De Tomasi) hanno ritenuto utile proporre e costituire un gruppo di ricerca presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma per analizzare il tema a livello scientifico coinvolgendo sia gli studenti che i docenti della facoltà.
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Arturo Di Corinto, il
29 novembre 2007
Categorie: Diritti digitali, Innovazione tecnologica, copyright, privacy
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RAIUTILE –ECONOMIA in diretta martedì 27 NOVEMBRE E 2007 dalle 13.00 alle 14.00 a Raiutile
Canale del digitale terrestre o 816 satellite) presenta: Le regole di internet.
Il punto della situazione dopo l’Internet Governance Forum di Rio: verso la democrazia digitale. L’ importanza di una carta dei diritti della rete per tutelare la libertà di espressione, garantire l’accesso, per regolare la protezione dei dati personali e diritti “del più grande spazio pubblico che l’umanità abbia mai conosciuto”.
Una costituzione per internet. Lotta al digital divide e alle barriere che impediscono l’accesso alla tecnologie nel mondo. Libertà di espressione e misure per contrastare i crimini informatici. A pochi giorni dall’Internet Governance Forum di Rio de Janeiro promosso dalle Nazioni Unite parlano a Raiutile alcuni rappresentanti della delegazione italiana per fare il punto della situazione sulla Bill of Rights, la carta dei diritti e dei doveri del web che il nostro paese ha presentato al Forum che sarà l’argomento centrale del prossimo summit che si terrà Nuova Dehli.
Nella diretta di martedì 27 novembre dalle 13.00 alle 14.00 su Raiutile-Economia interverranno il Prof. Stefano Rodotà già presidente dei garanti europei per la privacy e professore di diritto alla Sapienza di Roma, Caterina Cittadino Direttore Generale del Cnipa, Fiorello Cortiana delegato italiano all’Internet Governance Forum, Marco Trumpy, Rappresentante del Governo Italiano nel Governmental Advisory Committee di ICANN, Arturo di Corinto, docente di comunicazione mediata dal Computer all’Università “La Sapienza” di Roma. Conduce Daniele Sparisci
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Arturo Di Corinto, il
26 novembre 2007
Categorie: Diritti digitali, Internet Governance
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Costituzione universale
Arturo Di Corinto – da Rio de Janeiro
Il Sole 24 ore – Nova del 22/11/2007
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Guarda le foto del workshop e della firma del Bill of Rights
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Recita così l’articolo 19 della dichiarazione dei diritti umani, eppure ancora molta strada resta da fare per la sua piena attualizzazione. Il digital divide, la censura online, l’arresto di reporter indipendenti, gli attacchi alle infrastutture di comunicazione di paesi sovrani, le ripetute violazioni della privacy dei consumatori, la colpevole disponibilità di aziende famose nell’applicare filtri tecnologici ai contenuti prodotti dagli utenti, rendono questi diritti inesigibili nell’era della comunicazione globale in molti paesi, anche in quelli democratici. E’ questo il motivo per cui nell’ambito del World Summit of Information Society di Tunisi 2005 una serie di personalità italiane del mondo della cultura vollero dare vita con la dichiarazione Tunisi Mon Amour a un dibattito a tutto campo sulle libertà attuali e future di Internet facendone un tema di discussione per l’Internet Governance Forum di Atene 2006 e poi di Rio de Janeiro 2007. Continua »
La democrazia del clic
Arturo Di Corinto – da Rio de Janeiro
Il Sole 24 ore – Nova del 22/11/2007
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Guarda le foto del Forum di Rio
Internet è una risorsa scarsa. Cinque miliardi di persone non l’hanno mai usata. Molti paesi africani ed equatoriali non dispongono di telefoni e neanche dell’elettricità. Nei paesi in via di sviluppo le infrastrutture di rete sono insufficienti e obsolete perchè la loro posa non è profittevole per le compagnie di telecomunicazioni. La banda larga è un affare di pochi paesi iperconnessi, Usa e Corea in testa, e per tutti gli altri cominciano a scarseggiare i nomi di dominio, cioè gli indirizzi Internet grazie ai quali è possibile accedere a blog personali, siti accademici e commerciali. Non solo, mentre si moltiplicano gli attacchi ai suoi nodi di scambio, attraverso Internet si consumano crimini vecchi e nuovi: contraffazione di marchi e distribuzione illegale di opere creative, assalti informatici, abusi sui minori, censura dell’informazione. E tuttavia poiché “la rete” è diventata un’infrastruttura abilitante a forme di partecipazione democratica e modelli d’impresa prima impensati nessuno vorrebbe rinunciarvi. Ma allora è possibile assicurare un futuro di pace e di progresso senza garantire uno sviluppo sostenibile di Internet? La risposta è no. Continua »
CENTRO DI ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI DI PRATO AUDITORIUM
23 – 24 NOVEMBRE 2007
NEW MEDIA ART EDUCATION
a cura di
