
Come promesso, i video integrali della lezione magistrale che Richard Stallman e Bruce Perens hanno tenuto alla Sapienza di Roma durante l’evento “La Repubblica del Software”, sono stati tradotti in ogg/theora e resi disponibili tramite Bittorent sui server di Ydea all’indirizzo http://80.79.62.58/stallman_perens.torrent.
Il pinguino sbarca alla Camera garantendo un risparmio di circa 600 mila euro all’anno.
Arturo di Corinto
Il sole 24 ore, Nova, pag. 2 del 19 luglio 2007
A quasi un mese di distanza dal colloquio che i padri fondati del free software e dell’open source, Richard Stallman e Bruce Perens, hanno avuto con il presidente Fausto Bertinotti, la Camera dei Deputati ha deciso di migrare postazioni, servizi e applicazioni da Windows a Linux.
In applicazione di un ordine del giorno sul bilancio dell’onorevole Folena e altri, l’11 luglio scorso è stato presentato dai deputati questori Albonetti (DS), Colucci (FI) e Galante (Pdci), il piano per il passaggio dell’infrastruttura informatica della Camera da Microsoft a Novell.
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Arturo Di Corinto, il
19 luglio 2007
Categorie: Free software, Innovazione tecnologica, Open source, ilsole24ore
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Sensibilità ed equilibrio necessari per conciliare i diritti contrapposti di riservatezza, sicurezza e cronaca
Arturo di Corinto
Il sole 24 ore, Nova, pag. 6 del 19 luglio 2007
«Chi è pronto a rinunciare alle proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza». Lo diceva Benjamin Franklin e lo ha ripetuto il presidente dell’Autorità Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, che nella sua relazione annuale ha denunciato come alla crescente collaborazione fra sistemi di sicurezza dopo l’11 settembre 2001 non è corrisposta un’accresciuta attenzione verso i diritti dei cittadini.
Il fatto è che nell’era digitale le persone possono esercitare con pienezza diritti fondamentali come quelli di comunicazione, di associazione, di cooperazione, di manifestazione del pensiero e di libera circolazione solo attraverso la protezione delle informazioni che li riguardano. Eppure ancora oggi in Italia, a dieci anni dall’istituzione del Garante per la protezione dei dati personali, il diritto alla privacy è sempre più spesso messo in pericolo dall’abuso di strumenti di sorveglianza, intercettazioni, invasive tecnologie biometriche e di protezione dei diritti intellettuali e dall’ideologica contrapposizione fra privacy e sicurezza.
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Gli strumenti elettronici diventano sempre più sofisticati e la frontiera del controllo si sposta in avanti. Ovunque lasciamo tracce, in Internet o al cellulare. Per non parlare di robot e nanotecnologie che individuano le persone dal calore emesso
Liberazione, pag. 3 del 18 luglio 2007
Arturo Di Corinto
L’avvocato Steve Warren era preoccupato del fatto che la moglie salottiera comparisse quasi ogni giorno sulle pagine della gazzetta locale. Come lui, un altro avvocato, Louis Brandeis, era preoccupato della circolazione incontrollata e senza restrizioni di quella nuova impronta del vivere quotidiano rappresentata dalla fotografia, e per questo decisero di intervenire come gli avvocati sanno fare, con un articolo destinato a fare la storia: “Privacy. Il diritto ad essere lasciati in pace”. Era il 1890.
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Arturo Di Corinto, il
18 luglio 2007
Categorie: Diritti digitali, Liberazione, privacy
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Liberazione, pag. 5, del 13 luglio 2007
Arturo Di Corinto
«In Italia la protezione dei dati personali è diventata un’emergenza, al pari di quella ambientale, energetica, infrastrutturale». E’ questo uno dei passaggi centrali della relazione annuale che il garante per la protezione dei dati personali, presidente Francesco Pizzetti, ha consegnato ieri mattina al folto uditorio della sala Zuccari al Senato. In particolare la relazione ha sottolineato come la smaterializzazione dell’esperienza portata dalle tecnologie digitali e di rete debba produrre una nuova cultura dell’innovazione, affinché «nessuno diventi strumento cieco di chi organizza e gestisce le nuove tecnologie».
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Arturo Di Corinto, il
13 luglio 2007
Categorie: Diritti digitali, Liberazione, privacy
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CNIPA – InnovAzione
InnovAzione è diventa una “webzine”, cioè una rivista on line e da canale di comunicazione monodirezionale, quale è stato sino ad oggi, si trasforma in strumento di informazione e partecipazione, attraverso il quale gli amministratori pubblici potranno informarsi e, al contempo, affermare la propria opinione, dialogare, proporre. Discutere, se necessario.
Poi perché, grazie al web, avremo la possibilità di offrire ai lettori, in ogni circostanza, tutti gli approfondimenti ed i riferimenti del caso. Per non parlare del fatto che l’informazione sarà più tempestiva e che si potranno effettuare ricerche a partire dagli argomenti o dalle parole chiave.
