EDRI: a basic overview of Internet and Internetrelated technologies

http://www.edri.org/files/2012EDRiPapers/how_the_internet_works.pdf

This booklet is intended to provide policy-makers with a basic overview of Internet and Internetrelated technologies.
The aim is to provide a user-friendly reference guide to some of the key technologies that are at the core of the Internet. We hope that this will provide a valuable reference tool, cutting through the jargon and demonstrating the functioning of the open Internet, on which so many civil rights and so much economic activity now rely.

Emergency: Activism or “slacktivism”?


Attivismo 2.0: “friending”, “liking”, “commenting”, “retweeting”. Solo la consapevolezza genera impegno
Arturo Di Corinto
per E-il mensile di Emergency
di Febbraio 2012

All’nizio c’era l’attivismo. Diverso dalla militanza nei partiti e nelle associazioni, l’”activism”, é l’azione diretta dei movimenti di base per denunciare un torto, contestare una scelta politica e dare voce alla protesta sociale su questioni specifiche. Poi è venuto l’hack-tivism, l’attivismo al computer, l’azione diretta in rete con tecniche da hacker, e dopo ancora il media-attivismo, l’uso consapevole e critico di telecamere, televisioni di strada e web-tv autogestite. Oggi va di moda l’attivismo 2.0. Giovani e meno giovani hanno abbracciato i social media (il web 2.0) per promuovere campagne sociali e fare attivismo oltre le forme tradizionali degli scioperi, delle occupazioni, dei boicottaggi, dei cortei e delle petizioni virtuali.
Questa nuova forma di attivismo che si esprime nel “Mi piace” di Facebook, nel commentare un video su Yutube o “retwittare” un post, pretende di contribuire a una singola causa con un piccolo atto pratico, un semplice click, ma spesso si risolve nel suo peggiore estremo, il clicktivism. Puoi twittare una causa e votarla su Facebook senza coinvolgerti in nessuna azione diretta o sentire che sei importante per il suo successo. Quel gesto ripetuto si trasforma allora in “slacktivism”, l’attivismo fannullone che non si interessa di come è andata a finire. Magari un piccolo click ci porta a impegnarci in una cosa successiva, ma la maggior parte delle cause richiede più di un semplice click. Soprattutto, se questi click non producono azione e cambiamento, c’è il rischio di diventare cinici e smettere di crederci. Perciò anche se qualcuno usa i social media come parte della propria strategia di cambiamento non vuol dire che li stia usando strategicamente. Ci sono tanti modi di perdere tempo in campagne che non cambiano niente. E non dipende dal fatto che gli strumenti sono inefficaci, ma perchè vengono usati male. Per essere efficaci quei click vanno collegati alle opportunità quotidiane di reagire off-line alle ingiustizie di cui siamo testimoni ogni giorno. Un solo click non basta.

Intervista Di Corinto Radio Tedesca WDR: Libertà o copyright

Intervista Di corinto Radio Tedesca WDR: Libertà o copyright

L’FBI chiude il portale Megaupload e riparte il dibattito sul grande dilemma che spacca il mondo del web, da giorni in mobilitazione contro due provvedimenti in discussione al Congresso e al Senato Usa.

Milioni di naviganti hanno sottoscritto una petizione, la nota enciclopedia on-line Wikipedia e il motore di ricerca Google hanno scioperato virtualmente, oscurando le loro pagine. L’obiettivo delle proteste le due leggi in discussione negli Stati Uniti Sopa (Stop online piracy act) e Pipa (Protect IP act) contro la libertà di scaricare file video e audio su internet coperti dal diritto d’autore. “Anche in Italia potrebbe entrare in vigore una legge simile”, spiega ai nostri microfoni Guido Scorza, uno dei pochi avvocati italiani esperto in diritto dell’internet. “Queste leggi minacciano la libertà di espressione e di comunicazione, ma la libertà di fruire dei contenuti sul web non va confusa con la pirateria sempre dannosa per tutti”, aggiunge Arturo Di Corinto, esperto della gestione editoriale dei siti internet della Presidenza del Consiglio.