Marco Bazzini – direttore artistico Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato Tommaso Tozzi – coordinatore della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte – Accademia di Belle Arti di Carrara Alessandro Ludovico – Accademia di Belle Arti di Carrara
Convegno organizzato dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Carrara UCAN – Centro di Ricerca e Documentazione sull’Arte e le Culture delle Reti
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Arturo Di Corinto, il
21 novembre 2007
Categorie: Diritti digitali, Innovazione tecnologica, segnalazioni
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Arturo Di Corinto, corrispondente per Il Sole 24 ore
(Nota: se vuoi puoi leggere l’intero reportage su Nova-Ilsole24ore.com di giovedì 22 novembre)
Internet è una risorsa scarsa. Cinque miliardi di persone non l’hanno mai usata. Molti paesi africani ed equatoriali non dispongono di telefoni e neanche dell’elettricità. Nei paesi in via di sviluppo le infrastrutture di rete sono insufficienti e obsolete perchè la loro posa non è profittevole per le compagnie di telecomunicazioni. La banda larga è un affare di pochi paesi iperconnessi, Usa e Islanda in testa, e per tutti gli altri cominciano a scarseggiare i nomi di dominio, cioè gli indirizzi Internet grazie ai quali è possibile accedere a blog e siti governativi e commerciali. Non solo, mentre si moltiplicano gli attacchi ai suoi nodi di scambio, attraverso Internet si consumano crimini vecchi e nuovi: contraffazione e distribuzione abusiva di opere creative, assalti informatici, abusi sui minori, censura dell’informazione. D’altra parte la rete è diventata un’infrastruttura abilitante a forme di partecipazione democratica e modelli d’impresa prima impensati e nessuno vorrebbe rinunciarvi. Ma allora è possibile assicurare un futuro di pace e di progresso senza garantire uno sviluppo sostenibile di Internet? No.
Perciò, su mandato delle Nazioni Unite si sono dati convegno all’Internet Governance di Rio de Janeiro 1300 rappresentanti di 109 paesi per ripensarne regole e funzionamento. Con l’obiettivo di ampliarne l’utilizzo, la sicurezza e la stabilità. Discutere dello sviluppo futuro della rete significa discutere sia le questioni relative alla sua funzionalità ed efficienza – le regole tecniche, i software, i protocolli, gli standard, la gestione dei root server – che i suoi effetti sociali. Infatti senza una infrastruttura di base funzionante non è neppure possibile parlare di accesso, sicurezza, apertura e diversità nell’utilizzo della rete, le caratteristiche che ne hanno fatto un mezzo di comunicazione globale.
Essendo uno strumento globale, potenzialmente utilizzabile da chiunque e da ogni dove, che funziona grazie al concorso di diverse realtà che condividono pratiche ed azioni per mantenerla efficiente, anche le regole della sua evoluzione devono essere condivise e aggiornate per i nuovi usi e i nuovi attori che sulla rete si affacciano per fare impresa e società, cultura e governo.
Ed è proprio questo lo spirito con cui se ne è discusso a Rio: il multistakeholderism. Un neologismo che indica la partecipazione multilaterale e paritaria di coloro che condividono uno stesso interesse. Continua »
Open Spaces, Open Sources: The World Social Forum and International Communication Rights in a Digital World

Paper presented at the conference on changing politics through digital networks: the role of ICTs in the formation of new social and political actors and actions. October 2007
University of Florence, Florence, Italy
scarica il paper
Peter J. Smith
Athabasca University
jays@athabascau.ca
Elizabeth Smythe
Concordia University College of Alberta
elizabeth.smythe@concordia.ab.ca
15 November 2007
RIO DE JANEIRO: The Internet Corporation for Assigned Names and Numbers today commended the second meeting of the Internet Governance Forum (IGF) in Rio de Janeiro.
“Just as was envisioned, the IGF has brought together the Internet community — including ICANN — to meet and discuss the most pressing Internet issues we face together,” said Dr Paul Twomey, ICANN’s President and CEO. “ICANN has had a large number of discussions with a wide range of people at the IGF, and have built new bridges and strengthened existing relationships.”
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Strasbourg/Rio de Janeiro, 14.11.2007 – The Council of Europe today launches a game aimed at teaching children how to stay safe on the Internet.
The Wild Web Woods game has been developed to help children learn the rules of Internet safety in a fun format, using familiar fairy tales to guide children through a maze of potential danger to the fabulous “E-city”.
The game, mainly for children between 7 and 10, will be hosted on the Council of Europe Internet site, initially in English, and with 12 other European language versions to follow. Continua »
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Arturo Di Corinto, il
14 novembre 2007
Categorie: Diritti digitali, Internet Governance
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