Questa iniziativa, in definitiva, è coerente con l’impegno pluriennale del Cnipa sul fronte della “dematerializzazione” dell’informazione. Sul nuovo sito InnovAzione – raggiungibile all’indirizzo http://innovazione.cnipa.gov.it si parlerà di tutto ciò che può interessare gli amministratori pubblici orientati ad innovare le procedure di lavoro, oltre ai modi per offrire servizi ai cittadini, alle imprese ed alle altre amministrazioni.
Nella stessa ottica, si è scelto anche di allargare il “target”, comprendendo tutti gli “stakeholder” interessati al tema dell’Innovazione Tecnologica nella PA e non solo: università, centri di ricerca, imprenditori, media.
L’obiettivo è quello di stimolare i processi di innovazione, rendendo più facile e rapida la circolazione delle idee e delle iniziative provenienti dal mondo pubblico.
È un parlare di innovazione che non è speculazione, poiché parte dal fare concreto, suggellato anche dalla messa in evidenza del concetto di “azione” nella grafica della testata.
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Arturo Di Corinto, il
10 luglio 2007
Categorie: Innovazione tecnologica, Open source
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Giovedì 12 luglio alle 14,30 presso il Goethe Institut di Roma
via Savoia 15
LAVORO CREATIVO
Arte Diritti Rete
Diritto d’autore, Gnu-Gpl, copyleft, copyright, creative commons, società della conoscenza, condivisione, free… Nella discussione, dialogo e scontro tra differenti visioni sul diritto d’accesso ai contenuti – nell’era della loro riproducibilità digitale – e diritti commerciali si dimentica spesso un elemento fondamentale: il lavoro che c’è dietro quei contenuti. Che si tratti di “estetica” o informatica, di linguaggi artistici o di programmazione qualcuno li produce con il proprio intelletto. E come lo si ripaga quel lavoro? Perché vivere la schizofrenia come tanti Dottor Jekill e Mister Hyde, del “mondo open” collaborativo e poi esser costretti a viver di qualcos’altro? Non parliamo forse di un nuovo stato sociale, un welfare delle comunicazioni e della conoscenza? Perché se parliamo d’innovazione e ricerca scientifica lo Stato – magari solo a parole – ne comprende la strategicità, ma se parliamo di ricerca artistica, si pensa a qualcosa di etereo, “occasionale” e non utilizzabile produttivamente? La scienza e l’arte sono modi di conoscere il mondo. Questo convegno organizzato dal Dipartimento Cultura di Rifondazione, vuol essere un’occasione di dialogo tra modalità differenti d’intendere un sistema che tuteli sia il diritto d’accesso sia chi produce contenuti.
Loredana Fraleone (segreteria prc-S.E. – area della conoscenza); Stefania Brai – (responsabile nazionale dipartimento cultura Prc-S.E.); Carlo Infante (Net Left – libero docente di Performing Media); Arturo Di Corinto (Net Left – Docente Università La Sapienza); Manlio Mallìa (siae); Sapo Matteucci (siae); Alessandro Occhipinti (sindacato scrittori); Emidio Greco (api); Ugo Gregoretti (anac); Gianni Lucini (giornalista e autore); Giordano Sangiorgi (presidente Mei); Danilo Giorgi (Net Left – responsabile nazionale settore editoria Prc-S.E.);
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Arturo Di Corinto, il
9 luglio 2007
Categorie: Diritti digitali
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Arturo Di Corinto, il
4 luglio 2007
Categorie: Diritti digitali, Free software, Open source, Video
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E’ online il sito della Free Hardware Foundation.
Si tratta di un working site, e ci auguriamo, in perenne costruzione, grazie ai contributi di tutti coloro credono nell’importanza della tutela e della promozione dei diritti e delle libertà digitali.
Ciascuno può contribuire in base alle proprie capacità, a ciascuno verrà dato in base ai propri bisogni.
Che cos’è la FHF?
La Free Hardware Foundation fonda le sue radici dall’esperienza triennale maturata presso l’Associazione Linux Club Italia.
Nella sede del Linux Club di Roma, la partecipazione ad incontri, convegni, campagne crea le fondamenta di un rapporto fra i futuri fondatori della F.H.F. Nel dicembre del 2005 nasce la Rete delle Libertà Digitali che usa come strumento collaborativo il wiki frontieredigitali.net.
Fra i partecipanti al wiki, sempre aperto a nuovi collaboratori, cresce la volontà di partecipazione e di condivisione che raggiunge l’apice il 28 marzo del 2006 con l’organizzazione a Roma un convegno molto partecipato presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza. Ma é il pericolo del Trusted che, infine, crea la necessità di unire le forze e di dare alla luce la Free Hardware Foundation, entità riconoscibile soprattutto dalle Istituzioni che abbia quale compito principale la salvaguardia delle Libertà Digitali.
http://fhf.it/
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Arturo Di Corinto, il
4 luglio 2007
Categorie: Diritti digitali, Free software, Open source
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