Seminario di studi a Lecce: Comunicazione e menzogna, le foto


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Perché Internet da sola non fa la rivoluzione (Abstract)
Arturo Di Corinto 13 dicembre 2011

Internet da sola non fa la rivoluzione e neppure la democrazia. Purtroppo. O per fortuna. E questo vale anche rispetto al presunto ruolo che la rete avrebbe avuto nelle cosiddette rivolte africane. Nel caso dell’Egitto prima, della Tunisia, della Libia e della Siria dopo, pur avendo dato Internet un nuovo impulso ai movimenti di protesta contro i regimi autoritari di quei paesi, non siamo autorizzati a dire che ne abbia determinato un cambiamento rivoluzionario. I motivi sono essenzialmente due. Il primo è che Internet e i social network usati dai movimenti di protesta non sono intrinsecamente democratici poichè non accessibili a tutti, ma solo alla giovane borghesia istruita e wired, quella che usa i cellulari, gli smartphone, Facebook e Twitter. Il secondo è che Internet e i social media come Youtube sono uno straordinario strumento di comunicazione e mobilitazione, ma non sono ancora maturi per costruire maggioranze basate su meccanismi di voto e progettazione democratica. Il popolo della rete che li abita è talmente diverso e trasversale per credo religioso e convinzioni politiche che non rappresenta una constituency elettorale abbastanza omogenea da produrre un programma definito in grado di andare oltre generiche, per quando importanti, affermazioni di principio, il free speech e l’uguaglianza. Eppure un ruolo la rete ce l’ha e ce l’ha avuto nelle insurrezioni africane. In combinazione con i media tradizionali – giornali e tv indipendenti come Al Jazeera – che ne rimandavano immagini e appuntamenti, unitamente allo sviluppo di una narrazione ideologica e tecnodeterminista tipicamente occidentale che usa Internet come arma geopolitica di soft power. Internet è uno straordinario strumento di consapevolezza e di empowerment democratico grazie all’informazioni che porta, ma necessita di istituzioni forti e leggi ben scritte per dare il suo contributo a una società civile che lavora, protesta e chiede futuro. La strada da fare è molta, e non solo in Africa e Medio Oriente.

Emergency: Wikipedia sì, Wikipedia no. Chi paga la cultura libera online?

Wikipedia sì, Wikipedia no. Chi paga la cultura libera online?
Arturo Di Corinto
per Emergency
di Gennaio 2012

Wikipedia è la più grande enciclopedia online al mondo. È libera e gratuita e per questo oggetto continuo di controversie e critiche, soprattutto da parte dell’establishment culturale tradizionale il cui ruolo è stato terremotato dalla sua diffusione planetaria. Scritta ogni giorno da migliaia di volontari in tutto il mondo dal 15 gennaio 2001, oggi è realizzata in 282 lingue diverse. Due i punti di forza: il software di pubblicazione, un software wiki, da cui il nome, che consente a tutti di creare nuove voci e di editare quelle già pubblicate, e le sue licenze virali – la Gnu Free Documentation License e la Creative Commons – che consentono di fare qualiasi uso del sapere in essa incorporato, a patto di attribuirne la paternità a Wikipedia stessa e di non cambiare la licenza con cui quel sapere è stato reso accessibile.
Considerata la migliore del mondo nel settore scientifico, soprattutto nei settori del copyright, telecomunicazioni e crittografia, Wikipedia è detta superiore alla Enciclopedia Britannica grazie al carattere partecipativo di un sistema di revisione basato su versione successive sempre online dello stesso lemma.
Una delle critiche di cui é oggetto è che continua a chiedere delle donazioni, pur avendo un esercizio finanziario in positivo. Le donazioni, fatte dai capitoli locali della Wikimedia Foundation, accusata di non essere in questo trasparente, sono discusse nell’Assemblea Generale che pubblica il budget e i conti annuali. Perciò la trasparenza è la regola e le donazioni servono a pagare l’hardware, la banda e lo staff tecnico.
La domanda da farsi é un’altra: un “servizio pubblico” come Wikipedia che rende accessibile a tutti e gratuitamente, il tesoro della conoscenza, ha diritto o no a finanziamenti diretti da parte delle istituzioni? C’é crisi, dicono. Ma allora non sarebbe il caso di rivedere i finanziamenti pubblici a enti culturali, quotidiani e fondazioni che sono meno noti, usati e citati di Wikipedia? www.wikipedia.org

Libri: Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa

Virgilio Dastoli, Luigi Ferrajoli, Fausta Guarriello, Rachele Serino
presentano e discutono il libro di Giuseppe Bronzini

Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa
(Edizioni Gruppo Abele, 2011)

Introduce e coordina Giacomo Marramao

Sarà presente l’autore

Lunedì 9 gennaio 2012, ore 17.00
Sala conferenze Fondazione Basso

Fondazione Lelio e Lisli Basso
Via della Dogana Vecchia, 5 – Roma
Tel. 06.6879953 – fax 06.68307516 – www.fondazionebasso.it – basso@fondazionebasso.it

Cosenza: New Welfare per un Sud comune

A Cosenza quattro appuntamenti interamente dedicati al “New Welfare per un Sud comune”.

L’iniziativa è organizzata da tre Associazioni Culturali calabresi (Ciroma, Sud Comune e Sud Alterno) e patrocinata dall’Assessorato al Lavoro della Provincia di Cosenza.

Ogni incontro, con un tema definito, prevede interventi e approfondimenti di ricercatori, professori ed attivisti di movimento di numerose città e università italiane

Il tema centrale sarà la globalizzazione capitalistica che con le sue tendenze e trasformazioni ci ha portato verso la crisi che stiamo vivendo. L’iniziativa non vuole guardare con nostalgia al passato, ma ha l’obiettivo di prepararsi al futuro partendo da un nuovo linguaggio affinché la potenza della rivoluzione sociale possa essere condivisa qui ed ora.

Su www.ciroma.org è possibile seguire il live streaming.
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Lecce: “Comunicazione e menzogna”

REGIONE PUGLIA – UNIVERSITA’ DEL SALENTO – CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE – ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA PUGLIA

“Comunicazione e menzogna”
Seminario di studi
ASPETTANDO PUBLIC CAMP 2012
Lecce, 12-16 dicembre

Location: Officine Cantelmo (viale De Pietro, 12)

Lunedì 12 dicembre 2011
ore 10.00: Saluti delle autorità. Introduzione ai lavori di Stefano Cristante (Università del Salento)
Ore 10.30: Lezione magistrale
Alfredo Reichlin (Fondazione Cespe): “Comunicazione e menzogna”
Ore 13.00: fine sessione mattutina
Ore 15.00: Talk
Lo stato della comunicazione politica in Italia
Antonella Rampino (La Stampa), Francesco Amoretti (Università di Salerno), Fabio De Nardis
(Università del Salento), Gianpietro Mazzoleni (Università di Milano),
Ore 16.30: Riletture
Franco Cassano (Università di Bari) rilegge “La politica come professione” (Max Weber)

Martedì 13 dicembre
Ore 9.30: Rilettura
Vanni Codeluppi (Università di Modena e Reggio Emilia) rilegge “La società dei consumi” (Jean
Baudrillard)
Ore 11.00: Lezione magistrale
Arturo Di Corinto (Università La Sapienza): “Perché Internet da sola non fa la rivoluzione”
Ore 13.00: fine sessione mattutina
Ore 15.00: Lezione magistrale
Carlo Formenti (Università del Salento): “New Economy: la grande truffa”
Ore 16.30: Talk
Comunicazione e moltitudini
Michael Hardt (Duke University), Franco Berardi (Accademia di Brera), modera Carlo
Formenti (Università del Salento)
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Intervisita Key4Biz: Stati Generali dell’Innovazione, Università e ricerca

Assemblea Wikimedia Italia Roma 3-4 dicembre 2011

Cari soci e cari amici,

Sabato 3 Dicembre avrà luogo, come da statuto, l’assemblea ordinaria di Wikimedia Italia nel corso della quale si terranno le elezioni del nuovo direttivo.

La prima convocazione è alle ore 10.00,
la seconda convocazione alle ore 14.00,
presso Opificio Telecom, via dei Magazzini Generali 20/A 00154 Roma, MM Piramide (zona Ostiense).

Poiché i temi da trattare sono sempre tantissimi abbiamo pensato di sperimentare per la prima volta un’assemblea in due giornate.

Domenica 4 Dicembre presso Hotel Abitart Roma, Via Pellegrino Matteucci, 10/20 (Piramide Cestia) 00154 (Roma) si terrà dunque la discussione sugli indirizzi dell’associazione per il 2012.

L’assemblea è aperta al pubblico, possono votare solo coloro che sono in regola con la quota asociativa del 2011 (è possibile regolarizzare in loco, per favore avvisate prima la segreteria con email a segreteria@wikimedia.it)

Potrete trovare tutte le informazioni alla pagina di Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Roma_dicembre_2011_Assemblea_WMI

I soci che non potranno partecipare possono trovare la delega alla pagina http://www.wikimedia.it/index.php/Associazione:Delega

Approfitto di questo invito per richiamare la vostra attenzione sulla raccolta fondi 2011, iniziata ieri. Trovate i banner in qualsiasi pagina di Wikipedia, anche in quella dell’assemblea!

Giulia C.M. Clonfero
Segreteria del Direttivo di Wikimedia Italia
Coordinatore del Comitato per il fundraising

http://www.wikimedia.it/index.php/Dona

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